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Viaggi

 

Alessandro Vianello Central

Osservazione, sorpresa, riflessione. Sensazioni che una mostra puo far nascere attraverso un’esposizione-percorso che guida il visitatore in un viaggio nel viaggio tra i quattro piani del nhow Milano. E' “Going Places” il titolo della mostra, curata dall’Art Director Elisabetta Scantamburlo, allestita in via Tortona 35 a Milano e propone opere di arte e design, installazioni, pittura e scultura che interagiscono con le soluzioni architettoniche e di arredo del nhow Milano.

 

Il viaggio parte dagli occhi del viaggiatore prima ancora che dal suo primo passo, eÌ carico di attese di avventure e scoperte, che nascondono anche il desiderio piuÌ o meno inconsapevole di scoprire qualcosa in più di seì, di vivere un’esperienza che faccia emergere aspetti di noi prima sconosciuti. Ed eÌ proprio attraverso gli occhi e le mani degli artisti che possiamo rivivere viaggi vicini e lontani che condividono uno sguardo simile, curioso, indagatore, che si perde fino ai confini dell’immaginazione, ma che si sofferma anche sotto il proprio naso, dove scopre universi inaspettati.

 

11 artisti e 8 designer abiteranno gli spazi del famoso e iconico hotel fino al 30 marzo 2014 trasformandolo, oltre che in una galleria d’arte, in una meta da ri-scoprire. Gli artisti coinvolti nella mostra sono Tommaso Bianchi, Alessandra Bruno, Mia da Schio Suppiej, Duilio Forte, Mariano Franzetti, Francesco Granducato, Marco Lanzoni, Markus Mueller, Johnny Pixel, Federico Sanna e Alessandro Vianello. Tra i designer, invece, partecipano ColeÌ, Marita & Frida Francescon, Marco Iannicelli, Magis, MOGG, Marcantonio Raimondi Malerba e Seletti.

 

Partendo dalle opere d’arte, Mariano Franzetti ci mostra scene tipicamente vacanziere, come delle istantanee che, dipinte su fondo oro, ricordano come ogni momento sia sacro per la sua unicità e richiede di essere vissuto in piena consapevolezza. Da qui deriva il desiderio di cristallizzare in un oggetto il ricordo dell’esperienza fatta. Come i sassi di Marcantonio Raimondi Malerba, improbabili souvenir che diventano preziosi pezzi unici. O le cartoline di Alessandra Bruno, piccoli paesaggi astratti che nel loro insieme creano un mondo di suggestioni atmosferiche e sentimentali.

 

Le foto di Tommaso Bianchi tracciano la mappa di un viaggio fatto di volti e paesaggi piuÌ interiori che documentaristici. Le foto convivono in un dialogo continuo aggiungendo parole a una conversazione d’amore per la terra desiderata, punto di origine e d’arrivo. Talvolta i luoghi ci presentano i loro limiti, cancelli, divieti inaspettati. Le fotografie di Federico Sanna si fermano proprio davanti a quegli ostacoli che impediscono di proseguire oltre. Come reagiamo quando un ostacolo inaspettato si para sul nostro cammino? Oltre le mete fisiche si giunge a quelle immaginate, ai luoghi della mente in cui ogni legge fisica o razionale viene scardinata.

 

CosiÌ nei lavori di Markus Mueller tempo e spazio assumono nuovi valori e si articolano in modi inaspettati dando un diverso respiro ai luoghi rappresentati. Le sculture di Duilio Forte ci portano invece nel mondo della mitologia norrena abitata da animali leggendari. Una diversa prospettiva eÌ quella che ci offrono le opere di Alessandro Vianello (sua la foto in alto a sinistra: Stazione Centrale di Milano), dove un apparente realismo esasperato attrae dentro l’opera e intriga per la tecnica che destruttura luoghi noti. Mia da Schio Suppiej si muove invece nei parchi, dove spazi anonimi e privi di apparente interesse diventano i veri protagonisti dell’immagine. L’uomo occupa uno spazio di secondo piano e ogni luogo, anche se simile, ha una voce differente.

 

Johnny Pixel guarda ancora più vicino a seì e scopre che i minimi dettagli degli ambienti in cui viviamo nascondono dei ‘micromondi’, riportando tutto ad altri metri di misura. Per arrivare infine al primissimo mezzo attraverso cui si compiono i primi movimenti e scoperte. Le mani, mezzo di esplorazione tattile a partire dai primi mesi di vita, e oggi mezzo di comunicazione e movimento attraverso la tecnologia che ci permette di viaggiare e visitare luoghi, fisici o virtuali, senza muoversi. Le sculture e i disegni di Marco Lanzoni esplorano le mani e la loro espressività, riportandoci alla semplicità e allo stesso tempo alla complessità del concetto di spostarsi. Il lavoro di Francesco Granducato parte da un altro mezzo base di spostamento. Le sue biciclette sono mezzi abbandonati che trovano una nuova vita ed estetica attraverso l’azione dell’artista e che diventano il mezzo ideale per un possibile viaggio.

 

Il design eÌ rappresentato da Marita & Frida Francescon che progettano tavoli e lampade che riprendono la forma delle loro isole più amate. I loro pezzi permettono non solo di vivere quotidianamente un caro ricordo, ma anche di formare personali arcipelaghi creando una propria realtà ideale per rendere più propri gli spazi vissuti. Le loro creazioni derivano da veri viaggi, cosiÌ come le lampade di Marco Iannicelli, realizzate con rami trovati nel corso di ricerche ed esplorazioni di boschi, terreni privati, aree abbandonate. Nella loro forma praticamente inalterata, sono veri rami luminosi più che lampade. Coleì presenta pezzi di design (di Lorenz*Kaz, Aksu*Suardi e Hagit Pincovici) realizzati con una particolare attenzione ai vari passaggi della catena produttiva, dall’ideatore all’esecutore. In questo modo il viaggio compiuto dall’oggetto viene realizzato con una cura costante. I riferimenti sono ai mondi della cultura, arte, moda, viaggio e al colore, in particolare legato alla Bauhaus e alle avanguardie degli Anni Venti e Anni Trenta.

 

Gli arredi di Magis sono realizzati da designer di fama internazionale (Ron Arad-Israele, Thomas Heatherwick-Gran Bretagna, Alessandro Mendini-Italia, Marcel Wanders-Paesi Bassi), facendoci cosiÌ compiere un viaggio virtuale nel design contemporaneo. Le sedute di MOGG sono pacchi con cui compiere un viaggio o ricordi spediti da un viaggio già compiuto? Pacchi e scatole anche nei ‘Sending Animals’ di Seletti, che ci ricordano invece l’impossibilitaÌ di affidare a un souvenir il significato di un viaggio. Per finire con un tavolo, di Marcantonio Raimondi Malerba, che incorpora in seì il desiderio di viaggio.

 

Per tutta la durata della mostra viene presentato nella lobby dell'hotel l'“Art Pod Museum”, un mini museo di arte contemporanea ideato da Interstizio. Nel mini museo sono presentate opere all'interno di “Art Pods”. Questi gioielli - anelli, bracciali, collane e gemelli - celano le loro micro-installazioni: distillano l'estetica di artisti presenti in mostra trasformando il corpo di chi li indossa in uno spazio espositivo mobile.

 

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