Oliver Glasner ha accettato la proposta del Milan e si avvicina alla panchina rossonera. L’accordo è impostato su un biennale con bonus legati anche alla qualificazione Champions. Cardinale però vuole chiudere prima la scelta del direttore tecnico, con Rangnick ancora in corsa ma non senza condizioni.
Cardinale frena l’annuncio: prima vuole chiudere la scelta del nuovo direttore tecnico
Il Milan ha individuato in Oliver Glasner l’uomo da cui ripartire. L’ex allenatore del Crystal Palace ha dato disponibilità al club rossonero e la firma, salvo sorprese, appare ormai vicina. La base dell’accordo è un contratto di due anni, con una parte fissa intorno ai 3,5 milioni di euro e una cifra complessiva che può arrivare a 5 milioni bonus compresi.
Tra i bonus c’è anche la qualificazione alla prossima Champions League, obiettivo obbligato dopo una stagione chiusa sotto le attese e dopo i licenziamenti decisi da Gerry Cardinale nei confronti di Massimiliano Allegri, Igli Tare, Geoffrey Moncada e Giorgio Furlani. Per Glasner sarebbe un contratto “alla Allegri”, ma con cifre più basse e con la possibilità di un’opzione per un’ulteriore stagione.
Il tecnico austriaco ha messo il Milan davanti alle altre piste valutate nelle ultime settimane, dopo aver accantonato le ipotesi Bayer Leverkusen e Feyenoord. Ha accettato l’idea rossonera anche senza legare il proprio sì all’arrivo di Ralf Rangnick, considerato ancora il profilo preferito per la responsabilità dell’area tecnica.
Cardinale vuole prima sistemare la casella del direttore tecnico, figura chiamata a impostare mercato, uscite, conferme e gestione del settore giovanile. Rangnick ha sul tavolo anche una proposta di prolungamento dalla federazione austriaca e, per accettare il Milan, chiede margini reali di manovra. Non vuole un ruolo formale, né una gestione condizionata in ogni scelta dal peso interno di Zlatan Ibrahimovic.
Se l’intesa con Rangnick non dovesse sbloccarsi, resta viva l’opzione Ramon Planes. Il Milan però non può allungare troppo i tempi. La stagione va programmata, il mercato deve prendere una direzione e nello spogliatoio ci sono giocatori che aspettano segnali concreti.
La lista dei nomi da chiarire è lunga. Per Luka Modric resta una scelta personale, legata alla sua volontà di proseguire o meno. Più aperte le valutazioni su Rafael Leao, Christian Pulisic, Mike Maignan, Adrien Rabiot, Ardon Jashari, Samuele Ricci e Strahinja Pavlovic. Sono stati parte dell’ossatura dell’ultima stagione, ma non è detto che lo siano anche nella prossima.
La posizione di Pulisic merita un discorso a parte. L’attaccante americano arriva al Mondiale con la voglia di rilanciarsi dopo una seconda parte di stagione complicata. Non segna in campionato dal 28 dicembre 2025, ha avuto diversi problemi fisici e non ha trovato continuità nel sistema di gioco di Allegri. Con gli Stati Uniti di Mauricio Pochettino, però, nelle ultime amichevoli contro Senegal e Germania si sono rivisti segnali migliori.
Il contratto di Pulisic con il Milan scade il 30 giugno 2027, con opzione rossonera per un’altra stagione. Il club vorrebbe trattenerlo e sbloccare il rinnovo, ma una cessione non viene esclusa se arrivasse un’offerta superiore ai 30 milioni di euro. Molto passerà dal suo Mondiale. Un torneo da protagonista può riaccendere l’interesse intorno a lui e costringere il Milan a scegliere in fretta.

