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Telemedicina, l’importanza di rimanere connessi: ecco come la fibra porta cure e servizi più vicino ai cittadini

Open Fiber ha attivato circa mille strutture sanitarie: oltre il 95% si trova nelle aree bianche del Piano BUL

Telemedicina, l’importanza di rimanere connessi: ecco come la fibra porta cure e servizi più vicino ai cittadini
Immagine generata con l’IA

Un radiologo collegato da Ceppaloni con Boston, esami inviati ai medici da una farmacia umbra e televisite disponibili nei piccoli comuni. La sanità digitale passa anche dalla fibra: sono circa 1.000 le strutture sanitarie attivate sulla sua rete, oltre il 95% nelle aree bianche del Piano BUL.

Telemedicina, l’importanza della connessione per la salute dei cittadini

Un radiologo può lavorare dalla propria casa in provincia di Benevento mantenendo collegamenti in tempo reale con Boston, dove insegna e svolge attività di ricerca? In un piccolo comune umbro gli esami effettuati in farmacia vengono trasmessi ai medici per la diagnosi. Sulla Costiera Amalfitana televisite e servizi sanitari digitali aiutano soprattutto anziani e turisti. Sono alcuni degli utilizzi della fibra ottica che stanno entrando nella sanità italiana.

Quasi mille presidi connessi, oltre il 95% nelle aree bianche del Piano Banda Ultra Larga

La rete collega ormai circa 1.000 strutture sanitarie tra ospedali, consultori, ambulatori, centri di continuità assistenziale e servizi di emergenza. Circa un quarto si trova al Nord, mentre oltre il 95% è nelle aree bianche del Piano Banda Ultra Larga, territori dove gli operatori privati non avevano previsto investimenti sufficienti per portare reti ad alta capacità. È proprio nei piccoli comuni e nelle aree interne che la sanità digitale può ridurre alcuni degli svantaggi legati alla distanza. Una connessione stabile permette di trasferire esami, effettuare controlli a distanza, aggiornare piani terapeutici e mettere in contatto pazienti e professionisti senza richiedere ogni volta uno spostamento verso un ospedale o un centro specialistico.

A Ceppaloni, nel Beneventano, un radiologo che lavora anche negli Stati Uniti può continuare dalla propria abitazione a seguire attività cliniche, didattiche e di ricerca mantenendo collegamenti con Boston. La fibra consente di gestire flussi di dati e comunicazioni che richiedono continuità e velocità, rendendo possibile lavorare da un piccolo centro con strumenti normalmente associati ai grandi poli universitari.

Gli esami partono dalla farmacia

A Parrano, in provincia di Terni, la farmacia comunale ospita un piccolo ambulatorio nel quale vengono effettuati esami di base. I risultati possono essere trasmessi ai medici che devono valutarli, evitando almeno una parte degli spostamenti ai residenti. Il servizio è particolarmente utile per una popolazione anziana o per chi vive lontano dagli ospedali. La farmacia diventa così anche un punto di accesso alla sanità digitale, oltre alla tradizionale distribuzione dei medicinali.

Un’esperienza simile è attiva ad Atrani, uno dei comuni più piccoli d’Italia. Qui i servizi di telemedicina vengono utilizzati per assistere i residenti, soprattutto anziani, ma anche i numerosi turisti che durante l’anno raggiungono la Costiera Amalfitana. La disponibilità di una connessione ad alta capacità permette alla farmacia di offrire prestazioni che richiedono il collegamento con medici e strutture sanitarie esterne. Per chi vive nel borgo significa poter accedere ad alcuni controlli senza dover raggiungere ogni volta un centro più grande.

Visite a distanza e piani di cura aggiornati

A Eboli, in provincia di Salerno, un poliambulatorio digitale realizzato all’interno di un centro commerciale permette ai cittadini di effettuare visite di controllo da remoto e aggiornare i propri piani di cura. Il progetto rientra nello sviluppo dei servizi di telemedicina dell’azienda sanitaria locale e porta una parte dell’assistenza fuori dalle strutture ospedaliere tradizionali.

A Vizzini, nel Catanese, una farmacia utilizza invece la connessione in fibra per offrire televisite, visite di follow-up e rinnovo dei piani terapeutici. Attraverso gli stessi strumenti è possibile gestire anche servizi amministrativi sanitari come la scelta o la revoca del medico di medicina generale. Sono prestazioni diverse, ma rispondono allo stesso problema: garantire l’accesso ai servizi anche quando il paziente vive lontano dal medico o dal presidio sanitario di riferimento.

A Genova la fibra supporta anche la riabilitazione

La sanità digitale non riguarda soltanto televisite e consulti a distanza. A Genova, un centro specializzato nella riabilitazione di persone cieche e ipovedenti collabora con un’azienda che sviluppa un neurostimolatore utilizzato anche nei percorsi post ictus. Il dispositivo raccoglie dati ed emette impulsi e necessita di una connessione ad alte prestazioni per utilizzare tutte le proprie funzionalità. In questo caso la rete sostiene direttamente l’impiego di una tecnologia sanitaria avanzata.

L’esempio genovese mostra come la stessa infrastruttura possa servire tanto a trasferire un esame da una farmacia di paese quanto a gestire apparecchiature utilizzate nei percorsi riabilitativi.

Oltre il 95% delle strutture nelle aree bianche

Il dato territoriale spiega il ruolo che queste connessioni possono avere nella sanità di prossimità. Più del 95% delle circa mille strutture sanitarie collegate si trova nelle aree bianche del Piano BUL, spesso piccoli comuni, zone interne o territori meno serviti dalle infrastrutture digitali tradizionali. La fibra non sostituisce il medico, l’ospedale o la visita in presenza. Permette però di far viaggiare esami, immagini, dati clinici e consulti senza obbligare sempre il paziente a percorrere decine di chilometri.

Per chi vive lontano dai grandi centri sanitari, la differenza può essere molto concreta: un controllo effettuato nel proprio comune, un esame inviato allo specialista, una visita di follow-up fatta a distanza o un piano terapeutico aggiornato senza raggiungere l’ospedale. È qui che un’infrastruttura normalmente invisibile diventa un servizio. Open Fiber sta portando la propria rete anche in questi presidi, ma il risultato si misura soprattutto fuori dai cavi: nel numero di prestazioni che possono essere erogate più vicino alle persone e nella possibilità, per territori piccoli o isolati, di accedere a servizi sanitari digitali che fino a pochi anni fa richiedevano necessariamente uno spostamento.