Sport
Olimpiadi, Vonn infortunata ma lo stesso in pista. Chi decide sull'incolumità degli atleti? Tra regole, denaro ed etica
I gravi rischi per la salute sul lungo termine e le polemiche

Olimpiadi, il caso Vonn scatena le polemiche: ha gareggiato con il legamento crociato rotto ed è finita in ospedale
Ha fatto molto discutere la decisione presa da Lindesy Vonn di gareggiare alle Olimpiadi nonostante il grave infortunio. La 41enne statunitense ha preso il via alla gara dei Giochi di Milano-Cortina come se nulla fosse, ma solo una settimana prima la campionessa di sci alpino si era rotta il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro in una gara di Coppa del Mondo nella località svizzera di Crans-Montana. Con un tutore al ginocchio, sabato aveva fatto segnare il terzo tempo più veloce in allenamento, ma domenica ha subito un terribile incidente ed è stata trasportata in elicottero in ospedale per un intervento chirurgico alla gamba rotta.
Leggi anche: Super Bowl, due brutte notizie per Trump: i suoi Patriots ko e lo show di Bad Bunny. Tutto sul trionfo di Seattle
Ma chi decide quando un'atleta infortunata è idonea a gareggiare e quale messaggio trasmette questa scelta? Per ora, - riporta la Reuters - la responsabilità ricade principalmente sulle federazioni nazionali piuttosto che sull'organismo di governo internazionale. "La FIS è composta da federazioni nazionali di sci, e queste federazioni sono responsabili della cura dei propri atleti", ha dichiarato il direttore di gara Peter Gerdol. "Al momento, resta responsabilità di ciascuna federazione nazionale di sci, o del Comitato Olimpico Nazionale, decidere se un atleta è sufficientemente in salute per gareggiare".
Per l'ex medico della nazionale francese di calcio e sci Jean-Pierre Paclet, la questione degli atleti che gareggiano infortunati unisce medicina ed etica. "Molti atleti che continuano a praticare sport per anni non hanno articolazioni sane quando invecchiano. Un medico ha il diritto di consentire a una carriera di proseguire se si rischiano gravi lesioni degenerative? Questa è una questione di etica sportiva".

