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Nuvole e tecnologia, a Lione la Biennale di Creazione contemporanea

Di Franca D. Scotti

Fino al 29 marzo, Lione ci attende con la VII edizione della Biennale di Creazione contemporanea «Musique en Scéne». Una  prestigiosa occasione per scoprire e incontrare i protagonisti del repertorio contemporaneo, che quest’anno sviluppano il tema dell' effimero mondo delle nuvole e dell’alta tecnologia.

Una “passeggiata tra le nuvole” organizzata da Grame, il centro nazionale di creazione musicale di Lione. Per tutto il mese sono in corso 20 creazioni mondiali e 10 prime nazionali, che concentrano a Lione tutti gli amanti della musica contemporanea. Ad animare l'intero tessuto cittadino coinvolto dall'evento, musica, teatro, installazioni, danza e video.

Proprio nelle nuvole si ritrova il filo conduttore di questa edizione. Più che un elemento poetico, la nuvola del «cloud computing »,  rappresenta un nuovo concetto sempre più presente nel linguaggio dell’alta tecnologia. Come un fluido vitale, le componenti digitali invadono la società e favoriscono la creazione a distanza e in rete.

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La musica, cosi come accade per le altre discipline dell’arte, segue questo movimento. Circola nella rete, si suona sugli schermi, si ascolta sui cellulari… «Musique en scène» è dunque il palcoscenico che vuole far conoscere queste nuove realtà.

La Biennale è un’occasione perfetta anche per scoprire, attraverso i luoghi della manifestazione, i teatri e i musei principali della città, questo centro così importante della cultura francese, cuore del dipartimento del Rodano - Alpi, a poche ore di distanza da Torino e Milano.

Arte, cultura, gastronomia, e un centro storico nominato Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1998.

Terza città, dopo Parigi e Marsiglia, Lione sorge alla confluenza del Rodano e della Saona, nel sud est della Francia.  Il centro storico, Vieux-Lyon, Fourvière, Saint Jean, è ricco di nobili  palazzi dalle grandi finestre, fontane antiche, monumenti solenni. Il centro moderno e commerciale si snoda tra Place des Terreaux, Place Bellecour e Rue de la République, nella penisola tra i due fiumi.

L’atmosfera rivela la tipica ”grandeur” transalpina: musei, monumenti, passaggi nascosti, parchi, panorami, teatri, café teatro, ristoranti trendy e tanta vita notturna.

Alcuni di questi affascinanti luoghi ospiteranno gli spettacoli di questa VII edizione del festival, fantastiche cornici per  un magico incontro tra storia, cultura, arte e musica.

Tra i centri di maggior rilevanza in cui verranno ospitati installazioni e concerti troviamo il Museo di Arte Contemporanea, costruito sui disegni di Renzo Piano nel 1995, nella Cité internationale. Composto da due facciate: una degli anni '30 in mattoni rossi che dà sul Parco della Tête d'Or e un'altra, più moderna, in vetro, che dà sulla Cité internazionale, ospita solo le esposizioni temporanee.

Il Théâtre des Célestins è un teatro in stile neoclassico costruito su progetto di Gaspard André, che nell’atrio dell’entrata ospita uno strano oggetto, un caleidoscopio. Qui trovano posto i più grandi eventi culturali della città.

Il ricchissimo Museo di Belle Arti di Lione si può definire un vero e proprio "museo della civiltà", che spazia da oggetti dell’Antico Egitto all’Art déco e all'Arte Islamica. Le sale conducono attraverso le arti preziose e la scultura del Medioevo e del Rinascimento, dagli avori bizantini fino ad una ricca collezione di smalti di Limoges e di oreficeria, una rara collezione di gres giapponese, destinato alla cerimonia del tè

Nel cuore della città si apre l’Opera, imponente per grandezza e per la luce che emana grazie ai materiali da costruzione bianchi. Più volte rimaneggiata da importanti architetti, ha visto il decisivo intervento di Jean Nouvel tra il 1985 e il 1993. Nouvel ha mantenuto le mura perimetrali dell’edificio classico, scavando diversi livelli all’interno e aggiungendo la cupola in  vetro  sulla cima, che oggi é diventata il punto di riferimento visivo dell’intero quartiere della città. Splendidi gli interni che si intravedono passando davanti al teatro dalle grandi vetrate sotto le statue decorative.

Infine da non perdere la Giornata Cumulus, il 29 marzo, giornata di chiusura della Biennale, in cui Grame, centro di creazione di Lione, organizza una passeggiata musicale contemporanea lungo le rive del fiume Saône.

La Giornata Cumulus, questo il nome che il direttore artistico Damien Pousset ha scelto per l’ultima data della Biennale, prevede concerti di breve durata e darà la possibilità ad un pubblico più familiare di conoscere da vicino gli artisti in una maniera più conviviale e festosa.

E al termine un evento al di fuori di ogni immaginario: chi lo desidera potrà realizzare il sogno di diventare musicista per una sera, davanti a un vero pubblico.

Mentre alle 20, al teatro della Croix Rousse di Lione, il Festival presenterà il «Concert synphonique et partecipatif» il concerto di chiusura diretto da Xavier Garcia, compositore e direttore d’orchestra, che ha scritto per l'occasione, una speciale partitura musicale.

Sarà l’unico concerto in cui non sarà chiesto al pubblico di spegnere il cellulare, ma al contrario, di alzare al massimo il volume e di riprodurre i movimenti che il direttore di orchestra mostrerà. Grazie a questa coreografia, facile da imitare, si riprodurranno dei suoni in base all’inclinazione e al movimento dello smartphone. Questa prima esperienza di concerto partecipativo unico del suo genere, vedrà protagonisti principali della performance il pubblico, munito del proprio smartphone, e i musicisti dell’ensamble Op-Cit. di Lione.

www.bmes-lyon.fr

Per tutte le informazioni www.rendezvousenfrance.com

 

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