
Non era Luciano Spalletti a frenare la crescita della Roma. Parole al vetriolo quelle dell’ex tecnico giallorosso in un’intervista pubblicata sulla pagina italiana del sito dello Zenit San Pietroburgo.
Partendo dal buon momento della formazione russa (“adesso c’e’ uno spirito nuovo, c’e’ un modo di lavorare corretto per quanto riguarda una professione cosi’ importante e seria come quella del calciatore”), si passa ai prossimi impegni di Champions e al salto di qualita’ che lo Zenit e’ chiamato a fare. “Abbiamo fatto delle buone partite alternate a delle brutte partite, pero’ poi complessivamente sono tre anni che siamo presenti in Champions League, questo e’ un dato di fatto. Spero che quest’anno metteremo a frutto l’esperienza maturata nelle passate competizioni per riuscire a fare qualcosa di piu’”. Ma e’ a questo punto che Spalletti si toglie un sassolino dalla scarpa. “Anche alla Roma si diceva che bisognava fare di piu’ quando ero quello che disturbava la crescita della squadra – sottolinea – Poi, dopo quattro anni, io sono andato in altre citta’ europee, mi sono informato, ma della Roma non ho piu’ sentito parlare. E questo mi dispiace, mi dispiace molto. Effettivamente speravo avessero ragione i tiratori scelti, secondo i quali ero io che limitavo la crescita della squadra”.
