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Serie A alla sosta: è bagarre-Champions, l’Inter sorride senza giocare

Lotta senza quartiere per l’Europa e la salvezza, con un’unica e incontestabile regina in vetta. Si presenta così il campionato di Serie A, giunto alla sosta per le nazionali al termine di un periodo molto fitto di appuntamenti in calendario. Si riprenderà a giocare prima di Pasqua, sabato 3 aprile, dopo il tour de force che vedrà l’Italia di Mancini scendere in campo per ben tre volte in sei giorni (Irlanda del Nord, Bulgaria, Lituania) nel girone di qualificazione verso i Mondiali del 2022. 

La 28a giornata di A lascia la forte sensazione di essere arrivati a uno storico cambio della guardia, dopo nove anni di dominio ininterrotto a tinte bianconere. L’Inter è rimasta ai box a seguito del rinvio della gara col Sassuolo: la decisione è arrivata dall’ATS di Milano ed è legata al rischio di un focolaio Covid nel gruppo nerazzurro a seguito delle positività di D’Ambrosio, De Vrij, Handanovic e Vecino. La sospensione dell’attività sportiva ha portato con sé il divieto dei calciatori di rispondere alle convocazioni in nazionale: niente azzurro, dunque, per Bastoni e Barella. Il gruppo di Conte è arrivato a questa sosta forzata sulla scia di cifre strepitose: le otto vittorie consecutive e la difesa blindata (3 sole reti subite in questo filotto) hanno fatto schizzare l’Inter a distanze siderali dalle altre candidate al titolo. 

Il Milan, con una gara in più, ha un ritardo di sei punti dalla capolista. I rossoneri hanno pagato due mesi di continue defezioni e un calendario che non ha mai concesso tregua: il 3-2 maturato a Firenze, però, pesa come un macigno. Ibra ha lasciato il segno, mentre Diaz e Calhanoglu sono riusciti a ribaltare il provvisorio svantaggio scaturito dalle reti viola di Pulgar e Ribéry. Grande prova di forza e carattere degli uomini di Pioli: se il Tricolore è quasi un’utopia, la candidatura al ritorno in Champions dopo sette stagioni di assenza si fa sempre più forte.

Lo psicodramma di giornata, invece, lo vive una Juventus precipitata a dieci lunghezze dalla vetta. La gara interna col Benevento avrebbe dovuto fungere da trampolino verso un’improbabile ma ancora possibile rincorsa all’Inter: è finita con una sconfitta paradossale, scaturita da un clamoroso errore in disimpegno di Arthur che regala la palla all’argentino Gaich, bravo a battere Szczesny e a portare tre punti d’oro in Campania. Anche i bookmaker ritengono che lo scudetto sia ormai indirizzato saldamente nelle mani dell’Inter e infatti nella maggior parte dei casi la quota per la vittoria finale nerazzurra si aggira intorno a 1.08. Per chi credesse invece nel ribaltone della Juventus, è sempre possibile affidarsi ai bonus scommesse, di cui è disponibile un’analisi dettagliata e gratuita sul portale online di Sportytrader. Certo i bianconeri sono sembrati sempre più impalpabili, senza idee e convinzione, motivo per cui credere nel decimo scudetto consecutivo bianconero sembra una scelta quanto meno azzardata.  

Non può bastare un meraviglioso solista come Ronaldo quando gli altri nove calciatori steccano in maniera impietosa. Il problema dei campioni d’Italia in carica è che, adesso, anche la qualificazione alla prossima Champions è tornata in discussione. La Juventus è infatti terza a pari merito con l’Atalanta: a due lunghezze di distanza (53 punti) c’è un Napoli lanciatissimo. Il recupero della terza giornata tra piemontesi e partenopei, previsto allo Stadium il prossimo 7 aprile, potrebbe assumere le sembianze di un drammatico spareggio.

Le concorrenti della Vecchia Signora, come detto, corrono. I bergamaschi, giunti al quinto successo nelle ultime sei gare, hanno fatto un sol boccone del Verona grazie a Malinovskyi e Zapata. Gli azzurri di Gattuso hanno invece confermato lo splendido momento di forma, battendo una Roma (50 punti) che non riesce a sfatare un incredibile tabù: giallorossi mai vincenti in stagione contro le prime sette del campionato. Il doppio timbro di Mertens, unito alle croniche incertezze del portiere capitolino Pau Lopez, hanno fatto calare il sipario sulla sfida già a fine primo tempo. La mina vagante in zona Europa potrebbe poi essere la Lazio. Il successo di Udine, griffato da Marusic, riporta i biancocelesti a -6 dal quarto posto: gli uomini di Inzaghi, se vincessero il recupero col Torino, accorcerebbero considerevolmente le distanze. 

Sassuolo, Verona, Sampdoria, Bologna, Udinese e Genoa si godono invece una relativa tranquillità nel ventre della classifica. La vera bagarre per la salvezza sembra iniziare da Fiorentina, Spezia e Benevento (29 punti), passando per Torino (17° posto, 23 punti), quindi Cagliari (22) e Parma (19). Il Crotone fanalino di coda pare spacciato dopo il 2-3 subito in rimonta dal Bologna: ko pesanti anche per ducali (1-2 col Genoa), sardi (1-2 contro lo Spezia) e granata (0-1 contro la Samp). Il cammino però è ancora lungo e in dieci giornate può succedere di tutto. L’emozionante volata finale del campionato sta per cominciare!

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