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el shaarawy modificato 12

Di Alberto Foà

Non notizie dal mondo del calcio: gli arbitri continuano a favorire il Milan, Lotito continua a lamentarsi a caso, il Napoli può ancora vincere lo scudetto anche se tutti dicono che il Campionato è chiuso perché la Juve è molto più fragile di quanto la gente creda. Niente di nuovo neppure dal posticipo dove la Roma secondo i “saponi” che sanno tutto ha piallato il Genoa ma invece ha fatto fatica – che è comunque un buon segno per la Roma – e forse è stata un poquito aiutata.
Insomma, le uniche stranezze della tornata si sono registrate a Catania, dove l’Inter, in un tempo solo, ha recuperato da 2 a 0 per gli altri fino al 3-2 del triplice fischio e giù tutti quanti a dare grandi meriti a Stramaccioni.
Bene, cioè male, perché prima cosa se sei l’allenatore di Cassano ci può anche stare che ci litighi ma se pensi di poterlo sostituire con Rocchi, che nella Lazio ormai faceva la riserva del raccattapalle, vuol dire che non stai sbagliando mestiere, sbagli pianeta, seconda cosa se ci metti 45 minuti a capirlo delle due l’una: oltre che dal sistema solare sei completamente fuori di testa oppure lo fai apposta perché magari ti sei giocato l’opzione primo tempo secondo tempo due.
Scherzi a parte – non sarò ferratissimo sui fiumi della Mesopotamia ma sui punti Snai sono in pochi a conoscerne la geografia come me – è vero che a Catania c’è un’agenzia di scommesse proprio a un passo (carrabile) dagli spogliatoi dello stadio, ma semmai, vedendo i gol che hanno preso nel secondo tempo, a giocarsi il ribaltone dovrebbero essere stati i siciliani.
A parte gli scherzi, il Catania non aveva comunque grandi stimoli e nel secondo tempo potrebbe essersi lasciato un po’ andare mentre la squadra nerazzurra, dopo i cambi tardivi e obbligati, ha dato il massimo e alla fine, si può dire, le è andata bene.
La sensazione – e più che una sensazione si tratta di un vero e proprio allarme – è che se per il titolo corrono ancora in due e per il terzo posto le favorite diventano Roma e Fiorentina (che giocano molto meglio delle milanesi) ma la partita è apertissima, in coda sia invece già tutto bello – cioè brutto per Siena, Palermo e Pescara – con tre squadre a otto punti dalla quintultima e a cinque dal Genoa, che è quartultimo. Morale: per il poco che deve, vuole e può fare l’Ufficio Inchieste, non aspettiamo le ultime tre giornate per scomodarlo, perché da qui alla fine del torneo s’incapperà sovente in squadre disposte a distribuire punti in cambio di promesse, “favori” e colpacci. Meglio ancora, cioè peggio, le tre cose insieme.  

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