Jannik Sinner ha ufficializzato il forfait dal Masters 1000 di Cincinnati, in programma dal 13 al 23 agosto. Il motivo, spiegato dallo stesso numero uno al mondo, è un fastidio al ginocchio destro che il suo team non è riuscito a risolvere in tempo: “Non sono ancora pronto per gareggiare”. Sulla carta è la classica notizia di infortunio. Guardando meglio, però, ci sono vari motivi per cui questo forfait sembra pesare più del solito. Sinner non gioca una partita ufficiale dal 12 luglio, giorno della vittoria in finale a Wimbledon contro Alexander Zverev. Saltando anche Cincinnati, l’azzurro arriverà agli US Open – ultimo Slam della stagione, dal 30 agosto al 13 settembre – con quasi due mesi senza mettere piede in un campo da gara. Un’eternità, per uno sport dove il ritmo partita è tutto.
Tra l’altro, è trascorso esattamente un anno dal ritiro shock di Sinner nella finale di Cincinnati 2025 contro Carlos Alcaraz, quando il caldo torrido e l’umidità lo misero in ginocchio a metà partita. La scelta di quest’anno – rinunciare in anticipo piuttosto che rischiare – porta la firma di quel precedente: meglio un forfait precauzionale che un altro crollo in campo davanti a tutti.
Dal punto di vista puramente sportivo, Sinner perderà 650 punti ATP (quelli della finale raggiunta lo scorso anno), ma il primato nel ranking mondiale resta al sicuro nel breve periodo, grazie al margine di vantaggio su Zverev e sullo stesso Alcaraz. Il problema è un altro: arrivare a uno Slam senza match ufficiali alle spalle da quasi due mesi è un rischio enorme in termini di ritmo partita, ed è lì che si gioca davvero la stagione.
Il colpo di scena
Anche Carlos Alcaraz, il rivale numero uno di Sinner e vincitore dell’ultimo US Open, ha appena dato forfait per Cincinnati quest’anno, mettendo in dubbio persino la sua presenza al prossimo Slam. Risultato: i due favoriti assoluti per il titolo arrivano a New York entrambi con un punto interrogativo sulle condizioni fisiche. Una situazione più aperta di quanto sembri a prima vista, e che potrebbe favorire outsider come Zverev o le nuove leve del circuito.
Sinner continuerà il ciclo di terapie tra Milano e Torino, dove è seguito dal fisiatra Gianluca Melegati, e viaggerà negli Stati Uniti solo per la preparazione diretta agli US Open, saltando del tutto la tappa americana di avvicinamento. La domanda che si pongono davvero gli appassionati non è se arriverà al via, ma in che condizioni – fisiche e di ritmo gara – si presenterà a difendere lo status di numero uno del mondo.

