“L’unico pensiero che abbiamo è scendere in campo e fare bene”. Rino Gattuso si presenta così nel primo giorno di una lunga settimana decisiva per le sorti dell’Italia ai prossimi Mondiali di calcio. Il tecnico, nella conferenza stampa di inizio ritiro, ha presentato la sfida, toccato diversi punti e chiarito il perché di alcune scelte, una fra tutte Nicolò Cambiaghi chiamato in extremis a sostituire l’infortunato Chiesa.
“Non abbiamo alcun alibi, io mi aspettavo di arrivarci così e non dobbiamo aggrapparci agli infortuni perché tutti li hanno, è normale dopo 30 giornate di campionato”. Dalle sue parole si denota il forte senso di responsabilità che tutto lo staff percepisce: “Abbiamo lavorato tanto, con lo staff abbiamo fatto tutto quello che si poteva fare”, ha aggiunto. Adesso è arrivato il momento di conquistare la qualificazione e dimostrare sul campo i propri concetti di gioco: “Avevo voglia di affrontare queste due partite con le mie certezze, le mie sicurezze. Spero con tutto il cuore di raggiungere l’obiettivo, questo gruppo se lo merita”.
Tensione palpabile nell’aria – Gattuso sa bene cosa si provi in questi momenti, le emozioni che filtrano nell’ambiente e i fantasmi da scacciare, specialmente dopo le due clamorose passate qualificazioni buttate in aria, dalle quali non ci si deve far influenzare, anzi da tenere come motivo in più per volere a tutti i costi prima la finale del 31 marzo e poi l’accesso al Mondiale. Rino chiama implicitamente tutti i tifosi azzurri, che spesso si lasciano andare un po’ troppo sui social: “Non bisogna stressare i ragazzi, sanno bene cosa ci giochiamo. È innegabile che un po’ di tensione ci sia, però dobbiamo essere bravi a trasmettere grande positività”.
Cambiaghi per Chiesa e gli altri in dubbio – Nella mattinata odierna l’ex Juventus e Fiorentina, una volta accertate le proprie condizioni fisiche, ha dovuto dare forfait per il match di Bergamo. “Chiesa ieri ha risposto alla convocazione ma a livello fisico aveva dei piccoli problemi, abbiamo deciso insieme che era inutile rimanesse”.
In dubbio, invece, troviamo Scamacca, Bastoni, Tonali e Mancini. I 4 azzurri hanno comunque raggiunto il centro federale di Coverciano per stare al fianco dei compagni e compattare il gruppo, chiamato a “farsi perdonare” dai propri tifosi per la mancata qualificazione diretta nella fase ai gironi, surclassato sia all’andata che al ritorno dalla Norvegia di Nusa e Haaland.
“Da quando sono arrivato a oggi vedo grandissimo attaccamento, lo tocco con mano”, ha sottolineato il c.t. “Scamacca ha un problema all’adduttore, lo valuteremo giorno dopo giorno così come Bastoni. Tonali oggi farà un lavoro a basso carico, domani speriamo di averlo a disposizione. Per Mancini si tratta di un affaticamento, anche Calafiori ieri ha sentito un piccolo dolorino, ma pensiamo di riaverlo. C’è uno staff medico molto preparato, sicuramente le scelte le faremo in maniera corretta”.
Bergamo si prepara al tutto esaurito – E proprio dopo l’ultima debacle contro la Norvegia Gattuso ha intensificato col proprio staff la visione di ben 380 partite (tra Serie A, coppe internazionali ed estere) per arrivare a questo momento il più possibile sul pezzo: “È stato un lavoro faticoso, ma divertente. Siamo stati sempre presenti e per questo devo dire grazie anche alla Federazione”.
Sulla scelta di disputare la semifinale alla New Balance Arena, invece, il tecnico ha dichiarato: “Lo stadio l’ho scelto io, devo ringraziare il presidente Gravina e Buffon per aver avallato questa scelta. A settembre (contro l’Estonia) il primo tempo è finito 0-0 e nonostante il risultato all’intervallo ci hanno applaudito. In uno stadio da 50, 60mila posti magari dopo dieci minuti sbagli un passaggio e ti fischiano. Volevo giocare in un catino, speriamo di non aver toppato”.
Infine Gattuso predica calma e massimo rispetto per gli avversari come giusto che sia, senza considerare più di tanto il 69° posto nel ranking Fifa (d’altronde Svezia e Macedonia del Nord insegnano più di qualcosa): “Corrono molto, giocano in verticale e sui calci piazzati fanno paura. Dovremo essere lucidi e annusare il pericolo, il nostro difetto da quando alleno i ragazzi è stato che a volte abbiamo peccato in questo”.

