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di Lorenzo Lamperti

twitter@LorenzoLamperti

"Oggi è stata la peggior partita giocata dalla mia Inter". Non ha usato giri di parole Walter Mazzarri per analizzare il pareggio contro la Sampdoria. Un pari brutto, per come è arrivato e per i suoi effetti collaterali. In sette giorni i nerazzurri hanno giocato due partite molto diverse: intensa e ricca di occasioni a Bologna, molle e svagata contro i blucerchiati. Ma il risultato è sempre lo stesso: un pari che continua a rinfoltire la serie dei "vorrei ma non posso" della banda Mazzarri. Il risultato è che, oltre ai due punti persi nel finale contro una Samp che comunque ha meritato il pari, i nerazzurri non riescono a riprendere il Napoli né a guadagnare terreno sulla Roma. Così il terzo posto rischia di restare una chimera.

LA CRONACA - L'Inter entra a San Siro per la prima volta di pomeriggio in questa stagione. Prima dei calciatori attuali, ecco sfilare alcune vecchie glorie del passato appena reduci da un pranzo con Erik Thohir. Il neo presidente nerazzurro siede in tribuna al fianco di Moratti e assiste al passaggio in campo dei vari Mazzola, Suarez, Corso, Bergomi, Bianchi, Boninsegna e compagnia. L'applausometro dei tifosi segna il picco più alto quando lo speaker pronuncia il nome di Nicola Berti, indimenticato protagonista dello scudetto dei record del 1989. Poi si torna al presente. Mazzarri rilancia l'eterno Zanetti sulla fascia sinistra al posto dell'infortunato Nagatomo. Dietro Rolando vince il ballottaggio con Ranocchia. In un pomeriggio fatto soprattutto di noia, l'unico lampo di magia lo regala Alvarez, che ubriaca i difensori avversari e porge a Guarin la palla del vantaggio. Il primo tempo per l'Inter fila liscio ma senza ulteriori acuti. La ripresa invece è decisamente negativa. Il baricentro della squadra si abbassa e una Samp con enormi carenze tecniche prende coraggio, pur senza impensierire più di tanto Handanovic. Il problema è che l'Inter non riparte mai con convinzione e tiene la partita aperta fino all'ultimo minuto, quando arriva la staffilata di Renan, appena mandato nella mischia da Mihajilovic. Bel gol quello del centrocampista blucerchiato ma la difesa interista ha grandissime responsabilità. 

MAZZARRI INFURIATO - “Le altre volte, soprattutto in casa, abbiamo sempre fatto la partita noi, anche quando abbiamo pareggiato. Oggi eravamo sottotono. Abbiamo sbagliato la fase difensiva, non li abbiamo pressati alti”, dichiara Mazzarri, che ammette i meriti dell'avversario: "La Samp ha meritato il pari. Dopo aver sbloccato la partita, noi abbiamo avuto diverse occasioni per raddoppiare, come il palo di Guarin nella ripresa. Dovevamo essere più cinici, come fanno le squadre esperte. La Sampdoria stava meglio di noi, ci pressava, era organizzata. Questo ci deve far riflettere sulla brillantezza di alcuni nostri giocatori”. Pensiero finale per Thohir: "Dispiace, volevamo regalargli una vittoria".

LE PAGELLE

HANDANOVIC 6 - Attento su un paio di tiri dalla distanza, incerto sulla punizione di Eder. Non arriva sul pari di Renan.

CAMPAGNARO 5,5 - Ancora imballato dopo la lunga assenza, è più legnoso e falloso del solito. Si prende un giallo sacrosanto.

ROLANDO 6 - Si prende cura senza troppi patemi di Pozzi.

J. JESUS 5,5 - Fa rumoreggiare San Siro per i troppi errori in fase di disimpegno.

JONATHAN 5,5 - Più timido del solito, non riesce a incidere.

TAIDER 5 - Altra prestazione negativa di un giocatore che Mazzarri deve assolutamente ritrovare. Sbaglia soprattutto in fase di impostazione, rallenta spesso il gioco. (KOVACIC 5,5. Ancora una volta non riesce a cambiare ritmo alla gara). 

CAMBIASSO 7 - Una delle migliori prestazioni del Cuchu di questa stagione. Vince innumerevoli contrasti e recupera decine di volte il pallone. Poteva far meglio in un inserimento offensivo a metà ripresa.

ALVAREZ 6,5 - Primo tempo sontuoso. Si inventa il gol di Guarin, regala altri numeri a effetto. Il problema è che giocando in mezzo deve anche correre tanto e così nella ripresa si spegne. (MUDINGAYI s.v.)

ZANETTI 6 - Il Capitano torna dal primo minuto. Comincia bene, poi con esperienza decide di tenersi basso per non sprecare energie. Così facendo però non dà alternative sulla sinistra e lì spesso Alvarez si ritrova senza alternative in fase offensiva.

GUARIN 6 - Scarica in rete il pallone dell'1-0 e colpisce un palo. D'accordo. Ma poi perde una marea di palloni e in un paio di casi rischia di far partire pericolosi contropiede. (BELFODIL s.v.)

PALACIO 5 - In settimana aveva assicurato di non essere stanco. Sarà, ma in partita non la vede quasi mai. Salta raramente l'uomo e non riesce mai ad andare alla conclusione.

MAZZARRI 5 - L'ha ammesso lui stesso: è stata la peggiore Inter della stagione. I cambi sono forse troppo tardivi e nel finale abbassa troppo il baricentro con Jonathan e Zanetti in una linea difensiva che diventa a 5. Ancora una volta Kovacic e Belfodil non lo aiutano a cambiare il destino. Ora i punti persi cominciano davvero a diventare troppi.

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Moratti, a Thohir auguro di appassionarsi - "A Thohir auguro personalmente di appassionarsi, credo che lo stia facendo, e' giovane, ha carattere. Poi gli auguro di soffrire il meno possibile, quindi di avere quelle soddisfazioni che arrivano quando lavori bene e tanto". Lo ha detto Massimo Moratti ricevendo il trofeo che lo inserisce nella 'Hall of fame' del calcio italiano nella categoria "dirigente italiano", in corso di svolgimento a Palazzo Vecchio a Firenze. "E' stata una fortuna per la mia famiglia, per mio papa' e per me essere a conduzione dell'Inter ed avere avuto la fortuna di vincere un po'. Adesso e' un momento di mettere ordine, di cominciare a internazionalizzare anche nel business questa societa'. Ma quanto fatto e' stato fatto con passione e soddisfazione". Moratti ha confessato di aver sofferto anche domenica ("Pensavo di soffrire un po' meno, ma non e' cosi'") ed e' convinto che sara' il nuovo proprietario a decidere le strategie di mercato insieme all'allenatore. "E' diritto di chi subentra di decidere sul mercato. Thohir mi diceva che sara' un mercato fatto tutti assieme, ma credo che poi alla fine l'allenatore convincera' il nuovo proprietario a fare quello che e' necessario per l'Inter". "Messi? Spero che non lo obblighino a prenderlo....", ha quindi detto Moratti con il sorriso sulle labbra.

Mazzarri, a rapporto la squadra. Disattenzioni da 6-8 punti in classifica - Il tecnico livornese ha tenuto l'Inter a rapporto dopo la delusione di domenica. Discorso prima dell'allenamento alla squadra anche in vista dell'impegno di mercoledì in Coppa Italia contro il Trapani (in caso di passaggio del turno poi Udinese agli ottavi). Il tecnico ha parlato per mezz'ora, bacchettando i suoi per le disattenzioni che sono costate la vittoria che apreva ormai in cassaforte sotto gli occhi di Thohir.  E non è la prima volta. Almeno 6-8 punti mancano all'appello per situazioni simili. Si ricorda Bellomo che raggiunge il 3-3 a Torino quando era già il 91° o Vidal che risponde due minuti dopo il gol di Icardi (73°) e riporta la Juve a galla quando il derby d'Italia sembrava cosa nerazzurra. Senza dimenticare Naingollan che pareggia sul neutro di Trieste a sette dalla fine (anche in quel caso gol di Maurito Icardi nel quarto d'ora finale). Partite che una grande squadra solitamente porta in fondo con i tre punti.

IL POST PARTITA DI INTER-SAMPDORIA

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"Oggi è stata la peggior partita giocata dalla mia Inter". Non ha usato giri di parole Walter Mazzarri per analizzare il pareggio contro la Sampdoria. Un pari brutto, per come è arrivato e per i suoi effetti collaterali. In sette giorni i nerazzurri hanno giocato due partite molto diverse: intensa e ricca di occasioni a Bologna, molle e svagata contro i blucerchiati. Ma il risultato è sempre lo stesso: un pari che continua a rinfoltire la serie dei "vorrei ma non posso" della banda Mazzarri. Il risultato è che, oltre ai due punti persi nel finale contro una Samp che comunque ha meritato il pari, i nerazzurri non riescono a riprendere il Napoli né a guadagnare terreno sulla Roma. Così il terzo posto rischia di restare una chimera.

LA CRONACA - L'Inter entra a San Siro per la prima volta di pomeriggio in questa stagione. Prima dei calciatori attuali, ecco sfilare alcune vecchie glorie del passato appena reduci da un pranzo con Erik Thohir. Il neo presidente nerazzurro siede in tribuna al fianco di Moratti e assiste al passaggio in campo dei vari Mazzola, Suarez, Corso, Bergomi, Bianchi, Boninsegna e compagnia. L'applausometro dei tifosi segna il picco più alto quando lo speaker pronuncia il nome di Nicola Berti, indimenticato protagonista dello scudetto dei record del 1989. Poi si torna al presente. Mazzarri rilancia l'eterno Zanetti sulla fascia sinistra al posto dell'infortunato Nagatomo. Dietro Rolando vince il ballottaggio con Ranocchia. In un pomeriggio fatto soprattutto di noia, l'unico lampo di magia lo regala Alvarez, che ubriaca i difensori avversari e porge a Guarin la palla del vantaggio. Il primo tempo per l'Inter fila liscio ma senza ulteriori acuti. La ripresa invece è decisamente negativa. Il baricentro della squadra si abbassa e una Samp con enormi carenze tecniche prende coraggio, pur senza impensierire più di tanto Handanovic. Il problema è che l'Inter non riparte mai con convinzione e tiene la partita aperta fino all'ultimo minuto, quando arriva la staffilata di Renan, appena mandato nella mischia da Mihajilovic. Bel gol quello del centrocampista blucerchiato ma la difesa interista ha grandissime responsabilità. 

MAZZARRI INFURIATO - “Le altre volte, soprattutto in casa, abbiamo sempre fatto la partita noi, anche quando abbiamo pareggiato. Oggi eravamo sottotono. Abbiamo sbagliato la fase difensiva, non li abbiamo pressati alti”, dichiara Mazzarri, che ammette i meriti dell'avversario: "La Samp ha meritato il pari. Dopo aver sbloccato la partita, noi abbiamo avuto diverse occasioni per raddoppiare, come il palo di Guarin nella ripresa. Dovevamo essere più cinici, come fanno le squadre esperte. La Sampdoria stava meglio di noi, ci pressava, era organizzata. Questo ci deve far riflettere sulla brillantezza di alcuni nostri giocatori”. Pensiero finale per Thohir: "Dispiace, volevamo regalargli una vittoria".

LE PAGELLE

HANDANOVIC 6 - Attento su un paio di tiri dalla distanza, incerto sulla punizione di Eder. Non arriva sul pari di Renan.

CAMPAGNARO 5,5 - Ancora imballato dopo la lunga assenza, è più legnoso e falloso del solito. Si prende un giallo sacrosanto.

ROLANDO 6 - Si prende cura senza troppi patemi di Pozzi.

J. JESUS 5,5 - Fa rumoreggiare San Siro per i troppi errori in fase di disimpegno.

JONATHAN 5,5 - Più timido del solito, non riesce a incidere.

TAIDER 5 - Altra prestazione negativa di un giocatore che Mazzarri deve assolutamente ritrovare. Sbaglia soprattutto in fase di impostazione, rallenta spesso il gioco. (KOVACIC 5,5. Ancora una volta non riesce a cambiare ritmo alla gara). 

CAMBIASSO 7 - Una delle migliori prestazioni del Cuchu di questa stagione. Vince innumerevoli contrasti e recupera decine di volte il pallone. Poteva far meglio in un inserimento offensivo a metà ripresa.

ALVAREZ 6,5 - Primo tempo sontuoso. Si inventa il gol di Guarin, regala altri numeri a effetto. Il problema è che giocando in mezzo deve anche correre tanto e così nella ripresa si spegne. (MUDINGAYI s.v.)

ZANETTI 6 - Il Capitano torna dal primo minuto. Comincia bene, poi con esperienza decide di tenersi basso per non sprecare energie. Così facendo però non dà alternative sulla sinistra e lì spesso Alvarez si ritrova senza alternative in fase offensiva.

GUARIN 6 - Scarica in rete il pallone dell'1-0 e colpisce un palo. D'accordo. Ma poi perde una marea di palloni e in un paio di casi rischia di far partire pericolosi contropiede. (BELFODIL s.v.)

PALACIO 5 - In settimana aveva assicurato di non essere stanco. Sarà, ma in partita non la vede quasi mai. Salta raramente l'uomo e non riesce mai ad andare alla conclusione.

MAZZARRI 5 - L'ha ammesso lui stesso: è stata la peggiore Inter della stagione. I cambi sono forse troppo tardivi e nel finale abbassa troppo il baricentro con Jonathan e Zanetti in una linea difensiva che diventa a 5. Ancora una volta Kovacic e Belfodil non lo aiutano a cambiare il destino. Ora i punti persi cominciano davvero a diventare troppi.

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