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Malagò, Maldini e Leonardo davanti alla Serie A: “Prima di parlare con Pep, abbiamo parlato anche con Ancelotti. Siamo partiti dai migliori”

La Figc vuole chiudere entro il weekend, ma può anche aspettare il nome giusto. Il progetto tecnico deve arrivare dalla Nazionale ai bambini

Malagò, Maldini e Leonardo davanti alla Serie A: “Prima di parlare con Pep, abbiamo parlato anche con Ancelotti. Siamo partiti dai migliori”
(Foto Ipa)

La Figc ha cercato Carlo Ancelotti prima di aprire il confronto con Pep Guardiola. Paolo Maldini vuole affidare la Nazionale a un allenatore capace di condividere una linea tecnica comune con Leonardo e di applicarla anche alle selezioni giovanili.

La scelta dell’allenatore guiderà anche settore giovanile e formazione tecnica fino al 2032

Paolo Maldini ha iniziato la ricerca del nuovo commissario tecnico chiamando Carlo Ancelotti. Solo dopo è arrivato l’incontro con Pep Guardiola, ancora in cima alle preferenze della nuova direzione tecnica della Figc: “Non possiamo dare notizie su quello che sta succedendo. Avete individuato quello che può essere uno dei nostri obiettivi. Prima di parlare con Pep, ho parlato anche con Carlo Ancelotti. Ci sembrava giusto partire da quelli che riteniamo i migliori al mondo. Bisogna prima verificare la disponibilità generale e poi il resto”.

Maldini ha raccontato il contatto durante la conferenza stampa tenuta a Milano dopo l’incontro con l’assemblea della Lega Serie A. Con lui erano presenti il presidente federale Giovanni Malagò e Leonardo, scelto come advisor della nuova struttura tecnica. La Figc vorrebbe nominare l’allenatore entro il fine settimana, ma non intende rinunciare al candidato preferito per rispettare una scadenza fissata internamente: “L’ideale sarebbe chiudere entro questa settimana, ma forse sarebbe ancora più ideale aspettare la persona che noi vogliamo. La tempistica è dettata dall’opportunità di avere le figure che noi vogliamo. C’è fretta, ma dentro di noi non c’è così fretta”.

Leonardo ha spiegato che il nuovo ct dovrà lavorare in sintonia con Maldini e con l’intera direzione tecnica. La Figc non cerca soltanto un allenatore vincente, ma un professionista disposto ad applicare una metodologia comune alla Nazionale maggiore e alle selezioni giovanili: “Anche noi vogliamo fare quanto prima possibile, ma questo percorso è fondamentale per definire quello che vogliamo. Aspettare qualche giorno è una cosa giusta, anche se abbiamo le idee chiare in tanti casi. Si parla sempre di piano A, B e C. Nella nostra testa è chiaro. C’è da trovare un allenatore che ragioni come noi, che siamo la direzione tecnica. Tanti possono essere vincenti, ma vogliamo trovare un’armonia di pensiero. Quindi dare la linea, a cascata, al nuovo ct e agli altri allenatori”.

L’ex dirigente brasiliano ha ribadito che le alternative sono già state individuate e che l’attesa serve a definire il progetto prima della nomina: “C’è da costruire un’idea, io e Paolo siamo complici di sogni e di idee già da tanti anni. A lui è arrivata questa proposta molto forte, con il passare dei giorni è diventato il suo sogno e quindi anche il mio. La nostra complicità e l’amicizia sono ingredienti che potremo trasmettere, c’è bisogno di energia positiva in un momento così -aggiunge Leonardo- . Vogliamo creare un movimento che coinvolge tutti altrimenti non riusciremo a uscire. Vogliamo fare il ct quanto prima ma definire bene quello che vogliamo. Abbiamo le idee chiare in tanti casi, si parla di piani A B C e abbiamo le idee chiare anche su quello”.

Maldini ha accettato un incarico che non esisteva nella precedente organizzazione della Federazione. Il nuovo direttore tecnico avrà competenze sulla Nazionale maggiore, sul settore giovanile e sulla formazione degli allenatori: “La mia figura, quella di direttore tecnico della Figc, non esisteva. Cercheremo di dare un’impostazione tecnica alla Figc”.

Leonardo ha descritto una struttura nella quale le indicazioni tecniche dovranno raggiungere anche le categorie di base. La nuova dirigenza ritiene che il calcio italiano debba recuperare terreno nella velocità, nel dribbling e nella capacità dei giovani di giocare senza schemi troppo rigidi: “Questa figura riunisce idee e rapporti. Sarà a capo dei tre mondi: la nazionale A, il settore giovanile e il settore tecnico. Vogliamo avere idee chiare che arrivino fino ai ragazzini di 8 anni. Il calcio italiano è rimasto indietro a livello tecnico, oggi si gioca molto su uno contro uno e velocità, dobbiamo dare libertà ai ragazzi. Le nostre scelte si baseranno sulle metodologie tecniche”.

Il progetto proseguirà indipendentemente dal nome scelto per la panchina. Malagò ha fissato una durata di sei anni, con l’Europeo del 2032 come scadenza del percorso e con l’obiettivo di ridurre la distanza accumulata rispetto alle principali nazionali europee: “Sono molto felice di essere qui, dalla Lega Serie A è partita la mia candidatura. Un consenso quasi unanime che mi ha portato ad andare oltre le mie resistenze. Chi mi ha preceduto ha pensato di autoresponsabilizzarsi sulla scelta del ct, io ho invertito la clessidra e ho coinvolto Paolo e Leonardo. So che la scelta che interessa di più è quella del commissario tecnico, ma ci sono anche altri ruoli da individuare. Con loro due avrò condivisione totale. Il traguardo che ci siamo fissati è di 6 anni, fino all’Europeo 2032, in cui dobbiamo colmare questo gap evidente e sotto gli occhi di tutti”.

Malagò ha poi collegato il lavoro tecnico alle altre scadenze federali, a partire dal dossier per l’organizzazione degli Europei del 2032: “Ho deciso di buttare il cuore oltre le resistenze, lo sport e il calcio sono dei richiami ai quali faccio fatica a dire di no. Tante le incombenze in cui mi sono dovuto imbattere, tra cui quello della scadenza del dossier Europei 2032 che scade il 31 luglio e che coinvolge anche diverse società presenti in Lega. Chi mi ha preceduto ha pensato fosse il caso di responsabilizzarsi sulla scelta del nuovo commissario tecnico, io invece sono andato alla ricerca di Paolo e Leo con cui ci saranno tutta una serie di scelte. So che quella del commissario tecnico è quella che ha più appeal, ma ci sono anche altri ruoli da individuare. C’è condivisione tra di noi, c’è un discorso che riguarda i prossimi sei anni perché il traguardo è l’Europeo in casa. Sperando di essere poi confermato nel prossimo mandato”.

Il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli ha aperto la conferenza sottolineando il sostegno dei club alla nuova organizzazione federale: “Giovanni Malagò vola alto e la dimostrazione è aver scelto Maldini e Leonardo come suoi primi collaboratori. Speriamo di rilanciare presto il nostro calcio”.

Maldini ha spiegato di aver accettato la proposta dopo aver valutato le difficoltà del progetto e ha coinvolto personalmente Leonardo: “Le sensazioni sono di grande pressione, perché mi è stato presentato un progetto molto ambizioso. È come una chiamata alle armi, quando l’Italia chiama è difficile dire di no. Pur sapendo le difficoltà e la lunghezza del progetto di ricostruzione, mi sono messo a disposizione e ho convinto Leonardo. Condividiamo progetti e valori, oltre che stima e amicizia”.

Leonardo ha raccontato come l’incarico sia diventato un progetto condiviso con Maldini: “Con il passare dei giorni questo incarico è diventato un sogno per lui e quindi anche per me. Abbiamo bisogno di energia positiva per uscire da questo momento difficile in cui siamo pessimisti e negativi. Vogliamo creare un movimento, dalla gente ai ragazzini, altrimenti non riusciamo a uscirne”.

Malagò ha infine precisato che Maldini e Leonardo non hanno subordinato l’accordo a premi economici legati ai risultati: “Racconto un aneddoto, durante queste due settimane di persuasione. Dopo un minuto ho detto a Maldini che se voleva potessimo parlare di aspetti economici. Mi è stato detto che non ci sarebbe stato nessun problema e così è stato. Io l’ho molto apprezzato. Il secondo elemento è che non ho stilato io il contratto, ma ho detto alla persona incaricata di chiedere se fossero da prevedere dei premi. Maldini ha detto che non c’è alcuna richiesta di premi o bonus, perché loro sono dei vincenti”.

La decisione sul commissario tecnico resta il primo atto operativo. Maldini e Leonardo continueranno i contatti con i candidati, mentre la Figc dovrà definire anche gli allenatori delle selezioni giovanili e la nuova struttura del settore tecnico.

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