Tre gol al Milan, prima tripletta in carriera e San Siro espugnato. Samuel Mbangula trascina il Bologna al 4-2, interrompe l’imbattibilità dei rossoneri e si prende il titolo di MVP di Affaritaliani della nona giornata. Il belga, alla prima da titolare con i rossoblù, firma un’impresa riuscita soltanto a Gabriel Batistuta nell’era dei tre punti.
Mbangula ne fa tre al Milan: Palladino pesca il jolly e il Bologna espugna San Siro
Prima partita da titolare con il Bologna, tre gol al Milan e pallone messo sotto al cuscino. A Samuel Mbangula basta una serata per passare dalla panchina alla copertina della Serie A. Raffaele Palladino lo lancia dal primo minuto dopo avergli concesso pochissimo spazio nelle prime otto giornate e il belga lo ringrazia nel migliore dei modi. Dall’altra parte c’era il Milan di Ruben Amorim, ancora imbattuto in campionato e pronto a giocarsi il derby contro l’Inter. Il finale, però, è tutto rossoblù.
Quattro tiri, tre nello specchio e tre gol, praticamente una sentenza ogni volta che inquadra la porta. Ma Mbangula contro il Milan fa anche il lavoro sporco: sette duelli vinti, quattro palloni recuperati e tre contrasti riusciti. Corre, attacca gli spazi e nel finale aiuta persino i compagni in fase difensiva. Una prestazione completa per un esterno che fino a questa partita aveva raccolto appena una manciata di minuti in campionato.
C’è poi una curiosità che rende la sua tripletta ancora più speciale. Mbangula è soltanto il secondo calciatore a segnare tre gol in trasferta contro il Milan a San Siro nell’era dei tre punti a vittoria. Prima di lui ci era riuscito Gabriel Batistuta, con la Fiorentina nel settembre 1998. Ventotto anni dopo, il belga si accomoda nella stessa tavola del Re Leone. E per il Bologna arriva una vittoria in casa del Milan che mancava da dieci anni, oltre alla terza affermazione esterna consecutiva sotto la guida di Palladino. I rossoblù salgono così a 11 punti, mentre i rossoneri perdono la prima partita del loro campionato.
Per Affaritaliani l’MVP della nona giornata è Samuel Mbangula. Difficile immaginare un biglietto da visita migliore.
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Dal gol all’esordio con la Juventus alla tripletta col Bologna: il vizio delle prime volte
Samuel-Germain Kinduelu Mbangula Tshifunda, 22 anni, è nato a Bruxelles il 16 gennaio 2004. Belga di origini congolesi, alto 171 centimetri, è un esterno offensivo destro naturale che ama partire da sinistra, puntare l’avversario e accentrarsi per calciare. Velocità, dribbling e accelerazioni sono le sue armi migliori. Una curiosità? Da ragazzino giocava da centravanti, prima di essere trasformato in ala durante il percorso nelle giovanili.
Cresciuto calcisticamente tra Club Brugge e Anderlecht, arriva alla Juventus nel 2020. Dopo la trafila tra Under 17, Primavera e Next Gen, è Thiago Motta a regalargli la prima grande occasione. Il tecnico lo schiera titolare all’esordio in campionato contro il Como e Mbangula impiega appena 23 minuti per segnare il suo primo gol in Serie A. Parte da sinistra, si accentra e trova l’angolo lontano con un destro preciso. Alla fine arriverà anche un assist per Cambiaso nel 3-0 bianconero. Quella prima stagione tra i grandi si chiude con 32 presenze, 4 gol e 5 assist in tutte le competizioni. Mbangula lascia il segno anche in Champions League, dove firma il gol del 2-1 contro il PSV Eindhoven nell’andata dei playoff. A poco più di vent’anni sembra essersi ritagliato uno spazio interessante nella Juventus, ma nell’estate del 2025 arriva la cessione. Il Werder Brema lo acquista per 10 milioni di euro più altri 2 di eventuali bonus. In Bundesliga il belga raccoglie 26 presenze, 3 gol e 2 assist, senza riuscire a trovare quella continuità che aveva fatto intravedere nelle sue prime apparizioni italiane. Dopo una sola stagione in Germania arriva la possibilità di tornare in Serie A, questa volta con la maglia del Bologna.
Mbangula ha percorso anche tutta la trafila delle nazionali giovanili del Belgio, fino all’Under 21, ricevendo la prima convocazione con la Nazionale maggiore nel novembre 2024. A 22 anni ha già giocato in tre campionati europei e segnato sia in Serie A sia in Champions League. Con la tripletta di San Siro aggiunge anche il primo pallone da conservare in bacheca.
Dal Werder al Bologna in prestito: il riscatto da 12,5 milioni e la nuova occasione con Palladino
Il Bologna lo ha riportato in Italia nell’ultima sessione estiva di mercato con un prestito fino al 30 giugno 2027 e diritto di riscatto. L’operazione, secondo le ricostruzioni di mercato, prevede circa 2 milioni per il prestito e altri 12,5 milioni per acquistarlo definitivamente dal Werder Brema. Cifre che potrebbero diventare particolarmente interessanti se il belga riuscisse a dare continuità alla prestazione contro il Milan. L’avvio in rossoblù, però, è stato tutt’altro che semplice. Mbangula ha trovato pochissimo spazio nelle prime otto giornate e davanti a lui, nelle scelte di Palladino, c’erano soprattutto Cambiaghi e Bernardeschi. Contro il Milan arriva finalmente la prima occasione dall’inizio, con il belga schierato alle spalle di Odgaard. Tre gol dopo, la concorrenza sulle fasce diventa decisamente più interessante.
Palladino conosce bene il valore degli esterni offensivi e contro il Milan ha trovato un giocatore capace di attaccare la profondità, arrivare al tiro e aiutare la squadra anche senza pallone. I tre gol di San Siro sono i primi della sua stagione con il Bologna e risolvono una partita in cui i rossoblù erano sotto 2-1. Per Mbangula la sfida è adesso conquistare minuti e continuità, dopo una stagione tedesca da tre reti e un avvio italiano trascorso quasi interamente in panchina. Il Bologna ha un diritto di riscatto da esercitare e Palladino ha appena scoperto quanto può incidere il belga quando parte titolare.
A 22 anni, con una tripletta al Milan, un precedente incoraggiante nella Juventus e già un gol decisivo in Champions League, Mbangula ha ancora parecchio da dimostrare. Ma una cosa è certa: dopo essere rimasto quasi a guardare per otto giornate, a San Siro si è preso il pallone, gli applausi dei tifosi rossoblù e, forse, la fiducia di Palladino.
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