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Sport
Tevez presentato al Boca Juniors: "Potevo andare all'Atletico Madrid"

Accoglienza da rockstar per Carlos Tevez. Erano in 50mila alla Bombonera per riabbracciare l'Apache, 10 anni dopo il suo addio al Boca Juniors e un viaggio iniziato in Brasile (Corinthians) e proseguito in Europa tra Inghilterra (West Ham, Manchester United, Manchester City) e Italia (Juventus).

"Non c'e' miglior giorno di questo, non si puo' paragonare a nulla - dice un emozionatissimo Tevez durante la conferenza stampa -. Per prima cosa perche' e' la mia gente, secondo perche' non devo parlare ne' in inglese ne' in italiano, terzo perche' e' la mia famiglia, posso sbagliare e nessuno mi dira' niente. Torno nel miglior momento, non ho alcun rimpianto. Non sarei tornato a 26-27 anni perche' ero piu' grasso di chiunque altro...Non sono mai stato cosi' bene fisicamente e mentalmente come adesso".

Il mitico stadio di Buenos Aires, pienissimo, ha accolto Tevez, entrato in campo con la famiglia: l'ex attaccante bianconero, che ha baciato il terreno di gioco, indossera' la maglia numero 10, quella appartenuta a leggende Xeneizes come Diego Armando Maradona e Juan Roman Riquelme.

"Riquelme -sottolinea Tevez- e' uno dei piu' grandi, un idolo del club. Io - sottolinea - non sono qui per fare meglio di lui, io sono qui per scrivere la mia storia" "Sono una persona completamente diversa da quella che e' andata via quando aveva 20 anni", assicura Tevez, che potrebbe esordire con il Boca capolista gia' nel fine settimana contro il Quilmes: "Fosse stato per me avrei giocato gia' ieri (contro il Sarmiento, ndr). Voglio allenarmi con i miei compagni e voglio che arrivi sabato per dimostrare che sto bene".

Tevez riavvolge il nastro dell'ultima stagione lontano da 'casa': "Da un anno mi passava per la mente di tornare al Boca. C'era la possibilita' di andare all'Atletico, mi aveva chiamato il Cholo Simeone, che era molto interessato, ma il mio obiettivo era tornare al Boca - spiega -. Negli ultimi due anni in Italia ho imparato molto, sono cresciuto molto come giocatore e come punto di riferimento della Juventus, sono cresciuto moltissimo. Il presidente Angelici ha fatto molto per trasformare questo sogno in realta'. Adesso devo adattarmi alla squadra, a quello che il tecnico mi dira'. La gente del Boca si identifica con me e io con la gente del Boca". E infine: "Questo e' il momento piu' felice.Non si puo' paragonare con nulla".

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