Economia

NaturaSì, via le bottiglie di plastica dai negozi

 

Roma, 25 mar. (askanews) - Ridurre progressivamente l'acqua in plastica dai propri negozi. E' questo l'obiettivo di NaturaSì, il più grande negozio biologico italiano, con 260 punti vendita in tutta Italia. Insieme a quella sul giusto prezzo, la campagna sul plastic free viene portata avanti da NaturaSì attraverso l'iniziativa "Gente che ci crede", la manifestazione itinerante tra le maggiori città italiane. Dopo Milano e Firenze, la manifestazione è arrivata a Roma, alla Città dell'Altra Economia. Prossime tappe, Napoli e Verona.NaturaSì prosegue quindi nel suo impegno per il biologico, come conferma il presidente Fabio Brescacin: "NaturaSì nasce su tre capisaldi: uno, la salute delle persone, quindi un cibo sano per le persone; secondo l'agricoltura, non solo come attività produttrice di cibo, ma come attività che cura la terra, che si prende cura della terra, dell'ambiente, della natura per dirla meglio e come terza, il tentativo di mettere insieme produttori e consumatori in un sistema che noi chiamiamo comunità, che si occupa di queste cose qua: come risanare la terra e come dare un prodotto sano alle persone".Sull'obiettivo del platic free, NautaraSì già da quest'anno eliminerà le bottiglie di plastica in 100 negozi, installando distributori di acqua con ricariche in contenitori di vetro, come racconta il presidente Brescacin: "stiamo lavorando da due anni, abbiamo lavorato per due anni, per individuare questi erogatori che abbiamo qui alla nostra sinistra, che erogano l'acqua, l'acqua del sindaco cosiddetta, però ulteriormente filtrata con filtri di carbone attivi e viene vitalizzata, perchè il problema dell'acqua non è solo la purezza, anzi è la purezza e la vitalità. L'acqua può essere morta o può essere viva. Quindi crediamo che in questo modo possiamo dare sia un'acqua di qualità alle persone a un prezzo di costo e soprattutto riusciamo a togliere la plastica in pet". Quella della plastica è un'emergenza globale e vanno sostenute le imprese che l'affrontano, come afferma il presidente di Legambiente, Stefano Ciafani: "è la seconda emergenza ambientale, dopo i cambiamenti climatici, questo a livello globale. E' un porblema che è difficile da risolvere, ma si può fare. Lo devono fare i cittadini, con una maggiore consapevolezza attraverso il cambiamento degli stili di vita, lo devono fare gli stati e i governi a livello territoriale, mettendo in campo dei bandi, promuovendo l'innovazione. E lo devono fare le imprese e le esprienzwe imprenditoriali che vanno in questa direzione non possono che essere sostenute da noi".

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