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Malagò: rischio che il calcio esca dal Coni? Non è così facile

"Conosco troppo bene Tavecchio, non mi sembra che l'uscita del calcio dal Coni sia all'ordine del giorno". Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malago', allontanando l'ombra dopo l'alzata di scudi odierna in merito ai tagli dei contributi alla Figc. "Peraltro - dice ancora riferendosi a Tavecchio - lo ringrazio molto, e' stato un confronto aspro ma molto rispettoso. Onestamente non sono affatto preoccupato, ma e' legittimo che facciano tutti le loro considerazioni".

"E' stato un consiglio importante - ha chiarito Malago' - qualcuno lo ha definito simbolicamente storico. C'e' stato un confronto, aspro anche nei toni e nel modo di rappresentare certe opinioni. Le commissioni marciano, l'impegno e' moltissimo. Si e' chiusa questa vicenda del 2015 in un modo formalmente definitivo, c'e' la disponibilita' di prendere in considerazione qualsiasi ragionamento ma con buonsenso".

"Il calcio - ha quindi aggiunto il numero uno del Comitato Olimpico - avra' una percentuale, alta o bassa che sia, deve stare nel contenitore delle altre federazioni. A grandi linee, il calcio prende 6 volte e mezzo quello che prende la seconda federazione (la Fidal, ndr)". Capitolo a parte, il rischio che la Figc possa andare a trattare con il governo per legare una quota fissa dei contributi alle scommesse sportive: "Il calcio potrebbe su questo ottenere qualcosa di piu' e di diverso - ammette Malago' - Se ci riescono sono contento per loro, ma non e' cosi' semplice. Ci sono dinamiche legislative e culturali". .

Tavecchio, valutiamo entrare in concorrenza con scommesse - "Dovremo valutare l'ipotesi di entrare in concorrenza con le scommesse. Ho convocato un consiglio federale il 14 novembre, dove insieme alle leghe e alle componenti, valuteremo compiutamente la questione, scevri da ogni rivalsa e considerazione di parte". Lo ha annunciato il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, riferendosi alla possibilita' che la Federcalcio possa aprire una piattaforma di scommesse per ottimizzare le risorse a fronte dei forti tagli del Coni alla Federazione. "Il giorno in cui noi siamo stati inseriti nel contesto paritario - ha aggiunto Tavecchio nel suo intervento in Consiglio Nazionale Coni - abbiamo avuto l'impressione di essere 75 contro 1. Alleanze o non alleanze, oggi e' un dato schiacciante, non si discute un secondo, tutti contro. Avete ragione, noi potremo anche farlo, ma dateci il tempo di impostare programmazione e interventi".

Il presidente della Figc, all'uscita dal Consiglio Nazionale del Coni, ha poi spiegato ai cronisti: "Quella delle scommesse e' un'ipotesi succedanea a tutto il discorso. Se si da' il 72% all'attivita' olimpica e solo il 18% all'attivita' sul territorio e sociale e agonistica - chiarisce Tavecchio - non potranno mai esserci risultati. Cio' non toglie che avendo Malago' assicurato che ci sara' una rivisitazione dell'ipotesi di accreditamento, per non aizzare piu' i toni apriremo una trattativa che va fino a meta' mese, poi andro' in consiglio federale e la decisione non e' di Tavecchio ma del consiglio federale che si e' espresso all'unanimita' contro questi criteri del Coni". Insomma, l'idea della Figc e' quella di ricevere una parte delle percentuali di introiti dalle scommesse direttamente dal governo, cosa che ora spetta solo al Coni: "In Francia il contributo scatta sulle scommesse - spiega Tavecchio - perche' qui e' sempre la stessa storia. I fondi vengono dal governo, il governo ottiene i fondi attraverso le scommesse e le tasse imposte che applicano anche alle societa' sportive. Il miglior contribuente e' il calcio, altre situazioni non sono paragonabili a noi". "Noi con metodo corretto - aggiunge - non alziamo l'asticella della conflittualita'. Aspettiamo con pazienza che in questi giorni si valuti la questione (al Coni, ndr), anche alla luce dell'intervento del sottosegretario Delrio che individuava l'impegno dei fondi pubblici sui giovani e il sociale". Che poi il calcio rimanga nell'alveo del Coni, per Tavecchio e' un auspicio: "Noi vorremmo stare nel Coni - conferma - il problema e' un altro, e' che ci umiliano a procedure che umiliano i rapporti: noi diamo 0,21 euro per chilometro, cosa diamo ancora agli arbitri?".

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