Theo Hernandez può tornare un nome caldo per la Serie A. Il Mondiale con la Francia gli offre una vetrina, l’Al Hilal gli garantisce 20 milioni netti a stagione fino al 2028. Per rivederlo in Italia servono uno sconto sull’ingaggio e un club disposto a puntare ancora sulla sua spinta a sinistra.
La Juventus ha Cambiaso in uscita, il Como ci aveva già provato: le piste italiane
Theo Hernandez è in Arabia Saudita da meno di un anno, ma il suo nome gira già di nuovo in Europa. Come riporta la Gazzetta, il Mondiale può cambiare la percezione sul terzino francese, soprattutto se Didier Deschamps gli concederà ancora spazio dopo la titolarità nell’esordio contro il Senegal. L’ex Milan non ha più l’effetto sorpresa dei giorni migliori a San Siro. Resta però un laterale raro per struttura fisica, corsa e capacità di attaccare campo aperto. Quando sta bene, Theo non accompagna soltanto l’azione: la rompe.
La Francia lo ha rimesso davanti alle telecamere. Contro il Senegal ha giocato dall’inizio. Contro l’Iraq può lasciare spazio a Lucas Digne, anche per gestire le energie in vista della partita con la Norvegia. Deschamps deve dosare il gruppo, ma sa cosa può dargli Theo in una partita soprattutto se bloccata. Una sua accelerazione a sinistra può aprire una difesa anche quando il palleggio non basta. Theo oggi è un giocatore dell’Al Hilal e guadagna circa 20 milioni netti a stagione. Il contratto arriva fino al 2028. Qualsiasi ritorno in Italia, quindi, ha un primo ostacolo non da poco: nessun club di Serie A può avvicinarsi a quelle cifre. Se Theo vuole davvero tornare in Europa, deve accettare una riduzione forte dello stipendio.
Il secondo ostacolo riguarda ancora l’Al Hilal. Il club saudita ha investito su di lui dopo l’addio al Milan e non ha motivo di lasciarlo partire. Theo era arrivato in Arabia dopo una trattativa chiusa con il club rossonero per circa 25 milioni di euro. Per il terzino, servirà una formula compatibile con i conti di chi lo vuole: prestito, compartecipazione sull’ingaggio o operazione costruita con bonus e condizioni.
In Serie A la prima squadra da osservare è la Juventus. Il nome di Theo avrebbe senso solo con un’uscita importante sulla corsia sinistra. Con il Chelsea su Andrea Cambiaso la pista può diventare suggestiva. Se il laterale bianconero dovesse partire, la Juve avrebbe bisogno di un giocatore capace di coprire la fascia e dare qualità offensiva immediata. Theo avrebbe curriculum, esperienza italiana e conoscenza del campionato. La Juventus può valutare un’occasione, non un’operazione fuori scala. Per arrivare a Theo servirebbe una struttura molto diversa dal contratto attuale in Arabia. Lo stipendio andrebbe tagliato, l’Al Hilal dovrebbe aprire a una formula favorevole e il giocatore dovrebbe sposare il progetto (senza Champions League).
Il Como è l’altra pista italiana da non scartare. Il club lo aveva cercato nel gennaio 2025, quando Theo disse no anche davanti a una proposta molto alta. Da allora lo scenario sportivo del Como è cambiato: la qualificazione alla Champions League può diventare un argomento diverso rispetto al passato. Cesc Fabregas cerca giocatori di personalità e qualità tecnica, e Theo darebbe subito status internazionale alla squadra. Anche per il Como però, valgono gli stessi paletti. Serve la volontà del giocatore, serve una formula sostenibile e serve capire se l’Al Hilal vuole davvero trattare. La Champions può attirare Theo, ma l’ingaggio saudita resta un muro.
Il Milan osserva da lontano. Theo ha lasciato i rossoneri dopo sei stagioni, uno scudetto, una Supercoppa italiana e una quantità di strappi che hanno segnato gli anni migliori del ciclo con Stefano Pioli. Un ritorno a Milano oggi non è la pista indicata nelle ricostruzioni di mercato. Il suo nome, però, continua a richiamare la Serie A perché in Italia ha giocato il suo calcio migliore.
Il Mondiale può dare una spinta concreta. Se Theo gioca, corre e torna ad attaccare la fascia con continuità, qualche club europeo può pensarci, eccome. La differenza la farà anche la testa del giocatore: a 28 anni può ancora dire la sua nel calcio europeo di alto livello, ma deve, gioco forza, abbandonare i milioni sauditi.

