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Report, l’involontario capolavoro di Mamma Rai: per spegnere Ranucci accende un altro caso

La Rai affida Report a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, ma sulla nomina della prima riemerge la vicenda della denuncia contro Trocchia e Giudice, procedimento poi archiviato. Nessuna scorciatoia giudiziaria è lecita: ma come operazione politica e televisiva, il dopo-Ranucci è già riuscito a produrre esattamente ciò che avrebbe dovuto evitare, cioè nuove polemiche.

Report, l’involontario capolavoro di Mamma Rai: per spegnere Ranucci accende un altro caso

Viale Mazzini sostituisce Sigfrido Ranucci con le giovani leve del giornalismo d’inchiesta Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. Ma sulla neo-conduttrice riemerge una vicenda giudiziaria – peraltro conclusa con l’archiviazione dell’indagine – contro Nello Trocchia e Sara Giudice. E la Rai riesce così nell’impresa più difficile: trasformare una nomina pensata per chiudere un problema nell’inizio di un altro.

Il servizio pubblico e l’arte sopraffina del boomerang

Bisogna riconoscerlo: quando la Rai decide di complicarsi la vita, conserva ancora un’invidiabile vocazione artigianale. Via Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report, dentro Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, entrambi vincitori della selezione interna. Tutto regolare, tutto meritocratico, tutto accompagnato dal consueto comunicato aziendale in cui abbondano “professionalità”, “indipendenza”, “autorevolezza” e altre specie protette del vocabolario di Viale Mazzini.

Poi arriva Selvaggia Lucarelli e apre la finestrella che nessuno, evidentemente, aveva previsto nel perfetto piano industriale.

Secondo la sua ricostruzione, Presutti sarebbe infatti la giornalista che nel 2023 denunciò Nello Trocchia e Sara Giudice per una vicenda avvenuta dopo una festa a Roma. L’indagine sui due cronisti è stata definitivamente archiviata dal gip nel dicembre 2024, accogliendo la richiesta della stessa Procura. Precisazione doverosa: archiviare un procedimento non significa certificare una falsa denuncia. Ma politicamente la sceneggiatura resta da commedia dell’assurdo.

La nemesi che Viale Mazzini non aveva ordinato

Perché quella storia fu cavalcata con entusiasmo da una parte della stampa di destra contro due giornalisti certamente non sospettabili di simpatie meloniane. E oggi la Rai accusata dai suoi critici di voler normalizzare Report sceglie proprio Presutti per il dopo-Ranucci. Se fosse una serie Netflix, gli sceneggiatori verrebbero accusati quantomeno di esagerare.

Il paradosso è magnifico: si cambia il conduttore forse per abbassare la temperatura politica e ci si ritrova con una nomina che riporta in tavola vecchie guerre tra giornalisti, destra, sinistra, garantisti intermittenti e indignati a giorni alterni. Altro che pacificazione: sembra la benzina acquistata per spegnere un barbecue.

Quella vecchia confessione sulla diretta

C’è poi una piccola perla televisiva. Nel 2023 fu la stessa Presutti, intervistata da TvBlog, a raccontare che dopo cinque anni a Report sentiva di non avere ancora sufficiente esperienza sulla notizia quotidiana: non aveva mai affrontato una diretta, montato rapidamente un servizio o seguito sistematicamente la cronaca. Naturalmente da allora sono passati tre anni e il curriculum si è arricchito. Ma il contrasto con la solenne celebrazione Rai dell’“esperienza maturata sul campo” possiede comunque quella grazia involontariamente comica che solo i comunicati aziendali sanno regalare.

Ranucci esce di scena, dunque, ma il problema resta tutto lì, inchiodato alle pareti di Viale Mazzini: Report non è un programma che si normalizza cambiando il volto in copertina. E la Rai, nel tentativo di dimostrare che tutto può cambiare senza che nulla cambi davvero, è riuscita ancora una volta nel suo numero migliore: trasformare una soluzione in un caso.

A questo punto manca soltanto il comunicato ufficiale che spieghi come la nuova stagione sarà all’insegna della serenità. Sarebbe perfetto. Perché quando a Viale Mazzini pronunciano la parola “serenità”, di solito conviene controllare dove hanno messo gli estintori.