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“Balotelli? Giocava con l'ex di mia figlia (Aguero, ndr) e una volta mi mandò la sua foto mentre si fumava un sigaro. Fu il mio primo contatto con lui. Mi è piaciuto. La droga? un giorno e' venuta Dalma (la primogenita ndr) che aveva visto piangere Giannina (l'altra figlia) e mi ha detto: 'ha bisogno di te, non morire'. Quel giorno ho detto 'mai piu'' e tra quattro mesi saranno dieci anni che non prendo niente". Maradona a tutto campo. Il ritorno di Diego in Italia è stato una festa, un bagno di folla.
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IL CALORE DI MILANO ACCOGLIE DIEGO

Un bacio lanciato in aria, uno sguardo vagamente commosso, il passo di chi comunque ha fede in se', che si trovi sul campo di calcio o sul palco di una conferenza, non ha importanza. Abito gessato blu come conviene a chi da tempo ha lasciato i pantaloncini nello spogliatoio, licenziando la velocita' dei piedi e adottando quella della lingua.

Cosi', Diego Armando Maradona si e' offerto al pubblico della sala Buzzati di Milano, casa Rcs che gli dedica con La Gazzetta dello Sport una collezione in 11 dvd (produzione Rai Eri) che ne racconta, con la firma di Gianni Mina', l'intera storia calcistica, dagli esordi in Argentina passando per Napoli e Mondiali. Un'attesa lunga oltre un'ora, ripagata per i tanti armati di magliette e sciarpe della squadra partenopea da un beniamino che non si e' sottratto, pronto a scherzare sulle preferenze calcistiche di papa Francesco ("e' molto intelligente - ha detto Maradona -, se ci fossi stato io ora al Napoli avrebbe tifato per me"), ma anche a farsi grave quando l'argomento diventa serio come la droga. Qui l'idolo calcistico si e' fatto esempio consapevole di negativita', richiamando l'attenzione su cio' che non si deve fare, ma anche sull'orgoglio di aver saputo dire basta. "Ai giovani posso dire che la droga e' una cosa che non si prova - ha detto -, perche' e' troppo brutta. Io ho fatto male a tanta gente che mi era vicino, ma non ho mai portato nessuno con me, questo sia chiaro. Poi, un giorno e' venuta Dalma (la primogenita ndr) che aveva visto piangere Giannina (altra figlia del calciatore) e mi ha detto: 'ha bisogno di te, non morire'. Quel giorno ho detto 'mai piu'' e tra quattro mesi saranno dieci anni che ho detto basta". Nella calca della sala, a questo punto Maradona viene interrotto per l'ennesima volta dagli applausi. Sebbene l'incontro si configuri come un'intervista al calciatore condotta da Mina' e dal giornalista della Gazzetta Paolo Condo', il vero dialogo e' con il pubblico: slogan, urla, cori, lanci di sciarpe e varie e variegate manifestazioni d'affetto di una platea visibilmente di provenienza napoletana, molti giunti appositamente per non perdersi 'el pibe de oro', spesso con figli al seguito: bambini che di Maradona conoscono al massimo solo i racconti, ma che partecipano alla gioia dei padri. Un amore che l'ex calciatore dimostra d'interpretare, secondo un copione che pare non essersi sbiadito negli anni: "chi ama - ha detto tra le prime cose - non dimentica". Tra una chiacchiera e l'altra, tra ricordi di partite e commenti sul calcio di oggi, tra un un elogio di Fidel Castro e Chavez (capaci di "fare il meglio per il loro popolo"), succede che Mina' gli faccia notare che qualcuno lo considera un po' il matto del villaggio: "mi piace - ha replicato lui sornione -, i matti, gli ubriachi e i bambini dicono la verita'". E naturalmente, scoppia l'applauso.

Maradona ha puntato il dito in particolare contro i mali del nostro calcio, dalle partite truccate ("se si continua cosi' allora meglio guardare una telenovela"),

facendo riferimento al match di qualificazione mondiale Uruguay-Argentina finita 3 a 2, all'attuale dirigenza della Fifa ("gestita da ultranovantacinquenni che non sanno piu' nemmeno andare in automobile, ma che sono attaccati ai soldi e alle poltrone e non fanno il bene del calcio"). Diverse le punzecchiature anche nei confronti del "moreno" Pele' ("Lui e' amato dalla Fifa, io dalla gente"), di Blatter ("Mi voleva vedere in ginocchio, ma non l'ho fatto"), del presidente della Federcalcio Argentina Julio Grondona ("Se non sono piu' ct della Nazionale e' per il principio non per i risultati"), dell'ex presidente del Napoli Ferlaino ("Non ha mai voluto mettere mano al portafogli, ora sara' a Ibiza").

Parole di riconoscenza da parte di Diego Maradona nei confronti di Massimo Moratti, un po' meno nei confronti di Thohir: "Con me Moratti e' sempre stato un signore. Quando ha messo le mani in tasca per l'Inter lo ha fatto per bene, non come Ferlaino che adesso sta a Ibiza. Persone come Moratti lasciano un vuoto che difficilmente sara' colmato da chi prendera' il suo posto. Moratti e' un uomo di classe". E su Tohir: "Non credo sappia molto di calcio. Forse e' piu' abituato a parlare di palla ovale o di baseball, ma con i soldi puo' imparare tutto". Su Balotelli: "Ognuno gestisce la vita per come la vede, come la pensa, lui va lasciato tranquillo. Come persona sapra' come gestirsi, mi pare che l'allenatore deve giudicarlo per quello che fa sul campo. A me piace il suo modo di essere. Mi ha mandato una foto quando giocava al City con l'ex di mia figlia e mi ha fatto ridere".

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