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Sport

di Massimo Puricelli

Il nostro Paese è veramente sottomesso ai voleri e ai diktat stranieri. Un esempio eclatante sta nella differenza riscontrata tra il Tour de France e il Giro d'Italia. Durante l'ultima edizione della corsa rosa furono utilizzati solo vocaboli ed espressioni in inglese per le grafiche che accompagnavano le trasmissioni in diretta. Un vero e proprio sinonimo di provincialismo e di complesso di inferiorità , ma anche di svilimento del valore storico della corsa a tappe resa celebre dalla sua storia centenaria e dalle imprese di campioni italiani e stranieri.

Mi chiedo cosa direbbe Gino Bartali a vedere denominato "il Gran Premio della Montagna" come "King of the mountain", o "la maglia rosa" come "pink shirt". Che tristezza! Per fortuna che la tradizione, la storia , la leggenda di questo sport di fatica è difesa dai cugini francesi che non si sognerebbero mai di utilizzare termini inglesi per definire la maillot jaune, il peloton, il grimpeur. Anche da queste cose si capisce il livello minimo in cui è caduto il nostro giro d'Italia (che cambia anche i colori delle maglie delle varie classifiche per soddisfare ragioni sponsorizzative, penosi) e il livello internazionale e supremo del Tour. E' un po' lo specchio dell' attuale situazione storica del nostro Paese, genuflesso ai voleri dell'Europa e delle altre nazioni straniere che ci stanno considerando come una terra di conquista da sfruttare in ogni ambito togliendoci anche il sangue dalle vene.

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tour de francegiro d'italiadifferenza
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