Carlo Ancelotti guadagna quasi cinque volte più di Luis de la Fuente e oltre quattro volte lo stipendio di Lionel Scaloni. Il ct del Brasile è al primo posto con circa 10 milioni di euro a stagione, mentre gli allenatori di Spagna e Argentina si fermano rispettivamente a 2 e 2,3 milioni.
Klopp supera i sette milioni, Tuchel i sei: i risultati però non seguono sempre la classifica degli ingaggi
La candidatura di Pep Guardiola per la panchina dell’Italia ha riportato al centro della discussione il costo di un grande allenatore per una federazione. I commissari tecnici lavorano per periodi più brevi rispetto ai colleghi dei club e disputano molte meno partite, ma i nomi più richiesti hanno ormai contratti paragonabili a quelli delle principali squadre europee.
Ancelotti resta il riferimento economico. Secondo la classifica ricostruita da Sport Mediaset il Brasile gli versa circa 10 milioni di euro all’anno e lo ha confermato fino al Mondiale del 2030. Nessun altro selezionatore raggiunge oggi la stessa cifra.
La Germania si prepara ad affidarsi a Jürgen Klopp. L’ex allenatore del Liverpool dovrebbe firmare fino al 2030 per poco più di 7 milioni a stagione, rinunciando ai compensi superiori legati al precedente incarico di Head of Global Soccer della Red Bull. L’accordo prevede anche la costruzione di un nuovo staff tecnico.
L’Inghilterra riconosce a Thomas Tuchel poco più di 6 milioni di euro, ai quali si aggiungono i premi legati ai risultati. La Football Association lo ha confermato fino all’Europeo del 2028 dopo il percorso compiuto al Mondiale.
Jorge Jesus ha invece accettato una riduzione rispetto ai circa 12 milioni percepiti all’Al-Nassr. Il nuovo ct del Portogallo guadagnerà circa 4 milioni di euro lordi all’anno, mentre l’intero staff dovrebbe costare alla federazione portoghese intorno ai 4,5 milioni.
La Francia deve risolvere un problema diverso. L’eventuale arrivo di Zinedine Zidane richiederebbe una deroga al tetto ordinario di 450 mila euro lordi previsto per le retribuzioni nelle federazioni. La norma consente al ministro dello Sport di autorizzare un compenso superiore. La Federcalcio francese dovrebbe utilizzare quella possibilità per offrire a Zidane più dei 3,8 milioni di euro riconosciuti a Didier Deschamps. Senza una deroga, la distanza tra il limite previsto e lo stipendio richiesto da un allenatore di prima fascia renderebbe impossibile la trattativa.
La graduatoria degli stipendi non coincide però con quella dei risultati. Il Paraguay versa circa 2,5 milioni di euro a Gustavo Alfaro, mentre l’Uruguay ha investito quasi 4 milioni su Marcelo Bielsa. Le due federazioni hanno sostenuto costi superiori a quelli affrontati da Argentina e Spagna per i propri allenatori.
Lionel Scaloni percepisce circa 2,3 milioni di euro a stagione. Luis de la Fuente si ferma a 2 milioni. Insieme non raggiungono la metà dei 10 milioni pagati dal Brasile ad Ancelotti.
Le loro situazioni nascono però da percorsi costruiti nel tempo. Scaloni ha lavorato all’interno della federazione argentina prima di assumere la guida della Nazionale maggiore. De la Fuente ha allenato per anni le selezioni giovanili della Spagna e ha portato nella prima squadra principi tecnici già utilizzati nelle categorie inferiori.
L’Italia deve ripartire dopo tre mancate qualificazioni consecutive al Mondiale. La Figc può investire su un allenatore di fama internazionale oppure destinare una parte maggiore delle risorse alla costruzione di una struttura tecnica comune, dai vivai alla Nazionale maggiore.
Il costo del nuovo ct sarà quindi solo una voce del progetto. Ancelotti dimostra quanto può spendere una federazione per affidarsi a un allenatore vincente. Scaloni e de la Fuente mostrano invece che un percorso tecnico già radicato può produrre risultati con stipendi molto più contenuti.

