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Viaggi
Settembre esperienziale a Firenze. Four Seasons, “Dialogue” tra genialità italiane

di Paola Serristori

Una vacanza esperienziale in un luogo del genio italiano, dove trovare arte, buon cibo, pizza, cocktail, e tante proposte emozionali, come l'escursione in mongolfiera, tutte di inimitabile creatività. E' una Firenze soprendente ed accessibile a tutti quella che Four Seasons Firenze fa conoscere. L'arte en plein air nel parco secolare del resort più esclusivo della città. Quattro scultori dell'arte figurativa contemporanea espressa nella personale diversa visione e tecnica di ognuno di loro. Nomi quotati come Riva, Capellini, Balderi, e la “rivelazione” Tironi. Una mostra ricca di suggestioni, “Dialogue”, quasi un compendio della scultura italiana nel terzo Millennio, aperta al pubblico a Four Seasons Firenze, Borgo Pinti 99. Una visita da programmare con l'occasione di degustare acciughe Sanfilippo e burrata o una pizza con una superba pasta di lievito madre e cipolla di Certaldo e fiori di zucchina nella “Trattoria al Fresco”, anche per i clienti esterni all'hotel. La trattoria a bordo piscina è diventata un gioiello artistico, adornata quest'anno da boiserie avveniristiche, grandi formelle in legno di recupero con motivi ad intarsio in lega o marmo, opera di Francesco Perini, fondatore del brand di Design made in Italy “I Vassalletti”, che è già presente in un'ala del Cremlino.

A settembre, quando la città può essere visitata con più calma, soffermandosi anche nelle strette vie interne del centro storico, dove fregi sono ancora ben conservati su portoni e facciate di palazzi medioevali, se è vero che la scultura dialoga con chi l'ammira, fornendogli una percezione tattile della bellezza, ed è in questo una forma espressiva superiore alla pittura, c'è da restare impressionati da quante storie raccontano le opere di così tanti artisti. Nei raffinati spazi di Four Seasons Firenze quattro scultori, che rappresentano quattro generazioni, quattro stili, hanno creato installazioni d'effetto circondate dal più grande parco secolare privato urbano. Tra loro, le sculture della permanente allestita dalla Galleria Frilli, via dei Fossi 26 r., che ha curato anche “Dialogue”.

Ugo Riva, bergamasco di Curno, crea figure nude e poi le riveste lavorando il bronzo con classica maestrìa, che riporta alla mente la tradizione delle terrecotte, ma che diventa altro, tanto che particolari e patina rimandano alla similitudine con la corteccia degli alberi secolari che qui sono intorno a “Metamorphosis-Butterfly”, “Soffio di Cielo”, “My Times”, “Provocazione”, “Frammenti” (terracotta e ferro), “Il Paradiso Perduto” (bronzo e ferro). Riva ha voluto come compagni di questa esposizione “solo artisti che fanno la scultura, non che la delegano ad altri”. Il mercato dell'arte italiana, settore in cui dall'estero c'è interesse per l'investimento, si è lasciato contaminare dal fast-business, opere seriali, forse neanche eseguite da chi viene presentato come autore. Da qui l'esigenza, dice Riva, di un nuovo Rinascimento figurativo.

Sergio Capellini, senior artist del quartetto, partecipa a “Dialogue” con sculture di donne flessuose, delle quali coglie mirabilmente il sentire interiore:  “Barbara sullo Sgabello”, “Sara”, “Gabriella Gioca coi Capelli”, “Adriana”, “Svegliandoci Soli”, “Stefania in Posa sulla Sedia”. Giovanni Balderi ammette di avere bisogno “del salmastro della Versilia e del marmo per creare”, perciò ha scelto di portare le opere “Aglaia”, “Profilo di Tramonto”, “Talia”, “Eufrosine”, Rose. Dario Tironi, il più giovane, di formazione accademica - ed ai “colleghi” piace sottolinearlo, ricordando la loro formazione da autodidatti tra laboratorio e fonderia – è presente con “Apoxyómenos”, “Chimera”, “The Ancient Plastic Society” (ferro, paraurti di automobili, giocattoli), “Bambino con Gallo”, “Ragazza Senza Titolo”

Patrizio Cipollini, general manager di Four Seasons Firenze, ha reso possibile il “dialogo” tra le opere create dall'uomo e la monumentale arte della natura del Parco della Gherardesca. E per completare l'atmosfera ha fatto in modo che l'area di ristorazione estiva “Trattoria al Fresco”, a bordo piscina, rappresentasse lo stile artistico della città, ma al tempo stesso fosse contemporaneo ed unico. Così ha affidato a Francesco Perini, artefice del marchio di art-design “I Vassalletti”, l'esecuzione di pannelli di un metro quadrato che decorano il bancone in acciaio del bar ed i piani dei tavoli: la tecnica unisce legno di quercia di recupero (patinato di cera o grafite, per un effetto a volte tendente al bianco, altre al grigio) e marmo o acciaio che disegnano il giglio fiorentino stilizzato.

Cipollini ha diretto Four Season Milano e ne ha plasmato il successo come luogo di tendenza della città, inventando il “ristorante in albergo”, insieme all'executive chef Sergio Mei, un servizio con menù e carta di vini altamente qualificato ed accessibile anche alle prenotazioni esterne all'hotel. Poi ha accettato di occuparsi dell'apertura del resort della catena negli spazi che uniscono Palazzo Scala della Gherardesca ed ex Conventino, dove si è mosso come un moderno mecenate per valorizzare l'arte del luogo. “Siamo ancora 'giovani' in termini di anni di attività a Firenze - sottolinea il general manager Cipollini - ma dalle nostre registrazioni vediamo che il 29% degli ospiti ritorna periodicamente, motivo di grande soddisfazione per noi”.

dialogue four season (1)Trattoria Al Fresco, Borgo Pinti 99, Firenze
 

Four Seasons Firenze non è il lusso effimero. Una camera assicura all'ospite lo spazio, arredi e comfort di una casa. La cena può essere semplice o molto elaborata ed è nella diversificazione delle proposte l'agio di chi si trova al ristorante “Il Palagio”, dove la regia è dello chef Vito Mollica, il cui brunch domenicale risulta leggendario oltreregione, egualmente aperto all'esterno secondo l'impronta data da Cipollini. Un'altra novità è al bar con vista sulla piscina: cocktail “della salute” ideati dal barman con un concept wellness, mixare diversi frutti o verdura per un sapore originale e fornire un apporto di vitamine utile all'organismo, da accompagnare anche alla pizza, per il cui impasto si attendono tre giorni di lievitazione ed il risultato è da “haute-cuisine”.

“Ogni anno offriamo qualcosa di nuovo - prosegue Patrizio Cipollini - , ad esempio un giro in mongolfiera, che si può fare solo in un ristretto periodo dell'anno, da giugno a settembre, per via delle condizioni di rarefazione dell'aria necessarie alla gestione in volo. Col sistema 'Gps' seguiamo la mongolfiera da terra col nostro camion, perfettamente attrezzato per preparare una piccola colazione nei campi. A bordo, il cuoco ed un cameriere, oltre a tavole, sedie, e tutto il necessario per apparecchiare. Di solito la mongolfiera atterra in una stradina di campagna nell'area del Chianti. Un'alternativa invece per più lungo tempo è la cena sull'unica terrazza che sul Ponte Vecchio è abbastanza grande da ospitare comodamente il tavolo per una coppia ed i musicisti che eseguono l'accompagnamento dal vivo. La terrazza si trova sopra la storica oreficeria Cardini, dove la cucina è accessoriata per il nostro cuoco. Il gioielliere ha creato un modello particolare di anello di fidanzamento per coloro che vogliono ricordare il momento del fidanzamento sul Ponte Vecchio”.

La mostra “Dialogue” a Four Seasons Firenze resterà aperta al pubblico sino al 2015.

 

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