“Non ho bisogno di raccomandazioni, ho un contratto, poi la società farà le sue considerazioni. Il presidente mi chiama spesso così come Galliani”. Pippo Inzaghi torna a dover rispondere a domande sul suo futuro dopo Fiorentina-Milan. La serata delle beffe: rossoneri in vantaggio fino all’83° (gol di Destro), poi 6 minuti di amnesie difensive e i viola puniscono col 2-1 finale (Rodriguez e Joaquin). “Non siamo in una posizione di classifica congeniale, da questo match però possiamo ripartire e tornare a giocare bene a calcio. Destino segnato? Spero di fare questo lavoro per trent’anni, il Milan è il club che mi ha fato tanto, spero di restare il più a lungo possibile. Se mi terranno bene, altrimenti andrò per la mia strada. E’ un lavoro che amo, a volte regala serate come queste ma è il calcio”, spiega ancora Inzaghi ai microfoni di Sky.
Della prestazione è soddisfatto: “Ho rivisto il mio Milan. Dispiace tremendamente, ci stava stretto anche il pareggio e perdiamo. Non puoi tenere aperta la partita contro una squadra come la Fiorentina, dispiace però dobbiamo guardare la prestazione, anche se tre punti sarebbero stati importanti anche per il morale. In questa partita non posso dire niente ai giocatori”.
Inzaghi parla del 4-3-3: “E’ un sistema di gioco che conosciamo bene e ci fa giocare un buon calcio, è dura da digerire ma dobbiamo andare avanti. Recupereremo tanti giocatori e avremo più ricambi. Un allenatore deve guardare anche alla prestazione”. La colpa: il Milan non ha chiuso la partita. “Ho pensato di mettere Cerci per fare il secondo gol, speravo di andare 2-0, la pecca di questa partita è quella. Abbiamo avuto un paio di ripartenze importanti e potevamo sfruttarle meglio. Abbiamo giocato alla pari contro una squadra che sta facendo un buon campionato”.




