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"Siamo preoccupati, ma ho spirito competitivo, combattivo e voglia di trovare soluzioni per essere sempre quelli di Roma e Siena". Parole pronunciate da Sergio Scariolo dopo la durissima sconfitta casalinga della sua Olimpia Milano in casa contro Montegranaro. Sotto di venti punti contro una squadra di bassa classifica. Secondo ko consecutivo sul proprio parquet dopo quello del sabato precedente contro Cremona (a Desio). Il pubblico del Forum per la prima volta lo ha contestato apertamente. Mentre la Curva lasciava liberi gli spalti a partita in corso, il resto dei tifosi si è alzato in piedi chiedendogli di andarsene. "Dimissioni, dimissioni", il grido del popolo. Ma don Sergio ha respinto l'ipotesi ribadendo la sua voglia di combattere. Per salvare una stagione che definire sin qui 'complicata', è un eufemismo. I numeri sono pesantamente contro di lui: mancata qualificazione alle top-16 di Eurolega, rovinosa sconfitta al primo turno delle final-8 di Coppa Italia (giocate in casa al Forum) contro Varese. Due obiettivi su tre sono stati completamente mancati. Resterebbe il campionato, ma, per l'appunto, il presente è grigio. Una squadra partita per vincere il titolo, considerata la prima favorito, che naviga attorno a posizioni anonime tra il quinto e il settimo. Se i playoff fossero domani, come si potrebbe pensare di ribaltare quanto visto sin qui? Dovendo giocare delle serie con la possibile partita decisiva fuori casa. E pensando che sul terreno amico quest'anno sono state lasciate sette sconfitte. C'è da fare una rivoluzione mentale prima di tutto. Questa squadra va a corrente alternata in attacco e soprattutto ha una tenuta difensiva spesso discutibile. E Scariolo ha sempre rivendicato il proprio marchio sulla difesa nelle squadre che ha allenato. Invece in questa stagione non sembra trovare la quadra.

"Abbiamo dimostrato ancora fragilità mentale e poca compattezza quando non affrontiamo la partita con massima concentrazione. Dobbiamo chiedere scusa a tifosi e società, non è ammissibile dimostrare questa fragilità, dobbiamo fare un'autocritica profonda tutti", ha detto alla luce della sconfitta contro Montegranaro. Ma questa è la goccia in un oceano di crisi. Ma il gruppo segue ancora il tecnico? "Se fossimo sempre questi, ovviamente dovrei pensare che c'è un corto circuito. Essendo gli stessi di Roma, Venezia e Siena, andando solo a poche settimane fa, ovviamente la spiegazione è molto più profonda".

E la società? Il presidente Livio Proli ha escluso l'addio del tecnico: "Non è compromesso nulla. Se vogliamo drammatizzare, è troppo facile. E' il momento di fare quadrato e non quello di fare rivoluzioni. Oggi siamo stati tutti inguardabili, non vedo perché dovremmo risolvere la cosa giubilando l'allenatore. Se dovessimo cambiare, dovremmo cambiare tutti, incluso anche chi parla. Credo sia corretto dire di doverci unire più di prima e venirne fuori da soli".

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