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Milan News
CHARLIE HEBDO e la SATIRA sono INNOCENTI, il verdetto a teatro

Lunedì 4 marzo, al Teatro Manzoni di Milano è andato in scena il quarto e ultimo appuntamento milanese del format Personaggi e Protagonisti: incontri con la Storia® Colpevole o Innocente? ideato e curato da Elisa Greco.

In questa occasione è stato messo sotto processo non un personaggio storico, ma un caso tanto delicato quanto esemplare del diritto di libertà d’espressione: il caso Charlie Hebdo. Il periodico francese, con le sue vignette satiriche talvolta estreme, ha suscitato polemiche che hanno travalicato l’ambito mediatico, sfociando nello scontro politico internazionale per il forte impatto dei temi trattati.

 Il Presidente della Corte Mauro Gallina, giudice della 7a Sezione Penale del Tribunale di Milano, ha guidato un processo che ha posto l’accento sul diritto e il concetto di libertà d’espressione. Elisa Greco, autrice e curatrice del Processo al termine commenta - “E’ un verdetto espresso da un pubblico nel ruolo do giura popolare che ha  seguito  con molta partecipazione il confronto tra le parti a dimostrazione di quanto il quesito posto  colga nel vivo  la sensibilità  di  ciascuno di noi  quando si trova di fronte queste situazioni

La Storia a Processo 4 marzo Milano   04
 

Il Pubblico Ministero, Tiziana Siciliano, Procuratore presso la Procura di Milano, ha aperto il dibattimento in modo chiaro e definitivo, condannando l’eccessiva violenza delle immagini satiriche, atte non a suscitare una risata, come dovrebbe fare la satira, ma a offendere i protagonisti della vignetta.

La difesa, mossa dall’avvocato e saggista Umberto Ambrosoli, ha sottolineato come invece è proprio grazie ad un forte cambio di prospettiva che può avvenire con una battuta sagace o con un’immagine urtante, che siamo in grado di sviluppare un pensiero critico e spingere i lettori ad un’attenta riflessione.

L’imputato, Massimo Cirri, conduttore di Caterpillar e inconfondibile voce Radio Rai2, ha incarnato perfettamente la satira, difendendosi con brevi battute ironiche, ma esemplari. A prenderne fermamente le difese è stata anche Lia Celi, scrittrice, conduttrice e giornalista satirica, che ha ribadito la capacità della satira di far ragionare e pensare, divertendo. Ad affiancarla, l’avvocato Francesco Isolabella, che ha analizzato il lato divertente delle vignette di Hebdo.

Per l’accusa si sono susseguiti Giorgio Simonelli, docente di Storia della Televisione e del Giornalismo televisivo all'Università Cattolica, che ha sottolineato il dovere della satira di suscitare il riso, che ne diviene salvacondotto, e la giornalista Marianna Aprile, che ha invece indicato come il genere satirico sia una delle forme più alte di giornalismo e come tale ne deve rispettare i limiti e i doveri.

Difficile il "lavoro" della Giuria Popolare che si è trovata difronte ad una Corte che ha sostenuto le sue tesi con passione e altrettanta perizia. Al termine del processo il verdetto combattuto, molto in bilico tra la colpevolezza e l’innocenza: con 181 voti a favore, contro 110, la satira è stata assolta.

Personaggi e Protagonisti: incontri con la Storia® Colpevole o Innocente? è patrocinato dall’Associazione Nazionale Magistrati di Milano e dall’Ordine degli Avvocati di Milano.

I Capi di imputazione

    Del delitto previsto e punito dagli artt. 81 cpv 595 co. 1 , 2 e 3 p. , perché, in tempi diversi e in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, comunicando con un numero indeterminato di persone a mezzo del periodico Charlie Hebdo,  offendeva l’onore e la dignità delle vittime di disastri e, in egual misura, dei loro congiunti, esponendo a pubblico ludibrio la sofferenza per i lutti subiti e le sofferenze patite, pubblicando, tra le altre, plurime vignette, immediatamente dopo il verificarsi di immani tragedie conseguenti a catastrofi naturali o a crolli di strutture, superando il limite della verità della pertinenza e della continenza .

Con le aggravanti della diffusione a mezzo di stampa periodica e della attribuzione di fatti determinati

    Del delitto previsto e punito dagli artt. 81 cpv. 403 c.p. per aver, in tempi diversi ed in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, pubblicamente offeso la religione, con vilipendio dei suoi fedeli, irridendo, anche con disegni osceni, i suoi simboli più sacri, con la pubblicazione sul periodico Charlie Hebdo, tra le altre, delle seguenti due vignette:

    la prima viene raffigurante la reciproca sodomia tra Padre, Figlio e Spirito Santo così ridicolizzando il fondamentale dogma cristiano della Santissima Trinità    la seconda titolata "Un anno dopo, l'assassino è ancora in libertà" raffigurante Dio, rappresentato nelle forme dell’iconografia cattolica, ritenuto responsabile dell’uccisione di giornalisti e vignettisti, mentre fugge con una mitraglietta sulle spalle e i vestiti pieni di sangue, per sottrarsi all’arresto.

Pubblicate in Italia dal 2012 al 2018, con la recidiva reiterata specifica e infraquinquennale

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