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Mazzarri, fiducia fino al derby. Thohir: "Spenderemo al momento giusto"

Thohir "spenderemo al momento giusto" - "Non sono alto, ne' lo saro' mai. Non sono magro. Per molti non sono neppure bellissimo: questi sono fatti e non li nego. Ma sappiate che sono un grande lavoratore. Ed e' lavorando che provero' a far tornare grandi l'Inter e la serie A". E' questa la promessa di Erick Thohir, da poco piu' di un anno al timone dell'Inter. Il bilancio, fin qui, e' "ottimo - dice in un'intervista a 'Repubblica' - Siamo tornati in Europa ed era il nostro obiettivo, siamo al comando del girone, manca un punto per qualificarci. Fuori dal campo abbiamo rinnovato tutto il management con professionisti di valore e lo miglioreremo ancora. Ci saranno novita'". Con Moratti, nonostante le dimissioni, "va benissimo. Siamo sempre in contatto, a Milano ci vediamo" mentre per quanto riguarda Mazzarri "non gli ho mai dato ultimatum, anche se a volte lo leggo. Anzi, ho ripetuto gia' 6 o 7 volte la stessa cosa e lo faccio anche ora: credo nel progetto avviato con Mazzarri, lui puo' stare tranquillo, sappiamo che per sviluppare un piano ci vuole tempo. Ma al tempo stesso bisogna anche ottenere risultati. Se i prossimi saranno negativi? Ne discuteremo come al solito tra noi. Ora abbiamo il problema degli infortunati che ci danneggia. Ma la squadra e' buona". "Strategia e competenza sono le parole magiche che portano ai risultati, non bastano solo le sensazioni e le intuizioni, o pregare che le cose vadano bene - sottolinea ancora Thohir - a volte Dio ti aiuta, a volte no. Credo nelle decisioni collegiali. Una volta ho detto 'Non sono Superman', stavolta dico che un'azienda funziona se ha degli Avengers, dei supereroi che lottano insieme... Dopo aver ascoltato tutti, prendo decisioni".

A chi lo accusa di essere tirchio e di non comprare giocatori, ricorda che "da gennaio ne sono arrivati sette, con varie formule. Spenderemo ancora in futuro. Ora attendiamo verso febbraio le decisioni sul Fair Play Finanziario, poi capiremo come muoverci. Top players in futuro? Aspettiamo. Il grande nome, da solo, non garantisce vittorie e per una squadra ci vuole stabilita'. Spenderemo. Al momento giusto". Infine, oggetto di qualche battuta di cattivo gusto, il magnate indonesiano fa spallucce. "Non credo che gli italiani siano razzisti. La maggior parte e' passionale e affettuosa, poi non posso negare che ci siano singoli casi di mancanza di rispetto. Il presidente Ferrero si e' scusato per lettera, dice che c'e' stato un difetto di comunicazione. L'ho invitato a un incontro per conoscerci, per discutere di cose davvero importanti come il futuro della serie A. La signora Christillin? Spetta a lei fare qualcosa, se vorra'".

Vertice Thohir con dirigenza e allenatore. Fiducia a Mazzarri. Ma se il derby... - Erick Thohir ha rinviato la sua partenza per Giacarta: summit con la dirigenza nerazzurra e con lo Walter Mazzarri. Il tecnico per ora non salta, ma il vertice cercherà di tracciare una linea da seguire. Il derby che si disputerà dopo la sosta però potrebbe essere lo spartiacque per il futuro del tecnico livornese. Una sconfitta rischierebbe di portare a decisioni drastiche

Mazzarri "ottimista, ma se non c'e' pazienza..." - "Abbiamo fatto un gran primo tempo. Al primo contropiede abbiamo preso gol, era una mazzata grossa ma la squadra ha giocato, ha trovato il pareggio, poi non ha avuto la fortuna di fare il 3-1 con Vidic. Per 80' abbiamo avuto la supremazia territoriale, non abbiamo concesso nulla a una squadra importante come il Verona. Restando in 10 si e' sofferto, poi ricordiamoci che siamo in emergenza. Se avessimo avuto piu' lucidita' e avessimo fatto meno ingenuita' l'avremmo potuta portare a casa". Cosi' Walter Mazzarri analizza il 2-2 casalingo con il Verona. "Poche verticalizzazioni? Loro si difendevano ed e' difficile verticalizzare, dovevamo far gol aggirandoli, se ti aspettano davanti all'area devi aver pazienza e nel primo tempo abbiamo fatto una grande partita - aggiunge il tecnico dell'Inter ai microfoni di Sky Sport -. Se ho incontrato Thohir a fine partita? Quello che ci diciamo con i dirigenti e il presidente rimane tra di noi, ma si vede: abbiamo tanti episodi storti, la prima ammonizione di Medel si poteva forse evitare, e' un momento difficile, siamo ai minimi termini, questa sosta ci fara' ricaricare e speriamo di ritrovare una condizione accettabile. Io per il futuro sarei ottimista, pero' se non c'e' pazienza non lo so".

La doppietta di Icardi non basta, Inter-Verona 2-2 - Piovono ancora fischi sull'Inter. Nonostante una prova tutto sommato discreta, la squadra di Mazzarri ricade negli ormai cronici errori e si fa rimontare all'89' da un buon Verona che aveva avuto il merito di portarsi subito in vantaggio con Toni. La doppietta di Icardi, sotto gli occhi di Thohir, aveva illuso l'Inter, rimasta in 10 per l'espulsione di Medel al 51' e salvata da Handanovic sul successivo rigore di Toni. Poi il crollo fisico nel finale, con Mandorlini che nel frattempo aveva inserito forze fresche in avanti, conquistando il meritato pari. Pronti-via e Toni, lanciato a rete, tutto solo davanti ad Handanovic e' chiuso in corner dal recupero di Vidic. Il gol di Toni e' solo rimandato di pochi minuti: su un'iniziativa di Hallfredsson, sponda di Lazaros per Toni che, tutto solo nel cuore dell'area piccola, infila Handanovic e trova il primo gol su azione della stagione. Vidic e Ranocchia non ci fanno una gran figura. Timida reazione nerazzurra firmata Kuzmanovic, mentre San Siro gia' rumoreggia e Mazzarri e' nuovamente vittima di un laser continuamente puntato addosso. Al 18' pero' l'Inter pareggia: sul cross di Ranocchia, Palacio serve alla perfezione Icardi che realizza il suo sesto gol stagionale e poi 'zittisce' i fischi. Cresce l'Inter: clamoroso il palo centrato col sinistro da Kuzmanovic, poi Moras anticipa d'un soffio Palacio mentre Rafael dice di no all'inzuccata di Vidic, ancora a caccia della prima gioia italiana. Palacio centra il palo (esterno) su cross e il primo tempo si chiude con una gran parata di Handanovic sul cross di Lazaros che nessuno tocca in area. Al rientro l'Inter opera il sorpasso con Icardi, tocco sottoporta sul tirocross di Palacio e 2-1. Rischia di durare poco pero' la gioia dei nerazzurri perche' Medel, gia' ammonito, alza il braccio per respingere una rovesciata di Ionita: Rocchi assegna il rigore ed espelle Medel, decisioni corrette. Dal dischetto pero' Handanovic ipnotizza Toni parando il terzo rigore stagionale.Manca pero' piu' di mezz'ora e l'Inter soffre da matti: sulla sponda di Toni, Lazaros fa fuori Ranocchia e spara a botta sicura centrando una clamorosa traversa. L'Inter tutto sommato tiene l'assalto dei gialloblu', rinforzato dagli ingressi di Saviola e Nico Lopez, e anzi sfiora il tris con Vidic, ancora di testa, su corner di Nagatomo. Sembra fatta, ma all'89' proprio i due neoentrati confezionano il 2-2: tacco di Saviola, destro secco dell'ex Roma e Handanovic nulla puo'. Piovono fischi sull'Inter e su Mazzarri. Il futuro del tecnico potrebbe essere in bilico.

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