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GALLIANI: "RICKY HA FATTO UN GRANDE SACRIFICIO ECONOMICO. NESSUNA STAFFETTA CON HONDA"

Galliani parla della solorosa cessione di Ricky nel 2009: "In quel momento il Milan ha preso quella decisione, non Kakà. Mentre Sheva ha chiesto lui di andare via e l'ha sempre detto. Il Milan è stato sottoposto da un pesante corteggiamento di Perez. Il Milan e Kakà a gennaio avevano resistito ad una cifra superiore a quella per Bale quest'anno. In quel momento ci sembrava giusto per noi e per lui, è andata così, inutile tornare al passato". Ora però il Bambino d'Oro è tornato a casa: "Questa emozione che provano i tifosi la provo anch'io. Mi auguro che ritornino gli orfani di Kakà allo stadio. Nel 2009 vanno via 15.000 abbonati, negli anni successivi non ritornano mai a fare l'abbonamento i 15.000 orfani di Kakà. Non buttiamola troppo sui sentimenti, siamo andati a riprendere Kakà perché volevamo una mezza punta dalle caratteristiche di Kakà".

Il suo arrivo, grazie all'addio di KPB: "Se non fosse uscito Boateng sarebbe stato difficile andare su Kakà. Gli ultimi giorni di mercato sono sempre i più proficui, la trattativa è nata nel momento in cui è uscito Boateng. Lui sostituisce Boa, cambiando il modulo di gioco. E' uscito Petagna ed è entrato Matri, è uscito Boateng ed è entrato Kakà. Capito che non potevamo fare più il 4-3-3 la scelta è andata su Kakà". Galliani torna sulla trattativa. Ricorda che la prima volta fu merito di "Braida e Leonardo", che avevano insistito moltissimi sull'operazione. Questa volta invece "pensavo di non farcela, il Real Madrid si è dimostrato amico e devo ringraziarlo. Devo ringraziare anche Bosco e Kakà perché vi assicuro che Ricky ha dimostrato tangibilmente l'affetto per il Milan facendo un grande sacrificio economico. Ci avevamo già provato ma non ce l'avevamo fatta, quest'anno sono andato senza certezze, sperando succedesse qualcosa. Ci siamo messi negli uffici del Real domenica pomeriggio e siamo arrivati ad una conclusione. E' stata una trattativa lunga perché ho chiesto molti sacrifici a Bosco. E' stata una trattativa bellissima, eravamo nell'ufficio dell'avvocato di Kakà, poi andavo in sede del Real e tornavo nell'ufficio".

Intanto il presidente del Cska Mosca ha giurato che Hoda non sarà rossonero neppure a gennaio quando il suo contrattol culb moscovita sarà concluso (dicendo che Keisuke accetterà offerte migliori). Galliani mostra tranquillità: "Il mercato è finito da un giorno, aspettiamo. Del mercato di gennaio parleremo più avanti. Kakà resta due anni? Non c'è nessuna staffetta con Honda. Per Honda vedremo a gennaio. Non c'è nessun Galaxy, nessuna staffetta, ma un contratto biennale".

Balotelli ha fatto bene dovunque. Penso che possiamo fare bene insieme. Lo stesso discorso vale anche per Matri, per Robinho e per El Shaarawy, che ha un grandissimo talento. Al Milan ci sono grandissimi attaccanti". Lo ha detto Ricardo Kaka', durante la sua "ripresentazione" a Milanello che ha avuto come prologo il video celebrativo di "Amici Mai" by Antonello Venditti. D'altra parte è celebre la frase di Galliani a proposito di Ricky pronunciata un paio di sessioni di mercato fa "Certi amore non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano"). "Rientrare a Milano e tornare al Milan è speciale, sono giorni belli. Con mia moglie ricordavamo i momenti vissuti qui. Ora sono arrivato a Milanello, i ragazzi sono nuovi, ma rivedere tutti mi sembra di non essere mai andato via.  Io idolo per i compagni di squadra? Situzione nuova, ho imparato tanto con i compagni che avevo qua, al Real e in Nazionale. E' un ruolo nuovo, qui vivrò questo per una, due, tante stagioni. Voglio aiutare tanto questi ragazzi", ha spiegato Ricky.

Che non vede l'ora di scendere in campo:  "Sono pronto per giocare. Certo per trovare la continuita' ed essere piu' 'affinato' ci vorra' un po' di tempo. Ruolo? Prima di dire questo preferisco parlare con il mister. Sono sempre stato più o meno un trequartista, vediamo cosa ha bisogno il mister. La condizione? Per giocare sono pronto, per la continuità bisognerà vedere in campo". Silvio Berlusconi e Kakà si sono già sentiti: "Lui era molto contento del mio ritorno ed io felice di risentirlo. Mi ha fatto gli auguri. Ci siamo detti un po' di cose, niente di speciale solo saluti". Promesse: "Farò il possibile per tornare a giocare bene e vincere con questo Milan. Questa squadra deve sempre puntare a vincere, quello che dobbiamo cercare di fare in questa stagione. Poi vince una sola squadra".

Kakà parla del Real e della concorrenza trovata a Madrid: "Lì giocavamo 4-2-3-1 e ogni tanto ci scambiavamo le posizioni, ma di solito giocavo dove mi trovavo bene. Ho avuto dei problemi fisici e poi ho avuto meno spazio, sono arrivati altri giocatori come Ozil e Di Maria e piano piano gli spazi sono stati sempre meno. Nelle opportunità che ho avuto non penso di aver fatto male". E aggiunge:  "Sono cresciuto tanto. In questi anni ho imparato tanto. Il Real Madrid è una grandissima società, sono contento di essere parte della loro storia, sono contento di questi anni, ma per la mia situazione lì ho perso un po' la gioia di giocare a calcio. Ancelotti è stato molto sincero, abbiamo parlato molto in questo periodo. Il Real aveva altre idee. Gli spazi erano sempre di meno, col mister abbiamo parlato e deciso che era meglio partire sia per me che per la società".

L'ex Pallone d'Oro racconta i momenti caldi della trattativa: "Mio papà è tornato a casa a mezzanotte, mi ha illustrato i termini. Poi ho parlato con mia moglie, ho riparlato con mio padre, lui mi ha detto che l'ideale sarebbe stato tornare. Ho chiamato Galliani due volte e nella notte non rispondeva. Lui si è svegliato e mi ha chiamato, gli ho detto che accettavo e che tornavo al Milan". Kakà e Mourinho. Si è detto molto di un rapporto difficile tra i due: "Non direi che è stata colpa sua, negli anni che ho lavorato con lui ho cercato di avere la sua fiducia. Aveva altre idee io ho cercato di essere sempre disponibile. Un allenatore che mi ha dato tanto".

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