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Wimbledon, Sinner tra asciugamani freddi e sali minerali: così prova a combattere il suo malessere

Dopo il malessere al Roland Garros e le visite al San Raffaele, Sinner prova a gestire Wimbledon con asciugamani freddi, sali e cambi più frequenti

Wimbledon, Sinner tra asciugamani freddi e sali minerali: così prova a combattere il suo malessere

A Wimbledon la partita di Jannik Sinner si gioca anche contro il caldo e i “limiti” del suo corpo. Dopo il malessere accusato al Roland Garros e le visite al San Raffaele, il suo staff prova a prevenire nuovi cali con asciugamani freddi, sali minerali e cambi maglia più frequenti.

Dai cambi di maglietta al giubbotto refrigerante, le contromisure del team Sinner

Jannik Sinner ha battuto Borges, ma il vero lavoro del suo Wimbledon si gioca anche nei dettagli tra un punto e l’altro. Dopo i problemi fisici accusati al Roland Garros, il numero uno azzurro ha fatto visite approfondite al San Raffaele e ha capito da dove arriva il malessere che lo aveva colpito a Parigi. Lo ha detto lui stesso dopo la vittoria contro il portoghese: “Abbiamo capito il problema e potrebbe ricapitare”. Sinner sa che il problema esiste, il suo staff lo sa, e la gestione dei prossimi match deve passare anche dalla prevenzione.

A Wimbledon il team ha già messo in fila alcune contromisure. Sinner cambia la maglietta con maggiore frequenza, usa asciugamani raffreddati attorno al collo, assume integratori di sali con regolarità e nei cambi di campo prova a controllare il respiro, spesso a occhi chiusi. Se la temperatura dovesse salire, come previsto nella prossima settimana, è pronto anche il giubbotto refrigerante usato nei primi giorni di allenamento a Church Road. Bisogna trovare la capacità di evitare un nuovo crollo fisico. A Parigi Sinner si era sentito svuotato e il rischio, ora, è che il caldo o uno sforzo prolungato possano riportarlo nella stessa dinamica. Sinner ha aggiunto: “Ci vorrà del tempo per risolvere il problema”. Wimbledon, però, non aspetta. Il numero 1 al mondo resta da favorito, ma dipende anche da come il corpo risponderà nelle giornate più calde e nei match più lunghi. Per il team dell’azzurro il lavoro è ridurre il rischio di nuovi cali.

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