Zvonimir Boban torna a parlare del Milan e lo fa senza risparmiare critiche. Alla Gazzetta dello Sport l’ex dirigente rossonero attacca le scelte degli ultimi anni, giudica eccessivo l’investimento per Ramos e analizza il nuovo ruolo di Modric
Ramos “pagato un prezzo spropositato”, dubbi su Modric e un elogio al progetto del Como
Zvonimir Boban boccia il Milan degli ultimi anni. L’ex calciatore e Chief Football Officer rossonero, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, critica la direzione presa dal club e salva soprattutto il tentativo di proporre un calcio più offensivo. Il giudizio complessivo resta però molto duro: “Il Milan da anni non fa cose da Milan, in nessun senso. Non vedo passi avanti, se non per il coraggio e la voglia di giocare un calcio offensivo”. Boban torna anche sulla scorsa stagione e sulla difficoltà mostrata dalla squadra quando ha dovuto prendere in mano le partite. “Lo scorso anno ha perso col Cagliari perché per tutta la stagione aveva giocato un calcio difensivo. Al momento buono, non è riuscito a dominare la partita”.
L’ex dirigente rossonero non promuove nemmeno senza riserve l’investimento fatto per Ramos. “Ramos è stato pagato un prezzo sproporzionato, in compenso si muove bene per il gol e vede la porta, ma siamo lontani dalla qualità che cambia la dimensione. Piuttosto, mi ha emozionato la storia di Cisse, un ragazzino arrivato dal nulla grazie al talento”. Nel giudizio di Boban entra anche Luka Modric. Il croato continua ad avere qualità tecniche e capacità di lettura fuori dal comune, ma il passaggio dal sistema di Allegri a quello di Amorim potrebbe costringerlo a un lavoro molto diverso. “Luka Modric ha genio e il genio non sparisce con l’età, con la sua logica, anticipa le situazioni. Certo, sono scelte della vita. Credo che per lui sarà pesante giocare nel sistema di Amorim. Con Allegri era difeso da due mezzali e giocava basso, ora dovrà coprire 60 metri con un altro giocatore. Sarà dura”.
Boban allarga poi l’analisi alla Nazionale italiana e alle scelte della Federazione durante l’estate. Sul mancato coinvolgimento di Paolo Maldini respinge qualsiasi responsabilità dell’ex compagno: “Chi ha sbagliato? Dipende da quali erano gli accordi e chi li ha traditi. Di certo non Maldini”. L’ex numero 10 del Milan difende anche Andrea Pirlo come possibile figura per la Nazionale. “Pirlo come allenatore non ha avuto dei successi ma sa che cosa voglia dire la Nazionale. Non è uno stupido e i giocatori in lui vedono un genio del calcio, e questo non è stato capito. Un dirigente sceglie e si prende la responsabilità delle sue scelte”.
Il giudizio diventa ancora più ampio quando Boban confronta la Serie A con gli altri principali campionati europei. “Sul piano delle idee, siamo lontani dall’Europa e dalla sua idea di velocità. Il calcio italiano è poco offensivo, sempre più fisico e meno propositivo. In epoca post-Sacchi, il 90% delle squadre vincenti avevano la difesa a quattro e due uomini sulle fasce, in Italia invece si giocano i catenacci modernizzati, con le difese a tre. Sta ai club cambiare strada, la federazione non può imporlo”. Una squadra, però, viene promossa senza esitazioni. È il Como di Cesc Fabregas. “L’unica eccezione è il Como. Sono un tifoso del progetto e di come Fabregas sta allenando la squadra. E poi c’è Baturina, un ragazzo della Dinamo Zagabria come me”.


