Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Sport » Malagò, l’inaffondabile: cronaca di un pomeriggio surreale al CONI

Malagò, l’inaffondabile: cronaca di un pomeriggio surreale al CONI

Doveva essere la giornata più lunga. Sono stati sufficienti una telefonata e due ore per uscire dallo stallo

Malagò, l’inaffondabile: cronaca di un pomeriggio surreale al CONI
Giovanni Malago (Foto IPA)

Malagò non è più il presidente della FIGC. È stato nominato commissario della Federcalcio. No, non siamo su Scherzi a parte. In poco più di due ore il CONI ha trovato la quadra. In un vecchio spot degli anni ’90, una telefonata allungava la vita: quasi quaranta anni dopo non è cambiato molto: nelle prime ore del mattino si vocifera di una comunicazione (poi confermata dai diretti interessati) fra il commissario FIGC e Luciano Buonfiglio. Un accordo salva tutti: commissariato approvato all’unanimità prima della Giunta e poi del Consiglio nazionale del Coni. E poi elezioni il 14 dicembre.

Malagò, questione di mesi: poi tornerà presidente

Malagò, l’inaffondabile: cronaca di un pomeriggio surreale al CONI

Finisce così una giornata chiave per il futuro della Federcalcio. Il paradosso è evidente: il presidente diventa commissario della Federazione al centro dello scontro degli ultimi mesi. Nel primo pomeriggio sono arrivate anche le dichiarazioni dei due presidenti, con una tensione che, nonostante l’accordo, è rimasta sullo sfondo. La partita, però, è tutt’altro che chiusa. Sul tavolo restano almeno due questioni. La prima di un possibile reintegro in Figc. La seconda, decisamente più importante per gli equilibri futuri, riguarda le elezioni per la presidenza federale. E qui si chiude il cerchio:  Malagò, dopo essere stato al centro dello scontro istituzionale, potrebbe (lo farà) presentarsi alle elezioni da candidato unico. La prima data ipotizzata è quella di lunedì 14 dicembre: dunque, dopo questa fase transitoria, l’ex presidente della FIGC oggi commissario della Federcalcio, tornerà ad essere alla guida del calcio italiano.

La giornata da circo mediatico dello sport italiano

Fra i corridoi si parla di soluzione all’italiana. Un salvacondotto per tutti. Del resto, come ha spiegato lo stesso Malagò, la situazione è divertente per quanto assurda, ma a ridere poco sono stati gli italiani. Il pallone dunque continuerà a rotolare, spinto, per una volta, dal buonsenso: del resto era una partita dove tutti rischiavano di perdere. Non solo la faccia, ma anche la poltrona. La soluzione tampone permette di evitare di trascinare (ancora di più) nel ridicolo l’intero movimento sportivo italiano. Anche fra gli addetti ai lavori della comunicazione si oscilla fra il perplesso e il divertito dopo una giunta surreale. Evidentemente complicato da spiegare perché il commissariamento della Figc sia stato affidato a Malagò, l’uomo contro il quale negli ultimi mesi è stata combattuta una delle battaglie più dure. Alla fine, la sensazione è che sia stato un po’ un circo mediatico. Ah, potrebbe piovere. È successo anche questo. Magari cambia l’aria…

La tesi della sconfitta dei golpisti e il buono che viene dal campo

Malagò, l’inaffondabile: cronaca di un pomeriggio surreale al CONI
Foto Lapresse

Fra i vari retroscena di una giornata surreale, si parla anche della sconfitta dei “golpisti”. Anche in questo caso, libero arbitrio di individuare vittime e carnefici. Qualcuno si chiede chi sia uscito vincitore. Beh, l’unica certezza, al netto delle etichette, è che non c’è uno sconfitto. E l’unica buona notizia, per una volta, arriva dal campo. La nazionale di Mancini è al secondo posto del girone dei Nations League dopo l’inizio da incubo con il Belgio. L’under 21 si è qualificata per l’Europeo di categoria strapazzando la Polonia e prova a tornare a giocare un Olimpiade dopo un quarto di secolo. Lo stesso che potrebbe servire per tornare a vedere l’Italia giocare una partita a eliminazione diretta di un mondiale. Malagò ha detto che vuole tornare immediatamente al lavoro e che c’è un’atmosfera diversa. Alla fine forse l’unica verità è del passante che ci saluta e chiede quello che in fondo vogliamo tutti: “Quanto torniamo a giocare un mondiale” virgola, porca vacca.