di Pietro Mancini
Dopo tante amarezze, nel pallone e nel teatrino politico, il trionfo del Milan nel derby ha regalato a Silvio Berlusconi, nella sua città, una notte stupenda. Gli elementi del successo, utili anche in politica: le partite le vincono, con impegno e concentrazione, i giocatori, grintosi e mai domi, pur se non esosi top-player. Specie se ben guidati dalla panchina. Il tecnico rossonero, il serbo Mihailovic-prima del derby troppo criticato ma capace e dotato di “quid”-ha umiliato l’ex maestro, don Roberto Mancini.
La batosta subita dall’Inter? Per imporsi, non basta fare ingenti investimenti e puntare sulle “figurine” delle squadre, costose ma male assemblate. E all’allenatore nerazzurro gioverebbe dimostrare minore sussiego e nervosismo. Le sconfitte vanno accettate con fair-play. Uno stimolo, anche, per il rampante leghista Matteo Salvini, fan di Montolivo e C. a tentare di succedere al timone del centrodestra all’esperto Presidente di Forza Italia e del club milanista, dove stanno emergendo giovani “rottamatori” degli anziani. In primis il portiere Donnarumma. Che potrebbe diventare il Buffon del futuro.

