di Pietro Mancini
Il Napoli o la Juventus trionferà, domani, allo Stadium di Torino, nel big-match, diretto da Orsato, un bravo arbitro, non un Rocchi qualsiasi…. ? Ma un uomo, vero e sincero, ha già vinto, indossa la tuta dello squadrone di De Laurentiis, è antipatico a Robi Mancini, il suo nome è: Maurizio Sarri. E con lui Napoli, in attesa del nuovo Sindaco, grazie alle imprese della squadra, sta affrontando i tanti problemi, in primis la disoccupazione, con maggiore impegno e ottimismo.
Dopo la deludente gestione di Rafa Benitez, che ha fallito anche a Madrid, con l’ex allenatore dell’Empoli, il Napoli- in una città stupenda ma con una tifoseria tutt’altro che facile da conquistare- è diventato un laboratorio del calcio moderno. Si è molto parlato dell’abilità, che Sarri ha dimostrato nel riportare l’allegria, la concentrazione, l’unità nello spogliatoio e la voglia di vincere in tanti campioni, in primis nel goleador Higuain, argentino come Maradona, il giocatore più forte che don Maurizio abbia allenato.
A differenza di santoni sussiegosi, nostrani ed esteri come Mourinho, il toscano non è un tecnico integralista, ma capisce-come il collega del miracolo-Leicester Claudio Ranieri-quando non sia Il caso di insistere sulle sue convinzioni. Un solo, ma significativo, esempio. Valdifiori, ex Empoli, avrebbe dovuto essere il totem intoccabile del suo Napoli. Sarri L’ha provato, non ha funzionato, ha avuto il coraggio di cambiare. E il suo sostituto, Jorginho, è il perno del centrocampo della capolista, che domani spera di fare restare…Allegri i suoi tifosi. Pietro Mancini
