Totti ai Mondiali? Il capitano della Roma è uscito allo scoperto facendo presente la sua ambizione di rivestire la maglia azzurra a 8 anni di distanza da quell’addio dopo il trionfo in Germania (e rafforzando anche la candidatura di Cassano con lui). Prandelli annota e non chiude. Va solo in dribbling: “Lasciamolo stare per ora. L’ultima volta che ne abbiamo parlato si è fatto male”. Insomma, il ct prende tempo, ma non dice di no. In un’intervista pubblicata dai quotidiani locali del Gruppo Espresso, spiega: “Avremo bisogno di 23 atleti. Presto ci saranno i test e capiremo meglio chi sta bene”. Possibilista ma enigmatico sull’altro grande tormentone, quello legato ad Antonio Cassano: “Le porte non sono mai state né troppo chiuse né troppo aperte”.
Anche se quell’apertura fa capire che c’è: “Dopo l’Europeo abbiamo cercato di guardare avanti, Cassano aveva 30 anni e in prospettiva si pensava che potessero crescere altri giocatori. Se questi giocatori non sono cresciuti come ci aspettavamo e se uno a 32 anni gioca meglio che a 30, perché no?”.
Nell’amichevole contro la Spagna (sconfitta per 1-0 più pesante di quanto non dica il punteggio, con gli iberici che hanno mostrato superiorità fisica per stessa ammissione del ct) hanno giocato tre ‘oriundi (Thiago Motta, Osvaldo e l’esordiente difensore ducale Paletta). Altri sono in lista di attesa: Jonathan, Romulo in primis. Ma dovranno attendere, anche per un problema di burocrazia: “A noi fa piacere che ci sia grande interesse per la maglia azzurra, ma non ci si può svegliare all’ultimo momento. Per le pratiche di Paletta ci sono voluti otto mesi, da un giorno all’altro non è che si può far tutto”.
Infine un avvertimento a tutti, senatori compresi: “Chi si rilassa troppo rischia di non farsi trovare pronto”.

