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di Franca D. Scotti

 

Si può definire un evento mondiale e insieme un elogio dell'italianità l'apertura, a Cremona, del nuovo Museo del Violino. Nella capitale mondiale della liuteria  apre le porte un polo espositivo che racconta cinque secoli  di arte liutaria cremonese, con un percorso memorabile tra gli strumenti dei grandi maestri come Antonio Stradivari, Giuseppe Guarneri "del Gesù", Andrea Amati e i suoi discendenti.

Oggi  in Europa nessun museo può vantare una testimonianza così importante e completa di strumenti ad arco di scuola cremonese: qui è nata l'arte della liuteria, un "saper fare" che è stato quest'anno iscritto tra i patrimoni immateriali dell'Unesco. Al Museo i visitatori di ogni età viaggeranno nella storia degli strumenti ad arco più rari, attraverso un ricco patrimonio di documenti tra suoni e immagini, resi reali grazie a installazioni multimediali.

Il Museo è completato, e non poteva non esserlo, dato il tema delle sue esposizioni, da uno straordinario Auditorium, con un'acustica tra le migliori al mondo, progettata dall'ingegner Toyota. Tutto ciò, dunque, come monumento ad un'eccellenza dell'artigianato e dell'arte italiani. Ma anche come testimonianza di una grande storia di imprenditorialità e mecenatismo italiani. E' la storia di Giovanni Arvedi, grande cremonese, oggi settantacinquenne "di belle speranze", nome mondiale nel capo dell'acciaieria, titolare di brevetti e di particolari innovazioni tecnologiche, che ha voluto donare alla sua città e al mondo questo nuovo splendido monumento.       

Grazie alla volontà e al sostegno della Fondazione Arvedi Buschini e del Comune di Cremona è stato completamente restaurato il complesso costituito dalla piazza antistante e dal Palazzo dell'Arte, uno dei palazzi più belli della moderna architettura razionalista dei primi anni '40. Mentre si è conservato l'uso particolare e sofisticatissimo del laterizio, la definizione dei volumi e degli spazi, l'articolazione delle strutture e del suo apparato decorativo, con l'intervento di riqualificazione, iniziato nel 2009, dopo diversi anni di abbandono, si è riportato a vivere lo storico palazzo, che all'ingresso ospita le sculture di Jaume Plensa e Helidon Xhixha come simbolo di dialogo tra passato e presente, tra musica e arte.

Il percorso di visita è articolato in dieci sale, ciascuna dedicata a un momento particolare della storia o del patrimonio liutario. Le origini del violino sono indagate attraverso documenti storici, iconografici e strumentali: si entra nella bottega del liutaio con la presentazione dei materiali, delle essenze e delle tecniche costruttive; uno spazio multimediale illustra le vicende delle più celebri dinastie liutarie cittadine, preparando il visitatore ad entrare nello "scrigno dei tesori", dove sono custoditi i più importanti strumenti dei grandi violinisti del passato.

Senza dimenticare la modernità, con gli eredi attuali dei grandi maestri del passato: basti pensare che l'eccellenza liutaria cremonese si esprime oggi in ben 150 botteghe specializzate, da cui escono capolavori premiati spesso nel Concorso Triennale Internazionale, così importante da essere considerato un'autentica Olimpiade della Liuteria.

Con il concerto inaugurale di sabato 14 settembre nell'Auditorium Giovanni Arvedi del Museo, trasmesso anche su un maxischermo in Piazza Marconi, prende il via lo STRADIVARIfestival, un mese di appuntamenti per celebrare il maestro cremonese e  l'apertura del nuovo Museo.
www.museodelviolino.org

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