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Serie A, la Top 11 dell’ottava giornata: Balerdi fa il bomber, Krstovic e Douvikas non si fermano. Fabregas, chapeau!

La Top 11 di Affaritaliani: ruolo per ruolo, ecco la formazione ideale scelta dopo l’ultima giornata di Serie A

Serie A, la Top 11 dell’ottava giornata: Balerdi fa il bomber, Krstovic e Douvikas non si fermano. Fabregas, chapeau!
Foto Lapresse

De Gea si prende i guanti anche se perde, Balerdi segna due volte al Napoli e McTominay risponde con una doppietta. Krstovic e Douvikas continuano a segnare, Ghedjemis confeziona tre assist. In panchina c’è Fabregas, reduce da una settimana da incorniciare.

Quattordici gol, cinque doppiette e tre assist: questo 3-4-3 segna anche dalla difesa

Cinque doppiette e 14 gol complessivi. Il nostro 3-4-3 dell’ottava giornata avrebbe probabilmente qualche problema a difendere, ma davanti potrebbe far divertire parecchio. Balerdi segna due volte partendo dalla panchina, McTominay e Schmid non sono da meno e Krstovic e Douvikas si prendono quattro gol in due. Poi ci sono Belghali, Casale, Douglas Luiz e Vlasic, che aggiungono una rete a testa.

A completare l’attacco troviamo Fares Ghedjemis, che a Bergamo si diverte a far segnare gli altri e chiude con tre assist. In porta scegliamo David De Gea, protagonista di una partita straordinaria contro l’Inter, pur senza riuscire a evitare la sconfitta della Fiorentina. In panchina premiamo Cesc Fabregas. Dopo aver battuto 4-1 il Manchester United in Champions League, lo spagnolo lascia Nico Paz a riposo, cambia tre giocatori all’intervallo e supera anche il Sassuolo. Il Como è quinto a 17 punti, una sola lunghezza dietro Roma e Milan. E Cesc comincia a dimostrare di avere parecchie idee anche quando deve fare a meno del suo giocatore più talentuoso.

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LA TOP 11 DI AFFARITALIANI.IT – 3-4-3

DAVID DE GEA

BALERDI – BELGHALI – CASALE

McTOMINAY – SCHMID – DOUGLAS LUIZ – VLASIC

KRSTOVIC – DOUVIKAS – GHEDJEMIS

Allenatore: CESC FABREGAS

De Gea tiene in piedi la Fiorentina, Balerdi rovina la festa al Napoli. Belghali e Casale segnano

David De Gea – Fiorentina

Per novanta minuti De Gea sembra aver deciso che all’Inter toccherà rinunciare ai tre punti. Il portiere spagnolo si oppone a Thuram, respinge una conclusione ravvicinata di Pio Esposito e continua a intervenire ogni volta che i nerazzurri riescono a trovare lo spazio per calciare. Quando Jimenez porta avanti la Fiorentina al 65′, a San Siro comincia persino a prendere forma un risultato clamoroso. Poi arriva il recupero. Thuram pareggia al 91′, Valdepeñas commette un fallo da rigore e Zielinski firma il 2-1 al 98′. Almeno quattro interventi di grande livello, due gol subiti negli ultimi minuti e zero punti. De Gea aveva fatto praticamente tutto quello che un portiere può fare per salvare la propria squadra. Lo premiamo anche se perde, perché sarebbe piuttosto ingeneroso chiedergli di parare pure i rigori.

Leonardo Balerdi – Roma

Entrare dalla panchina e segnare due gol al Napoli. A un difensore centrale capita raramente, a Balerdi riesce addirittura in una partita nella quale la Roma deve inseguire per due volte. Gasperini lo manda in campo con i giallorossi sotto di due reti, poi l’argentino comincia a frequentare l’area avversaria con risultati decisamente interessanti.

Al 74′ arriva sul pallone vagante e firma il 2-2. McTominay riporta avanti il Napoli all’83’, ma sei minuti dopo Wesley mette in mezzo e Balerdi trova il colpo di testa del definitivo 3-3. Due gol che impediscono alla Roma di perdere l’imbattibilità e rovinano il pomeriggio ad Allegri, poi espulso nel finale. Il Napoli aveva preparato una squadra per segnare, Gasperini trova il suo bomber in panchina. E pensare che Balerdi, sulla carta, dovrebbe soprattutto impedire agli altri di fare gol.

Rafik Belghali – Torino

Una settimana fa due assist contro il Parma, stavolta Belghali decide di mettersi personalmente nel tabellino. Il Torino è sull’1-1 contro il Monza quando l’esterno riceve da Gineitis, rientra verso il centro e lascia partire una conclusione a giro che supera Törnqvist. Un gol bellissimo, che riporta avanti i granata dopo il momentaneo pareggio di Varela.

Il giocatore arrivato dal Verona partecipa anche all’azione del 3-1, con un traversone deviato che finisce sui piedi di Vlasic. Il Torino vince 3-2 e conquista la terza vittoria consecutiva. Abate ha trovato un esterno capace di dare profondità, saltare l’uomo e arrivare alla conclusione. Nel nostro 3-4-3 gli concediamo parecchia libertà sulla destra. D’altronde, con tre partecipazioni dirette ai gol nelle ultime due giornate e una rete così, sarebbe un peccato costringerlo a stare troppo lontano dalla porta.

Nicolò Casale – Bologna

Minuto 57, calcio d’angolo di Miranda e colpo di testa di Casale. Il Bologna rompe l’equilibrio a Cagliari grazie al suo difensore centrale, che prende il tempo agli avversari e schiaccia il pallone nell’angolo, dove Caprile non può arrivare.

Palladino cercava tre punti per allontanarsi dalle ultime posizioni e trova il gol proprio da un reparto che, per il resto della partita, concede pochissimo ai rossoblù. Bernardeschi chiuderà i conti dal dischetto, ma è Casale a sbloccare un incontro che rischiava di diventare sempre più complicato. Gol, porta inviolata e seconda vittoria esterna consecutiva per il Bologna. Quando gli attaccanti faticano a trovare la soluzione, un calcio piazzato e un centrale con il tempo giusto possono togliere parecchi pensieri all’allenatore.

Serie A, tutti i risultati, il riassunto delle partite e la classifica dopo otto giornate

McTominay e Schmid ne fanno due a testa, Douglas Luiz si risveglia

Scott McTominay – Napoli

Due gol alla Roma e nemmeno una vittoria da festeggiare. McTominay continua a essere uno dei pochi giocatori del Napoli di Allegri capaci di trasformare gli inserimenti in gol, ma questa volta la doppietta non basta. Al 48′ si presenta sul secondo palo e di testa firma il 2-0, poi all’83’, dopo la rimonta giallorossa, riceve da Olivera e trova un destro rasoterra che batte Gollini per il 3-2.

La Roma pareggerà ancora con Balerdi, ma lo scozzese merita un posto nella nostra formazione. Segna in due modi diversi, accompagna costantemente l’azione e continua a essere una soluzione offensiva per una squadra che fatica a ottenere risultati. Il Napoli resta a quota 11 punti dopo otto giornate, già undici in meno di Inter e Lazio. McTominay ha fatto il suo, anzi anche qualcosa in più. Allegri, però, dovrà trovare il modo di far bastare due gol del suo centrocampista per vincere una partita.

Romano Schmid – Frosinone

Ventisei secondi per il primo gol, diciassette minuti per completare la doppietta. Romano Schmid non concede nemmeno il tempo di sistemarsi davanti alla televisione. Ederson sbaglia in costruzione e l’austriaco ne approfitta immediatamente, presentandosi davanti a Carnesecchi e portando avanti il Frosinone.

L’Atalanta pareggia con Krstovic, ma al 17′ Schmid si inserisce sul cross di Ghedjemis e riporta avanti i ciociari. Due gol in meno di venti minuti contro una squadra che, almeno sulla carta, dovrebbe avere ben altre ambizioni. Finirà 4-4, con il Frosinone capace di rispondere a ogni tentativo della Dea di scappare. Alvini continua a raccogliere risultati e Schmid aggiunge alla propria qualità negli inserimenti una doppietta che lo porta direttamente nella nostra Top 11.

Douglas Luiz – Juventus

A Lecce la Juventus aveva bisogno di tornare a vincere dopo il 3-0 incassato dalla Lazio. Douglas Luiz sceglie di rispondere a Spalletti con un gol e un assist in dodici minuti. Al 29′ batte rapidamente una punizione, trova il movimento di McKennie e gli consegna il pallone dello 0-1. Al 41′ si mette in proprio: destro dal limite, palo interno e rete del raddoppio.

Due giocate che decidono la trasferta salentina e riportano il brasiliano tra i protagonisti bianconeri. La Juventus schiera anche la coppia Woltemade-Kolo Muani, ma per sbloccare il risultato deve affidarsi ai centrocampisti. Douglas Luiz torna a mostrare il piede e la qualità che avevano convinto il club a puntare su di lui. Per Spalletti è una buona notizia: mentre aspetta i gol dei centravanti, può almeno contare su qualcuno capace di farli segnare e, all’occorrenza, di segnare personalmente.

Nikola Vlasic – Torino

Il Torino supera il Monza e Vlasic trova finalmente il suo primo gol stagionale. Belghali aveva riportato avanti i granata con una splendida conclusione, ma serviva ancora una rete per rendere più tranquillo il pomeriggio della squadra di Abate. Al 72′ arriva un pallone dalla destra, il croato si fa trovare pronto in area e lo scaraventa sotto la traversa.

Il 3-1 permette al Torino di gestire meglio il finale, nonostante l’autorete di Patterson nel recupero. Vlasic aveva lavorato molto per la squadra nelle prime giornate, senza trovare la soddisfazione personale del gol. Stavolta aggiunge anche il suo nome al tabellino e contribuisce alla terza vittoria consecutiva dei granata. Abate sembra aver trovato una formazione capace di accompagnare gli attaccanti con diversi uomini. Vlasic, dopo sette giornate di attesa, ha deciso che era arrivato il momento di partecipare anche alla festa.

Krstovic e Douvikas, quattro reti da centravanti: Ghedjemis assistman

Nikola Krstovic – Atalanta

Due gol e un assist contro il Frosinone, esattamente come una settimana fa contro il Venezia. Nikola Krstovic sembra aver definitivamente ritrovato il rapporto con la porta avversaria. Al 14′ riceve da De Ketelaere e supera Palmisani per l’1-1, poi prima dell’intervallo anticipa tutti sul pallone di Zappacosta e firma il momentaneo 3-2. Nella ripresa serve anche a Elmas il pallone del quarto gol atalantino.

Quattro reti e due assist nelle ultime due giornate, numeri che raccontano una trasformazione evidente rispetto all’inizio di stagione. Dopo le difficoltà delle prime partite e qualche presenza nei nostri Flop, Krstovic ha cominciato a rispondere con i gol. L’Atalanta, però, subisce ancora quattro reti e deve accontentarsi del pareggio. Sarri potrà discutere a lungo con i suoi difensori, difficilmente con il centravanti. Nikola sta facendo il suo mestiere, e ultimamente lo sta facendo pure con una certa abbondanza.

Anastasios Douvikas – Como

Nico Paz si accomoda in panchina per novanta minuti e Douvikas si prende il Como sulle spalle. Contro il Sassuolo il centravanti greco colpisce un palo nel primo tempo e trova Turati pronto a negargli il gol, poi nella ripresa decide che può bastare così.

Al 49′ si fa trovare davanti alla porta sul traversone di Caqueret e sblocca il risultato. Undici minuti dopo, Kaiki recupera il pallone e mette in mezzo un altro cross dalla sinistra. Douvikas si allunga in spaccata e completa la doppietta. Due reti da centravanti vero, con il merito di farsi trovare sempre nel posto giusto.

Con i gol al Sassuolo, Douvikas raggiunge quota cinque in Serie A, ai quali si aggiungono i tre segnati in Champions League. Otto reti complessive, mentre il Como conquista la terza vittoria consecutiva tra campionato ed Europa. Fabregas può permettersi di lasciare fuori il giocatore più talentuoso e ritrovare comunque uno che segna con regolarità. Quando il pallone arriva dalle parti di Tasos, ultimamente il portiere avversario ha poco da stare tranquillo.

Fares Ghedjemis – Frosinone

Otto gol a Bergamo e Ghedjemis non ne segna nemmeno uno. Eppure è probabilmente il giocatore che più di tutti contribuisce a tenere il Frosinone aggrappato alla partita. Tre assist, arrivati con giocate diverse ma con lo stesso risultato: mandare un compagno davanti alla porta.

Prima scappa sulla destra e serve a Schmid il pallone del 2-1. Nella ripresa trova Calò per il destro a giro che vale il 3-3 e, quando l’Atalanta torna avanti, confeziona anche il passaggio per Terzic che firma il definitivo 4-4. Il francese continua a puntare gli avversari, crea superiorità numerica e costringe la difesa di Sarri a inseguirlo per buona parte della partita.

Lo abbiamo voluto nel tridente proprio per questo. In una squadra piena di giocatori che segnano, serviva anche qualcuno capace di mettere i compagni nelle condizioni di farlo. Tre assist in una sola gara e un Frosinone che esce da Bergamo con un altro punto. Se Krstovic e Schmid si portano a casa due gol a testa, Ghedjemis può rivendicare tranquillamente una buona parte dello spettacolo.

Fabregas rinuncia a Nico Paz, cambia tre uomini e batte il Sassuolo dopo il 4-1 allo United

Cesc Fabregas – Como

Quattro gol al Manchester United in Champions League, due al Sassuolo in campionato e tre vittorie in sette giorni. Cesc Fabregas si prende la panchina della nostra Top 11, soprattutto per il modo in cui ha gestito una settimana che avrebbe potuto mettere in difficoltà una squadra impegnata su più fronti.

Mercoledì il Como travolge lo United 4-1 al Sinigaglia, con Nico Paz protagonista di due gol e un assist. Un risultato storico, accolto però da un Fabregas che davanti ai microfoni preferisce parlare di lavoro, umiltà e crescita. Dedica la vittoria a Davide Baccarini, uno dei magazzinieri del club, e riconosce persino un proprio errore nella gestione del finale: “Mi pento per gli ultimi 10 minuti.”

Cesc ammette di aver chiesto a Douvikas di abbassare il ritmo quando il Como era avanti 4-0, favorendo indirettamente il gol di Zirkzee. Una dichiarazione che racconta parecchio del suo modo di allenare: vincere con tre gol di scarto contro il Manchester United e prendersi comunque la responsabilità di qualcosa che non ha funzionato.

Tre giorni dopo arriva il Sassuolo. Nico Paz resta in panchina per tutta la partita, mentre Fabregas cambia diversi interpreti per gestire le energie. Il primo tempo finisce senza gol e il tecnico interviene subito: fuori Ricci, Kambwala e Baturina, dentro Milla, Ramón e Addai. Cambia anche la pressione su Matic, che fino a quel momento aveva avuto troppa libertà nella gestione del pallone. La risposta arriva immediatamente. Douvikas sblocca il risultato al 49′, raddoppia al 60′ e il Como vince 2-0 senza concedere agli avversari la possibilità di rientrare in partita. Anche dopo il successo, Fabregas ammette di aver sottovalutato la qualità di Matic nel primo tempo e spiega quanto conti poter ruotare i giocatori, soprattutto quando si scende in campo appena 66 ore dopo una partita di Champions. Il Como sale a 17 punti, quinto in classifica, a una sola lunghezza da Roma e Milan.

Cesc sta costruendo una squadra che riesce a vincere anche quando cambiano i protagonisti. Mercoledì fa festa con Nico Paz, sabato lascia il suo numero dieci in panchina e trova due gol di Douvikas. Poi arriva in conferenza stampa e racconta quello che ha sbagliato, anziché limitarsi a celebrare quello che ha fatto bene. A Como, probabilmente, si stanno abituando anche a questo.

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