Il nuovo Milan nasce con una catena di comando più corta. Gerry Cardinale vuole seguire il club da vicino, Hendrik Almstadt guiderà acquisti e cessioni, Bobby Gardiner lavorerà su dati e scouting. Ruben Amorim avrà voce nella costruzione della rosa.
Almstadt tratta, Gardiner legge dati e scouting: Amorim entra nelle scelte tecniche
Il Milan che prepara la nuova stagione avrà meno caselle formali e più responsabilità concentrate su poche figure. Gerry Cardinale vuole intervenire in prima persona nelle decisioni principali, dopo una stagione chiusa con il cambio della guida tecnica e con l’uscita di diversi riferimenti dell’area sportiva e manageriale.
Tradotto in modo semplice: Cardinale approva la linea, Calvelli gestisce il club, Almstadt lavora sul mercato, Gardiner seleziona i profili con dati e scouting, Amorim indica le esigenze tecniche. Sopra resta Paolo Scaroni, presidente. Accanto alla proprietà Zlatan Ibrahimovic, consulente RedBird e riferimento vicino a Cardinale. Il club dovrebbe andare avanti senza un nuovo direttore sportivo e senza un nuovo direttore tecnico. La scelta sposta il lavoro su un gruppo più ristretto, con competenze divise tra gestione economica, analisi dei calciatori, trattative, scouting e confronto con l’allenatore. Cardinale conosce il modello del Liverpool, club seguito da vicino negli anni di investimento di RedBird, e vuole portare al Milan una struttura più rapida rispetto agli organigrammi tradizionali italiani. Ecco chi sono i nuovi dirigenti.

Il mercato sarà il campo di lavoro di Hendrik Almstadt. Il dirigente tedesco, al Milan dal 2019 dopo l’esperienza con Ivan Gazidis all’Arsenal, sarà il direttore del player trading. La sua area riguarda acquisti, cessioni, valutazioni economiche e sostenibilità delle operazioni. In pratica sarà lui a tradurre le esigenze tecniche in trattative possibili. Il lavoro sui nomi passerà da Bobby Gardiner, promosso nell’area Football Intelligence. Gardiner, inglese, classe 1992, ha costruito il proprio percorso sull’analisi dati applicata al calcio e in passato indicava profili all’area tecnica. Con il nuovo assetto diventa uno dei dirigenti più vicini ad Amorim per la parte sportiva. Dovrà collegare richieste dell’allenatore, dati, osservazioni dal vivo e disponibilità del mercato.
Lo scouting resta collegato a Donato Lomonte, il dirigente con maggiore anzianità rossonera tra quelli citati nella nuova struttura. La rete degli osservatori seguirà diversi campionati, con attenzione a Inghilterra, Francia, Argentina, Paesi Bassi, Belgio e Italia. È prevista anche una figura dedicata all’analisi video e al supporto sportivo, indicata come Head of Recruitment Analysis. Amorim entra in questo meccanismo con un ruolo più ampio rispetto alla gestione del campo. Il tecnico portoghese, legato al Milan fino al 30 giugno 2029 con opzione compresa, dovrebbe partecipare alla costruzione della rosa, alle scelte sugli innesti e alle valutazioni sulle uscite. Il club gli chiede di incidere subito, anche perché il ritiro e la nuova stagione sono vicini.
La rosa parte da una base che Cardinale e Amorim considerano competitiva per tornare in Champions League, ma il Milan deve rafforzare più reparti. La proprietà vorrebbe trattenere i giocatori più rappresentativi. I nomi indicati sono Mike Maignan, Adrien Rabiot e Luka Modric. Su Rabiot può muoversi il Napoli di Allegri. Per Modric esiste un’opzione di rinnovo annuale e Cardinale gli avrebbe chiesto di restare: il croato deciderà dopo il Mondiale. Il nome più esposto resta Rafael Leao. La posizione del portoghese viene descritta come diversa rispetto agli altri big. Il Milan può ascoltare eventuali proposte, ma una cessione avrebbe bisogno di un’offerta adeguata. Senza gli incassi della Champions, il club vuole restare autosostenibile, ma non intende svendere i calciatori con maggiore valore tecnico ed economico.
La parte gestionale passa da Massimo Calvelli. L’ex dirigente ATP, già membro del Consiglio d’Amministrazione rossonero, assume le funzioni operative che erano di Giorgio Furlani. Sul piano formale Furlani resta legato alla chiusura del percorso precedente e all’approvazione del bilancio, ma Calvelli è il riferimento quotidiano del club. Le deleghe operative di Calvelli riguardano anche rapporti con procuratori, pratiche sul nuovo stadio, acquisti di beni, sponsor, contratti e operazioni su calciatori e staff tecnico. Per le operazioni superiori a 10 milioni di euro servirà l’approvazione della proprietà. Questo passaggio chiarisce il funzionamento concreto del nuovo assetto: il management può lavorare, ma Cardinale mantiene il controllo sulle decisioni economicamente più rilevanti.
Nel gruppo RedBird avrà un ruolo anche David Castelblanco, braccio destro di Cardinale sul fronte investimenti e membro del Cda. La sua presenza collega il lavoro sulla squadra alla valutazione economica delle operazioni. Il Milan vuole evitare una separazione netta tra area tecnica e area finanziaria: ogni nome deve essere compatibile con budget, valore futuro e richieste dell’allenatore. Jovan Kirovski dovrebbe restare alla guida di Milan Futuro, il progetto della seconda squadra. Non è prevista una sua promozione nell’area della prima squadra. Il percorso dei giovani resterà collegato anche al vivaio, dove il responsabile resta Vincenzo Vergine. Kirovski continuerà a gestire lo sviluppo dei talenti destinati a Milan Futuro e alle squadre giovanili.
Il Milan di Cardinale si presenta quindi con una mappa abbastanza chiara. Il proprietario decide sulle scelte più rilevanti. Almstadt lavora sulle operazioni di mercato. Gardiner porta dati e profili. Lomonte coordina lo scouting. Amorim indica che tipo di squadra vuole. Calvelli gestisce la macchina societaria. La verifica arriverà nelle prossime settimane, quando acquisti, cessioni e rinnovi passeranno dalle riunioni alle firme.

