Aspettando Nainggollan (duello con la Juve e non solo), l’Inter pensa a un rinforzo sensibile a centrocampo per gennaio.
Thohir parlerà con Mazzarri a ridosso del match di questo week end contro la Sampdoria che lo vedrà presente in tribuna a San Siro. Se dovesse essere evidente la difficoltà di arrivare quantomeno nel breve al jolly del Cagliari (che ha una valutazione da 15 milioni e non è detto che verrà ceduto subito, malgrado le aperture di Cellino dei giiorni scorsi) l’Inter virerà a tutta su Kucka, già in passato nel mirino della dirigenza Moratti (quando venne bloccato salvo poi essere lasciato libero). Ora si profila un ritorno di fiamma, approfittando del rallenamento milanista (vista la posizione di Galliani). Per giugno, invece, uno degli obiettivi dovrebbe essere Gabriel Silva, esterno dell’Udinese in crescita nella ultime due stagioni. Restano in auge anche le candidature del 20enne Juan Bernat in scadenza nel 2015 con il Valencia e deciso a non rinnovare: il suo cartellino viene valutato circa 5 milioni. Sotto monitoraggio da tempo anche gli argentini Cristian Ansaldi dello Zenit ed Emiliano Insua dell’Atletico Madrid.
Thohir: “Nainggolan? Sì, ma solo se sono tutti d’accordo”
Erick Thohir ha mostrato in tv una maglia interista numero 18 con il suo nome. Motivo?
“È il numero degli anni in cui Moratti è stato presidente dell’Inter, ma anche il totale degli scudetti vinti del club nella sua storia. Non è stata un’idea di Moratti, ma mia”. Un pensiero per l’ormai ex patron. Gli autografi sulla maglia? “Sono quelli di Moratti, dei miei due soci Rosan e Handy e la mia”.
Portare calciatori indonesiani all’Inter? Il proprietario nerazzurro sta con i piedi per terra: “Ho mandato alcuni giocatori indonesiani in America (dove è proprietario del Dc United, ndr) come Andik e Syamsir Alam, ma per l’Europa gli unici che si potrebbero portare sono gli under 16, perché la competizione è davvero alta. Per l’MLS invece possono andar bene anche gli under 19. Credo infatti che i giocatori indonesiani necessitino di tre anni per essere pronti al calcio europeo”.
Anche se confessa: “Potrei portare con me qualche talento indonesiano, alcuni si sono già allenati con il Dc United e uno si sta allenando all’Inter dalla scorsa settimana (un giovane ha un provino con il vivaio). Spero possa avere successo nella sua carriera”.
Futuro remoto. Ai tifosi dell’Inter preme quello prossimo. Mercato invernale: “A gennaio comprerò giocatori funzionali alle necessità della squadra”. Torna forte il nome di Nainggolan (a centrocampo come alternativa si è parlato molto del Polpo Fernando in via di scadenza con il Porto): “Sì, mi piace, lui è indonesiano. Ma non posso comprarlo solo perché piace a me. Deve essere una necessità dell’Inter, non solo mia”.
E aggiunge: “Solo se sono tutti d’accordo con l’acquisto. Non vorrei mai prendermi la responsabilità di un acquisto sbagliato. Anche il ds Ausilio l’ha detto: ci incontreremo e valuteremo insieme cosa fare sul mercato. La mia battuta su Messi? Mi chiesero se mi piaceva, io dissi che dovevo parlare con i miei dirigenti e che avremmo deciso insieme. Vale per tutti i calciatori, non solo Messi. Se mi chiedete se voglio qualche giocatore, la mia risposta sarà sempre la stessa: dobbiamo decidere insieme, tenendo d’occhio sempre il bilancio”.
“Zanetti sperava che io andassi a vivere a Milano? Purtroppo vivo in Indonesia, il mio popolo è lì. Per l’impegno a Milano ho detto che sarò lì quattro volte l’anno almeno, ma questo non significa che il mio impegno sia minore. Il fatto che io non sia a Milano ogni settimana non significa che non guardi la partita o che non soffra per i risultati o che non ci sia un confronto continuo sul management. Ogni giorno abbiamo riunioni in videoconferenza, Skype etc”.
