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Sinner, il Principato di Monaco non lo salva dalle tasse: nel 2026 già versati 1,4 milioni

Il numero uno del mondo ha incassato quasi 5,8 milioni lordi nei primi mesi del 2026. I premi vengono tassati nei Paesi dei tornei

Sinner, il Principato di Monaco non lo salva dalle tasse: nel 2026 già versati 1,4 milioni

Jannik Sinner ha incassato quasi 5,8 milioni di euro lordi nei primi mesi del 2026. La residenza a Monaco non evita però le imposte sui montepremi: nel tennis vengono tassati nei Paesi in cui sono conquistati.

Dall’Australia agli Stati Uniti, i premi dei tornei vengono tassati dove Sinner li conquista

Come riporta Calcio e Finanza, la residenza nel Principato di Monaco non mette al riparo Jannik Sinner dalle tasse sui premi vinti in campo. Nel tennis professionistico, infatti, i montepremi vengono generalmente tassati nel Paese in cui vengono conquistati e non solo in quello di residenza dell’atleta.

Il tema è tornato d’attualità dopo i risultati ottenuti dal numero uno del mondo nei primi mesi del 2026. Secondo i dati ufficiali dell’ATP, Sinner ha già incassato circa 6,7 milioni di dollari, pari a quasi 5,8 milioni di euro, grazie al percorso costruito tra Australian Open, Doha, Indian Wells, Miami, Montecarlo, Madrid e Roma.

Il primo premio pesante è arrivato agli Australian Open, dove la semifinale gli ha garantito circa 765mila euro. Su quella cifra è stata applicata la tassazione australiana del 32,5%, con un netto di poco superiore a 517mila euro. A Doha, in Qatar, il quarto di finale gli ha portato circa 66.800 euro, senza imposizione fiscale locale.

La parte più ricca è arrivata con la serie di vittorie consecutive. Il successo a Indian Wells gli ha fruttato circa 991mila euro, tassati negli Stati Uniti con un’aliquota del 37%. Stesso premio e stessa tassazione per il trionfo a Miami. Diverso il caso di Montecarlo, dove il premio da 974.370 euro non è stato soggetto a tassazione proprio grazie alla residenza del tennista nel Principato.

Sinner ha poi vinto anche a Madrid e Roma, con assegni superiori al milione di euro. In Spagna il montepremi è stato tassato al 24%, mentre in Italia l’imposizione applicata è stata pari al 20%.

Secondo quanto riportato da ItaliaOggi, sommando le imposte versate nei diversi Paesi, Sinner avrebbe già pagato oltre 1,4 milioni di euro di tasse sui montepremi conquistati nel 2026. A fronte di quasi 5,8 milioni lordi, il guadagno netto derivante dai tornei disputati nei primi cinque mesi dell’anno sarebbe quindi intorno ai 4,3 milioni di euro.

L’aliquota media effettiva si avvicina al 25%. Un dato che ridimensiona l’idea secondo cui la residenza a Monaco renda automaticamente esenti da tassazione tutti gli incassi sportivi. Per i premi conquistati sul campo, il peso fiscale resta legato soprattutto al Paese che ospita il torneo.

Il discorso cambia per le sponsorizzazioni. I montepremi sono una voce importante, ma la parte più rilevante del business di Sinner arriva dagli accordi commerciali. Il tennista è legato a marchi internazionali come Allianz, Rolex, Gucci, De Cecco, Enervit, Fastweb, Lavazza, La Roche-Posay, Nike e Head.

Proprio sulla gestione dei proventi da partnership e sponsorizzazioni la residenza nel Principato di Monaco può avere un impatto fiscale più significativo. Molto più che sui premi dei tornei, che restano invece tassati nei singoli Paesi in cui Sinner gioca e vince.

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