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BreBeMi, i giorni della verità. Alta tensione Banca Intesa. Inside

BreBeMi, i giorni della verità. Alta tensione Banca Intesa. Inside
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Sono i giorni decisivi per la BreBeMi, la nuova autostrada inaugurata a luglio. Se a settembre il trend del numero degli utenti che la usano non sarà in forte ascesa, in Banca Intesa potrebbero volare gli stracci. Anche perché l’apertura anticipata ha lasciato irrisolti una serie di problemi… INSIDE DI AFFARITALIANI.IT

di Fabio Massa

Cartelli che non ci sono, corsie sempre vuote. E un’opera che era stata fortemente voluta, che ha costituito una sorta di esperimento per un Paese che senza lo Stato non riesce a fare niente, completamente pagata dai privati. Insomma, BreBeMi aveva tutti gli ingredienti per essere un grande successo. E invece.

E invece niente. Per adesso è – per dirla con alcuni analisti – “un bagno”. Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it, alla base – appunto – del “bagno”, ci sarebbe prima di tutto la fretta, che fa le autostrade senza cartelli. Nei giorni prima dell’inaugurazione, il 23 luglio 2014, si sarebbero vissuti momenti di tensione tra i vari stakeholder. Da una parte c’era la Regione Lombardia, intenzionata ad aprire il prima possibile la striscia di 62 chilometri di asfalto nuova di zecca. Dall’altra parte c’era una parte di Banca Intesa, banca che ha finanziato l’opera e che possiede quote in Autostrade Lombarde (che a sua volta possiede l’89 per cento della nuova A35), che puntava ad aspettare almeno fino a fine settembre. Il tempo necessario da una parte a sistemare tutti i cartelli, a risolvere i vari equivoci con la A4 e soprattutto a sistemare tutta una serie di strozzature nella viabilità locale, dalle parti di Brescia. Alla fine, in questo braccio di ferro, l’ha avuta vinta Francesco Bettoni, da sempre cuore e anima della BreBeMi, che ha chiamato in causa direttamente “l’imperatore”, come è soprannominato Giuseppe Guzzetti. Il quale ha dato il via libera.

Adesso, però, è il momento dei mal di pancia. Che si fanno ogni giorno sempre più forti, man mano che arrivano i dati di chi accede e percorre la A35. Il momento della verità sarà dopo le prime tre settimane di ottobre, quando si concluderà la fase di “analisi”. Del resto, proprio le prime settimane dopo il rientro dalle ferie sono – secondo gli esperti – il momento migliore per valutare la potenzialità dell’opera. Una cosa è certa, se i 18mila accessi dei primi giorni non diventeranno presto i 20mila auspicati, o se comunque non si registrerà un trend positivo che possa tenere tranquilli gli stakeholder, dalle parti di Banca Intesa inizieranno a volare gli stracci. E inizieranno i problemi grossi.

@FabioAMassa