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La nuova sigaretta dei ragazzi è rigorosamente elettronica: dilaga l’allarme svapo a Roma

Nella Capitale il 50% dei giovani alterna e-cig e sigarette tradizionali. Esperti: “Percezione del rischio bassissima, primo contatto spesso prima dei 13 anni”

La nuova sigaretta dei ragazzi è rigorosamente elettronica: dilaga l’allarme svapo a Roma

Quasi quattro adolescenti su dieci, tra i 14 e i 19 anni, utilizzano prodotti da fumo o da svapo. A Roma e nel Lazio il fenomeno ha superato il consumo di sigarette tradizionali: lo svapo è diventato la porta d’accesso principale alla nicotina per i giovanissimi, spesso con una percezione del rischio vicina allo zero. Molti ragazzi continuano a credere che si tratti di “semplice vapore acqueo”, sottovalutando la presenza di nicotina e sostanze chimiche nell’aerosol inalato.

I numeri dell’emergenza: più di un ragazzo su tre tra fumo e svapo

I dati nazionali più recenti confermano un trend in forte crescita. Tra gli studenti di 14-17 anni, circa uno su tre usa regolarmente sigarette elettroniche e l’87% di questi consuma liquidi contenenti nicotina. Più di un terzo è “svapatore abituale” e uno su cinque supera i 200 tiri al giorno.

Nel Lazio, il 20% dei ragazzi tra i 13 e i 15 anni fa uso regolare di prodotti da fumo, con una netta preferenza per e-cig e tabacco riscaldato rispetto alle sigarette tradizionali. A Roma e nell’area metropolitana, lo svapo ha ormai superato il consumo di sigarette classiche tra i giovanissimi, registrando una crescita costante della dipendenza da nicotina.

Quasi il 50% degli adolescenti romani che utilizzano questi dispositivi pratica il “poli-uso”: scambia e condivide regolarmente sigarette elettroniche e sigarette tradizionali all’interno dei gruppi di amici. Il primo contatto con lo svapo avviene spesso in età estremamente precoce, con una quota rilevante di ragazzi che inizia prima dei 13 anni.

Perché i ragazzi svapano: “È solo vapore”, dicono. Ma non è così

Tra i principali motivi dietro questo boom nella Capitale ci sono la bassa percezione del rischio e la facilità di reperimento. Molti ragazzi considerano lo svapo “vapore innocuo” e non una vera e propria dipendenza, nonostante la nicotina presente nei liquidi crei una dipendenza rapida nel cervello in crescita degli adolescenti.

L’inalazione regolare di aerosol tossico irrita le vie respiratorie e può causare bronchiti, asma o infiammazioni gravi. Gli esperti sottolineano inoltre il cosiddetto “effetto gateway”: lo svapo spesso non aiuta a smettere, ma funziona come porta d’ingresso verso il fumo di sigaretta tradizionale.

La legge c’è, ma i minori comprano comunque: divieti e sanzioni

In Italia e nella regione Lazio si applicano severe restrizioni per limitare l’accesso dei minori a questi prodotti e per tutelare la salute pubblica nei luoghi chiusi. È vietata la vendita ai minori di 18 anni di sigarette elettroniche e liquidi di ricarica contenenti nicotina. I negozianti hanno l’obbligo di chiedere il documento d’identità e i distributori automatici devono essere dotati di un lettore elettronico di documenti personali.

La legislazione italiana ha introdotto uno stop totale alla vendita online di sigarette elettroniche e liquidi contenenti nicotina ai consumatori finali. Gli acquisti possono avvenire solo di persona presso le rivendite e i tabaccai autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il Decreto Scuola 2013 vieta tassativamente l’utilizzo delle e-cig all’interno delle scuole, nei cortili e nelle aree esterne di pertinenza degli istituti scolastici.

Il Lazio ha applicato misure particolarmente rigorose per tutelare la salute negli spazi della pubblica amministrazione. Attraverso specifiche direttive regionali, lo svapo è vietato in tutti gli uffici pubblici regionali, nelle strutture sanitarie e negli ospedali. Il divieto si estende anche a tutti i mezzi di trasporto pubblico locale.

I rivenditori che violano il divieto e vendono e-cig ai minorenni rischiano sanzioni pecuniarie amministrative molto pesanti: da 250 a 1.000 euro. In caso di recidiva, la multa raddoppia e scatta la sospensione o la revoca della licenza commerciale.

Il mercato dello svapo nel Lazio vale fino a 85 milioni di euro l’anno

In base ai dati macroeconomici nazionali del settore del vaping, il mercato di vendita legale dello svapo nel Lazio ha un valore stimato tra i 75 e gli 85 milioni di euro all’anno, inserendosi in un mercato nazionale italiano che oscilla complessivamente tra i 750 e gli 800 milioni di euro.

Cosa fare: educazione, controlli e ruolo delle famiglie

Gli esperti invitano a rafforzare l’educazione nelle scuole, i controlli sui punti vendita e il coinvolgimento delle famiglie. “La percezione del rischio è bassissima – spiegano – e il primo contatto avviene sempre più presto. Serve un’azione coordinata tra istituzioni, scuole e genitori per invertire la rotta”.

Intanto, a Roma e nel Lazio, il dibattito è aperto: tra chi chiede regole ancora più severe e chi punta sulla prevenzione e sull’informazione corretta. Perché, come ricordano i dati, lo svapo non è “solo vapore”. È nicotina, è dipendenza, è salute. E i numeri, purtroppo, parlano chiaro.