Serie A, troppi stranieri pochi italiani
Il 15 dicembre 1995 è stata una data storica e molto importante per tutto il calcio internazionale: infatti, da quel momento, le leghe europee non hanno più avuto un numero massimo di tesserati stranieri presenti in rosa – c’è stato, infatti, soltanto un numero d’obbligo di extracomunitari. E questa sentenza potrebbe essere anche considerata corretta se si guarda alla logica di “uguaglianza” tra giocatori cresciuti localmente, e coloro che provengono dall’estero. Anche perché, storicamente, le 5 principali leghe calcistiche europee – Serie A compresa – hanno sempre avuto una parte preponderante di giocatori nazionali nelle proprie società, con l’occhio che guarda sornione anche ai campionati internazionali.
Il dato, tuttavia, diventa preoccupante se al giorno d’oggi guardiamo al massimo campionato italiano. E consideriamo che, almeno stando all’ultimo turno di A, nemmeno il 30% dei titolari delle 20 squadre partecipanti era italiano.
Serie A in vetta – Siamo, infatti, in cima alla classifica tra i campionati con più calciatori provenienti dall’estero che, molto spesso, si “rifugiano” in Italia per avviarsi alla fine della propria carriera dopo i grandi fasti del passato.
Gli ultimissimi 2 esempi illustri portano all’ultimo big match giocato: Napoli-Milan, Kevin De Bruyne contro Luka Modric. Due maestri del calcio arrivati a parametro zero a Napoli e Milanello durante la scorsa stagione, ma arrivati ormai al capolinea della loro carriera calcistica.
La certezza, tanto scomoda quanto brutta, è che i fasti degli anni 1990 e primi 2000 dove i fuoriclasse facevano la fila per venire nel nostro campionato, è acqua passata.
La Premier League continua a dominare e far fiorire tanti giovani talenti locali che, nel giro di massimo 1 anno e mezzo, esplodono e possono già competere per i massimi traguardi possibili: gli esempi si sprecano, da Foden e Palmer passando per O’Reilly e Rico Lewis fino ad arrivare al classe 2009 (16 anni) Max Dowman. Il ragazzo gioca nell’Arsenal e, nonostante dinanzi a sé abbia una concorrenza mostruosa come Saka e Madueke, i Gunners gli hanno ritagliato minuti disponibili in prima squadra. E, per giunta, l’attaccante dell’U19 inglese si è classificato come il più giovane debuttante nella storia della Champions League, a 15 anni e 308 giorni.
Si inserisce in questo contesto anche la Liga, da sempre terreno ultra-fertile del prodotto locale e, infatti, i vivai di Real, Barcellona ed Atletico ne sono la costante riprova.
In Serie A, invece, l’ultimo esempio di giovane titolare esploso in questa stagione è Vergara del Napoli, che ha però dovuto attendere una serie di infortuni dei suoi colleghi prima di far vedere di che pasta è fatto.
Gli italiani nell’ultimo turno – In totale 65 azzurri titolari nell’ultimo weekend giocato, con una media di circa 3 per squadra su 220 totali.
Nel Sassuolo che ha fronteggiato il Cagliari troviamo Romagna, Berardi, Volpato e Pinamonti: gli ospiti hanno schierato Caprile, Palestra, Gaetano, Deiola, Esposito e Folorunsho.
Nell’Hellas Verona che ha ospitato la Fiorentina vediamo Montipò e Gagliardini: nei viola figurano Comuzzo, Ranieri, Fabbian, Fagioli, Ndour e Kean.
Nella Lazio che ha pareggiato contro il Parma ci sono stati Motta, Romagnoli, Cataldi e Maldini: tra i ducali Delprato, Nicolussi Caviglia e Valeri.
Nella Cremonese che ha perso contro il Bologna vediamo Terracciano, Bianchetti, Luperto, Pezzella, Grassi, Zerbin e Bonazzoli: nei felsinei titolari Ravaglia, Bernardeschi e Moro.
Nel Pisa, sempre più vicino alla B, troviamo Calabresi, Caracciolo, Canestrelli, Tramoni, Angori e Moreo: nel Torino soltanto Paleari e Prati.
Nell’Inter capolista contro la Roma Chivu ha schierato Acerbi, Bastoni, Barella e Dimarco: nei giallorossi Mancini, Cristante, Pisilli e Pellegrini.
In Udinese-Como c’è stato un solo italiano titolare, vale a dire l’attaccante dei friulani Nicolò Zaniolo. Fabregas non ha schierato nessun azzurro.
Nel Lecce perdente in Salento contro l’Atalanta schierato solo Falcone: nella Dea figurano Carnesecchi, Scalvini, Zappacosta e Bernasconi.
Nella Juventus che ha battuto il Genoa i titolari italiani sono stati Perin, Cambiaso e Locatelli: nel Grifone, invece, solo Marcandalli e Colombo.
Infine, nel Napoli che ha scavalcato il Milan al secondo posto in classifica troviamo Buongiorno e Spinazzola: tra i rossoneri solo Bartesaghi.

