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Geopolitica
Via della Seta, via al forum 2019 di Pechino: tutto quello che c'è da sapere

Dal 25 al 27 aprile Pechino diventa il centro del mondo in occasione del secondo forum sulla Belt and Road Initiative (Nuova Via della Seta), il colossale progetto infrastrutturale (e geopolitico) lanciato dal presidente Xi Jinping nel 2013. Tra i presenti ci sarà anche Giuseppe Conte, che potrebbe concludere nuovi accordi dopo i 29 già sottoscritti a marzo durante la visita del capo di Stato cinese a Roma, durante la quale l'Italia ha anche sottoscritto il memorandum of understanding sulla Via della Seta, nonostante le rimostranze degli Stati Uniti

Partecipanti, assenti, cifre, prospettive: ecco una guida di quello che c'è da sapere sul forum 2019 sulla Belt and Road di Pechino.

FORUM BELT AND ROAD 2019, IL PROGRAMMA

Il secondo forum sulla Belt and Road si tiene a Pechino dal 25 al 27 aprile. Segue di due anni il primo forum, andato in scena nel 2017, al quale partecipò anche l'ex presidente del consiglio italiano Paolo Gentiloni. Lo slogan dell'evento è "Cooperazione sulla Nuova Via della Seta per un futuro condiviso più luminoso". L'idea è quella di promuovere una cooperazione di alta qualità tra gli Stati aderenti e il promotore cinese. Xi Jinping interviene venerdì 26 aprile. In programma anche una conferenza per le imprese e 12 sotto forum di cooperazione.

FORUM BELT AND ROAD 2019, I PARTECIPANTI

Secondo quanto dichiarato dal governo cinese parteciperanno all'evento quasi cinquemila ospiti internazionali provenienti da 150 paesi. Presenti 90 organizzazioni internazionali e oltre quattromila giornalisti cinesi e stranieri. Soprattutto, partecipano 37 tra capi di Stato e di governo internazionali. Ecco l'elenco diviso per area geografica.

Asia e Pacifico: Azerbaigian, Bielorussia, Brunei, Cambogia, Indonesia, Kazakistan, Kirghizistan, Laos, Malesia, Mongolia, Myanmar, Nepal, Pakistan, Papua Nuova Guinea, Filippine, Singapore, Tagikistan, Thailandia, Emirati Arabi Uniti, Uzbekistan, Vietnam. 

Europa: Austria, Cipro, Repubblica Ceca, Grecia, Italia, Portogallo, Russia, Serbia, Svizzera, Ungheria.

Africa: Egitto, Etiopia, Gibuti, Kenya, Mozambico.

Sudamerica: Cile.

FORUM BELT AND ROAD 2019, I NUMERI DELLA NUOVA VIA DELLA SETA

Il volume degli scambi di beni tra la Cina e i paesi aderenti alla Belt and Road ha superato i seimila miliardi di dollari tra il 2013 e il 2018. Al momento la Cina ha firmato 174 documenti di cooperazione nell'ambito dell'iniziativa con 126 diversi paesi e 29 organizzazioni internazionali. I paesi maggiormente coinvolti nell'iniziativa sono al momento quelli asiatici: Russia, Kazakistan, Pakistan, Corea del Sud, Vietnam, Thailandia, Malesia, Singapore, Indonesia e Cambogia. Inoltre, il governo cinese sostiene di aver concluso accordi tra le banche centrali per lo scambio delle rispettive valute con 20 paesi aderenti alla Belt and Road. Secondo il quotidiano filo governativo China Daily, il tasso di crescita del commercio estero tra la Cina e i paesi della Bri è stato superiore al tasso di crescita globale del commercio estero durante il primo quinquennio dell'iniziativa. Gli investimenti diretti in uscita dalla Cina verso i paesi aderenti avrebbero invece raggiunto l'importo complessivo di 90 miliardi di dollari, con una crescita annua del 5,2 per cento.

FORUM BELT AND ROAD 2019, COSA ASPETTARSI DALLA VISITA DI CONTE. VERSO LA FIRMA DI ALTRI ACCORDI CON LA CINA

Lo scorso marzo, in occasione della firma del memorandum sulla Belt and Road, lo aveva annunciato lo stesso Conte: in occasione del forum di Pechino saranno firmati altri accordi tra Italia e Cina. Nei giorni precedenti la visita di Xi Jinping in Italia si era infatti parlato persino di circa 50 accordi commerciali, poi scesi a 29 per i tempi stretti e per la delicatezza di alcuni dossier. Ora almeno alcuni di quegli accordi "sforbiciati" potrebbero rientrare in gioco. In particolare, potrebbero essere coinvolti due accordi che includevano la partecipazione di Terna e Italgas. Più complessa la questione che riguarda il 5G, con gli Stati Uniti che come risaputo sono particolarmente sensibili al tema.

FORUM BELT AND ROAD 2019, IL RUOLO DELLA RUSSIA

Tra i capi di Stato presenti a Pechino il più influente a livello globale è Vladimir Putin. Il presidente russo avrà dei colloqui bilaterali con Xi Jinping. Sul piatto l'integrazione nell'Unione economica eurasiatica e, ovviamente, nuovi progetti in ambito Bri. L'obiettivo dichiarato è quello di incrementare la partnership eurasiatica sull'asse Pechino-Mosca. D'altronde, l'interscambio commerciale tra i due paesi ha superato oa cifra record di 100 miliardi di dollari nel 2018, compresi settori come l'energia nucleare, infrastrutture e aerospazio.

FORUM BELT AND ROAD 2019, IL NODO COREA DEL NORD

Particolarmente significativa la presenza di una delegazione della Corea del Nord a Pechino. Un nuovo segnale di vicinanza tra Pyongyang e Pechino, dopo i diversi incontri degli ultimi anni tra Kim Jong-un e Xi Jinping. L'evento avviene tra l'altro a poche ore di distanza dal primo summit tra il leader nordcoreano e Putin, che si incontrano a Vladivostok, Russia orientale, il 25 aprile. Un altro avvertimento agli Stati Uniti: qualsiasi accordo con Pyongyang passa anche da Pechino e Mosca.

FORUM BELT AND ROAD 2019, EGITTO PROTAGONISTA

Un ruolo importante lo giocherà anche l'Egitto di Al Sisi. I rapporti tra Pechino e Il Cairo sono molto profondi. Lo scambio tra i due paesi è particolarmente florido e vantaggioso per entrambe le parti. Dal Canale di Suez passa praticamente il 100 per cento degli scambi commerciali di container tra Asia ed Europa ed è passaggio obbligato per le navi cinesi per l'ingresso nel Mediterraneo. Allo stesso tempo l'Egitto sta cooperando in maniera molto vasta con la Cina sulle nuove tecnologie come il riconoscimento facciale, applicabile in grandi eventi come per esempio la Coppa d'Africa di calcio che si disputerà tra giugno e luglio nel paese africano. L'Egitto rappresenta anche un'importante sponda geopolitica per Pechino, vista la stabilità del governo di Al Sisi in una regione dilaniata da conflitti come in Libia e scossa da rivolte come in Sudan e Algeria.

FORUM BELT AND ROAD 2019, L'ARRIVO DI TSIPRAS, LA FIRMA DELLA SVIZZERA, LA PARTECIPAZIONE DEL CILE

Altri tre aspetti geopoliticamente rilevanti da sottolineare. Il primo è la partecipazione del primo ministro greco Alexis Tsipras al forum di Pechino. Una mossa che conferma la vicinanza tra Grecia e Cina, dopo che Atene è entrata a far parte dell'organismo 16+1 (ora 17+1) tra il gigante asiatico e i paesi dell'Europa orientale. Il secondo è la firma annunciata del memorandum sulla Bri da parte della Svizzera, con il presidente elvetico Ueli Maurer che si ferma in Cina addirittura per otto giorni, dal 22 al 30 aprile. Il terzo è la partecipazione di un paese sudamericano, per l'esattezza il Cile, nonostante la recente missione anti Cina del segretario di Stato Usa Mike Pompeo in America Latina.

FORUM BELT AND ROAD 2019, GLI ASSENTI

Al forum di Pechino non ci saranno ovviamente gli Stati Uniti, che individuano nel progetto di Pechino un tentativo di sovvertimento dell'ordine costituito, quello che vede Washington leader globale. La politica estera statunitense è ormai interamente improntata alla sfida con la Cina con molte modalità che assomigliano a una "nuova guerra fredda". Assenti anche i capi di Stato degli altri paesi dell'Ue (Germania e Francia su tutti), che stanno cercando di trattare con Pechino in ambito comunitario. Non ci saranno nemmeno Australia, Giappone e India, vale a dire i tre rivali regionali di Pechino, guarda caso tutti coinvolti nel progetto Indo Pacifico (Quad) voluto dagli Usa, che per ora comunque è rimasto più sulla carta.

FORUM BELT AND ROAD 2019, LE PROSPETTIVE TRA PROBLEMI E OPPORTUNITA'

Con questo secondo forum Pechino vuole cercare di lanciare la "fase due" della sua colossale iniziativa. Una fase nella quale la Cina sembra intenzionata, almeno a parole, ad aprire maggiormente al coinvolgimento dei partner, in particolare quelli europei, per provare a fare il salto di qualità prima delle prossime elezioni Usa del 2020. Secondo alcune analisi, gli scambi di merci in ambito Bri dovrebbero aumentare di 117 miliardi di dollari nel corso del 2019, ma oltre ai numeri ci sono tante sfide per Pechino. Intanto quelle di vincere i dubbi dei paesi, soprattutto, quelli vicini, che temono la cosiddetta "trappola del debito" e un'eccessiva influenza cinese. Allo stesso tempo la Cina dovrà provare ad aumentare il proprio soft power e concedere almeno in parte capacità decisionale ai paesi coinvolti e accettare di rinegoziare gli accordi come già fatto nelle scorse settimane con la Malesia. L'obiettivo principe, economico e politico, è quello di raggiungere un accordo di investimento globale con l'Unione europea nel 2020. Se ciò avvenisse, l'ordine costituito potrebbe essere già cambiato.

twitter11@LorenzoLamperti

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