L’Inghilterra elimina la Norvegia ai supplementari, ma il risultato passa subito in secondo piano. Bellingham contesta il giudizio di Tuchel sulla prestazione, mentre Alfie Haaland accusa l’arbitro per due episodi e definisce la sua nazionale “derubata”.
Il gol dell’1-1 divide la Fifa e la Norvegia, poi il numero 10 difende il successo sporco
L’Inghilterra è in semifinale, ma il 2-1 sulla Norvegia ha lasciato aperte polemiche che coinvolgono giocatori, allenatori, arbitro e Fifa. Jude Bellingham ha segnato entrambi i gol inglesi, pareggiando prima dell’intervallo e trovando la rete decisiva nei supplementari. La nazionale di Thomas Tuchel affronterà ora l’Argentina.
Il primo episodio contestato riguarda proprio l’azione dell’1-1. Il rinvio del portiere norvegese ha seguito una traiettoria improvvisa e le immagini hanno alimentato il sospetto di un contatto con uno dei cavi della spider cam sospesa sopra il campo. Un’eventuale interferenza avrebbe dovuto interrompere il gioco. La Fifa ha escluso che il pallone abbia toccato il cavo. Secondo la federazione internazionale, i dati raccolti dalla tecnologia inserita nella sfera non mostrano alcun impatto. Il ct norvegese Stale Solbakken si è detto invece convinto del contatto e la decisione di convalidare il gol ha accompagnato tutte le proteste del dopogara.
Alle contestazioni arbitrali si è aggiunto il confronto interno all’Inghilterra. Thomas Tuchel non ha nascosto i problemi mostrati dalla sua squadra: “Oggi siamo stati fortunati. Il modo in cui abbiamo giocato è stato sciatto, abbiamo commesso molti errori tecnici. Questo non ha nulla a che fare con la mentalità. Dobbiamo fare meglio”.
Bellingham ha respinto la lettura del proprio allenatore e ha difeso il modo in cui l’Inghilterra ha conquistato la qualificazione: “Non penso sia così, forse non sa cosa significa affrontare una squadra con Haaland, Odegaard, Nusa, Sorloth e altri. Non si vince ogni partita facendo girare la palla, facendo mille passaggi. A volte devi solo vincere sporco”. Il centrocampista inglese, protagonista con la doppietta, ha poi raggiunto Erling Haaland al termine della partita. I due hanno giocato insieme al Borussia Dortmund e hanno mantenuto un rapporto stretto anche dopo la separazione. “La gente ci ha visto rivali per 90 minuti, io ho visto solo mio fratello. Sapevo come si sentiva perché ci sono passato anch’io. Per questo sono andato dritto da lui. Non per le telecamere o i titoli, solo per ricordargli che un risultato non definirà mai chi è. Domani, sarà sempre mio fratello”, ha spiegato Bellingham.
Mentre il figlio piangeva in campo, Alfie Haaland ha affidato a X una prima frecciata contro l’arbitro francese Clement Turpin: “Well done Bellingham and referee”. Il padre dell’attaccante norvegese ha poi contestato in televisione sia l’azione del pareggio inglese sia la rete annullata alla Norvegia: “Siamo stati derubati, penalizzati da due decisioni clamorose. Il primo gol non era valido. C’era un’evidente infrazione nella manovra di costruzione che gli arbitri hanno ignorato. Se il VAR serve a individuare errori evidenti, allora perché non è stato rivisto?”.
Alfie Haaland ha difeso anche il comportamento del figlio nell’azione fermata per un contatto con Anderson: “Poi guardate il gol annullato a Erling. La gente continua a dire che ha spinto Anderson, ma invece stanno lottando entrambi per la posizione e usano le braccia. È calcio”.
La Fifa considera regolare il pareggio di Bellingham e il risultato rimane Norvegia-Inghilterra 1-2. La squadra di Tuchel giocherà contro l’Argentina mercoledì 15 luglio per un posto nella finale mondiale.

