Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Sport » Inchiesta arbitri, sentiti Pinzani e Butti: la Procura indaga su intercettazioni, club e designazioni

Inchiesta arbitri, sentiti Pinzani e Butti: la Procura indaga su intercettazioni, club e designazioni

I due ascoltati per circa tre ore come persone informate sui fatti. Sotto la lente i contatti con Rocchi e le possibili richieste dei club

Inchiesta arbitri, sentiti Pinzani e Butti: la Procura indaga su intercettazioni, club e designazioni

La Procura di Milano allarga il raggio dell’inchiesta: focus sui rapporti tra arbitri, Lega e società

L’inchiesta sugli arbitri entra in una nuova fase. Dopo le audizioni concentrate soprattutto sul mondo arbitrale, la Procura di Milano allarga il raggio e guarda anche alle figure che negli ultimi anni hanno tenuto rapporti con designatori, società e Lega Serie A.

Ieri sono stati sentiti Riccardo Pinzani e Andrea Butti, ascoltati dagli inquirenti come persone informate sui fatti e non come indagati. I due sono rimasti davanti agli investigatori per circa tre ore. La Procura, coordinata dal pm Maurizio Ascione, è al lavoro sull’ulteriore materiale raccolto e sulle intercettazioni finite nel fascicolo.

Pinzani, oggi referee manager della Lazio, nella stagione 2024-25 era l’incaricato della Figc per la gestione dei rapporti tra Aia e club calcistici. Il suo ruolo era quello di parlare con le società e riferire poi a Gianluca Rocchi, designatore arbitrale oggi autosospeso e indagato. Da questa funzione di raccordo deriverebbero le numerose telefonate intercettate tra Pinzani e Rocchi.

Anche la posizione di Butti viene letta dagli inquirenti attraverso i compiti svolti in Lega Serie A. Da responsabile delle competizioni, aveva contatti con Rocchi per la gestione organizzativa delle partite e delle competizioni. Per la Supercoppa italiana giocata in Arabia, ad esempio, Butti si sarebbe raccordato con il designatore per le pratiche legate ai visti dei direttori di gara. Tra i possibili temi dei contatti telefonici ci sarebbe anche il Centro Var di Lissone, di proprietà della Lega.

Il punto più delicato riguarda però i rapporti con i club. Butti, secondo quanto emerge, avrebbe avuto contatti anche con le società, che potevano rivolgersi a lui in caso di malcontenti o lamentele. Da qui potrebbero essere nati elementi d’indagine per gli inquirenti.

Intercettazioni su Rocchi, il nodo delle richieste dei club

Nel fascicolo ci sarebbero diverse intercettazioni su cui la Procura sta lavorando. Si aggiungerebbero a quella in cui gli inquirenti avrebbero captato la frase “Loro non lo vogliono più vedere”, che sarebbe stata pronunciata da Rocchi in una telefonata con Andrea Gervasoni. Il riferimento, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe alla designazione di Doveri e al possibile non gradimento dell’Inter.

Per quanto riguarda Pinzani, la Procura vuole chiarire la natura delle telefonate con Rocchi. Gli inquirenti puntano a capire se dai club siano arrivate pretese sulle designazioni arbitrali e se quelle richieste siano poi state accolte dal designatore. Tutto resta da verificare.

Nel fascicolo compare anche il nome di Giorgio Schenone, responsabile dell’Inter per i rapporti con gli arbitri. Schenone, al momento, non risulta indagato. La sua audizione potrebbe ruotare attorno a una conversazione intercettata nell’aprile 2025 tra Rocchi e Gervasoni, nella quale il designatore avrebbe citato un certo “Giorgio” parlando di possibili pressioni legate alle designazioni arbitrali.

Secondo l’impostazione degli inquirenti, il tema è verificare il possibile tentativo di orientare la scelta degli arbitri in base alle preferenze dei club. L’inchiesta, avviata nell’autunno del 2024, non avrebbe però ancora permesso di identificare eventuali altri soggetti coinvolti nella presunta frode sportiva relativa alle due designazioni finite sotto osservazione.

Nei prossimi giorni sono attese nuove audizioni. Dovrebbero essere sentiti Schenone, altri referee manager e figure che orbitano intorno al sistema calcio. Sarebbe già stato ascoltato anche un esperto giornalista sportivo, così come alcuni lavoratori della società che gestisce la tecnologia di tracciamento video per la Sala Var.

Gli accertamenti proseguono nel riserbo. Da quanto emerge, il cellulare di Rocchi non sarebbe stato sequestrato perché nei suoi confronti non è stata effettuata alcuna perquisizione. La Procura continua ad analizzare telefonate, contatti e materiale raccolto per capire se l’inchiesta possa allargarsi ancora.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE SPORT