La Selección arriva alla semifinale con l’Inghilterra accompagnata da “Quarta stella”, il coro nato prima del torneo e ormai cantato anche dai giocatori. Le Malvinas, Maradona e l’ultima Coppa di Messi sono diventati il testo con cui l’Argentina prova a spingersi fino alla finale del 19 luglio.
Dopo la Svizzera, la canzone entra nella sfida con l’Inghilterra e nell’addio mondiale di Leo
Il riferimento alle Malvinas nel nuovo tormentone dei tifosi argentini. Ora l’Argentina, ironia della sorte, deve affrontare proprio l’Inghilterra in semifinale e quel passaggio accompagna una delle partite più cariche di storia della competizione. La Selección affronterà gli inglesi per un posto nella finale di New York/New Jersey.
Il brano è stato ideato dal cantante Palmito “Musica” sulla melodia di un motivo popolare argentino. Tradotto come “Quarta stella”, è passato dalle strade agli spalti, dai social allo spogliatoio. Dopo le vittorie, i calciatori lo cantano insieme e si stringono in cerchio, ripetendo gli stessi versi intonati dai tifosi.
Il testo richiama anzitutto Diego Armando Maradona: “La coppa rubata a Diego 32 anni fa”. Il riferimento è al Mondiale statunitense del 1994, quando Maradona venne fermato e squalificato per doping durante la competizione. La seconda parte riunisce i simboli scelti dai tifosi per accompagnare la nazionale: “Per le Malvinas, per Diego e per l’ultima di Leo, Argentina voglio vederti di nuovo campione”. Il Mondiale di Messi viene così legato alla memoria di Maradona e alle isole dell’Atlantico contese da Argentina e Regno Unito nella guerra del 1982, durata 74 giorni. La canzone esisteva già prima che il tabellone stabilisse l’incrocio con l’Inghilterra. La vittoria sulla Svizzera ha trasformato quel verso in un richiamo nazionale diretto alla semifinale. Per l’Argentina, le Malvinas restano una ferita nazionale; per la squadra, l’obiettivo concreto è raggiungere la seconda finale mondiale consecutiva.
Il riferimento all’“ultima di Leo” accompagna invece l’intera spedizione. Lionel Messi, arrivato al suo sesto Mondiale, ha giocato sei delle prime cento partite della competizione e ha segnato otto gol. Il suo totale è salito a 21 reti ai Mondiali, davanti alle 19 di Kylian Mbappé. Messi aveva cominciato il torneo con una tripletta contro l’Algeria a Kansas City, pochi giorni prima del trentanovesimo compleanno. Dopo la partita aveva mostrato la propria commozione e raccontato le difficoltà di salute del padre, portando fuori dal campo una preoccupazione rimasta con lui durante la preparazione.
Contro l’Austria ha segnato due volte e superato il precedente primato mondiale di Miroslav Klose. Il tedesco lo ha poi contattato con una richiesta: “Mi mandi una maglia?”. Messi, dopo la doppietta, aveva ammesso la fatica accumulata: “Sono felice, ma sono stanco”. Il riposo è durato soltanto un’ora nella partita con la Giordania. Messi è entrato nella ripresa e ha segnato su punizione, mentre a fine gara anche gli avversari hanno cercato disperatamente la sua maglietta. Quel gol gli ha permesso di aumentare il vantaggio nella classifica dei marcatori mondiali di ogni epoca.
Dopo l’Inghilterra, Messi giocherà comunque un’ultima partita nel torneo. In caso di sconfitta, l’Argentina sarà a Miami il 18 luglio per la finale del terzo posto. Una vittoria porterà la Selección alla finale di New York/New Jersey del 19 luglio. In entrambi i casi, Messi chiuderà il suo sesto Mondiale con l’ottava presenza nell’edizione.

