Il Milan vuole chiudere il capitolo allenatore entro il 10 giugno. Dopo i rifiuti e i tempi lunghi del casting, la corsa si è ridotta a Oliver Glasner e Mauricio Pochettino. Intanto la società deve sistemare anche il quadro dirigenziale, con Massimo Calvelli sempre più centrale.
Glasner ha fretta di chiudere, Pochettino resta legato agli Stati Uniti al Mondiale
Il Milan entra nella settimana delle scelte. Il calendario della Serie A 2026/27 è ormai in arrivo, la finestra estiva di calciomercato si avvicina, ma i rossoneri sono ancora senza allenatore e senza una struttura dirigenziale definitiva. Il nuovo progetto di Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic deve ancora prendere forma.
La deadline fissata dal club è il 10 giugno. Entro quella data il Milan vuole nominare il nuovo allenatore e definire anche il direttore sportivo. Le prossime call serviranno a restringere definitivamente la lista dei candidati e a entrare nel merito di programmi, staff e mercato.
Il ritardo nasce anche dai passaggi saltati nelle ultime settimane. Andoni Iraola ha scelto il Liverpool. Xavi ha detto no. Ralf Rangnick ha chiesto tempo, anche perché è ancora legato al suo incarico con l’Austria. Intanto il club rossonero deve riorganizzare pure la parte societaria dopo gli addii di Giorgio Furlani, Igli Tare e Geoffrey Moncada.
Per il ruolo di amministratore delegato si va verso una soluzione interna con Massimo Calvelli. Resta da capire se avrà un incarico a interim nella fase di transizione o un ruolo più lungo nel nuovo assetto. La sua figura è destinata comunque a pesare nella ricostruzione operativa del club.
La corsa per la panchina, al momento, è diventata un testa a testa tra Oliver Glasner e Mauricio Pochettino. Arne Slot non è più considerato un candidato concreto. L’olandese, reduce dall’esonero al Liverpool, vuole riflettere senza bruciare subito una nuova avventura. Anche il Milan, nelle ultime valutazioni, non sembra intenzionato ad andare fino in fondo su di lui.
Glasner è il profilo più avanti. L’ex Crystal Palace ha convinto i vertici rossoneri in un incontro durato circa cinque ore in Germania. Idee, ambizione e disponibilità immediata lo hanno portato in pole. Il tecnico austriaco avrebbe messo il Milan in cima alle sue priorità, ma ora aspetta una risposta rapida. Chiede anche garanzie sulla costruzione dello staff, con nomi come Johannes Spors per l’area sportiva e Christopher Vivell per lo scouting.
Pochettino non è fuori. Il tecnico argentino avrebbe già un’intesa verbale con Zlatan Ibrahimovic per un biennale da 5 milioni di euro. Il suo profilo resta forte per esperienza, carisma internazionale e capacità di lavorare con squadre di alto livello. La controindicazione riguarda i tempi: Pochettino è impegnato con gli Stati Uniti ai Mondiali e arriverebbe a Milano solo dopo la fine del percorso con la nazionale americana.
Nel frattempo perdono quota le piste più laterali. Matthias Jaissle, oggi all’Al-Ahli, guadagna circa 12 milioni di euro netti a stagione e resta una soluzione molto complessa dal punto di vista economico. Ramon Planes, in uscita dall’Al-Ittihad, può invece rientrare nei ragionamenti dirigenziali, soprattutto se la scelta tecnica dovesse orientarsi su Pochettino.
Il Milan rischia così di essere una delle ultime squadre di Serie A a scegliere l’allenatore per la prossima stagione. Il quadro delle panchine è già quasi definito: Inter con Chivu, Napoli con Allegri, Roma con Gasperini, Como con Fabregas, Juventus con Spalletti, Atalanta con Sarri, Bologna con Tedesco, Lazio con Gattuso, Udinese con Runjaic, Parma con Cuesta, Cagliari con Pisacane, Fiorentina con Grosso, Genoa con De Rossi, Venezia con Stroppa, Frosinone con Alvini e Monza con Bianco. Restano ancora da sciogliere anche alcuni nodi: Sassuolo tra Abate, Aquilani e Di Francesco, Torino tra Aquilani e Abate, Lecce tra la conferma di Di Francesco e l’ipotesi Zanetti. A Milanello, invece, si aspetta ancora il nome da cui far partire mercato, preparazione e nuovo progetto tecnico.
Entro il 10 giugno Cardinale e Ibrahimovic vogliono chiudere. Glasner parte avanti, Pochettino resta l’alternativa più forte. La scelta non riguarda solo la panchina: dirà anche che tipo di Milan vuole costruire RedBird dopo una stagione chiusa con più domande che certezze.

