Il 25 febbraio il commissario europeo per l’Unione energetica, Maros Sefcovic, presenterà la sua proposta per rivoluzionare il mercato continentale da qui ai prossimi cinque anni. In attesa di quella data domani i paesi del Trans anatolian gas pipeline (Tanap) e del Trans adriatic pipeline (Tap, tra cui l’Italia) si ritroveranno a Baku, capitale dell’Azerbaijan, per fare il punto sull’avanzamento dei lavori per l’apertura del Corridoio Sud.
Il progetto di Unione energetica europea si baserà su cinque pilastri. Prima di tutto la sicurezza, poi il mercato interno dell’energia, l’efficienza, la decarbonizzazione dell’economia e la ricerca.
Con la crisi in Ucraina e la guerra civile in Libia il tema della sicurezza degli approvvigionamenti è ormai ineludibile. La Commissione punta molto sulla diversificazione dei fornitori per evitare di essere troppo dipendenti da un unico Paese. Se il petrolio viene trasportato facilmente con le petroliere, il gas ha bisogno dei gasdotti.
La Russia ha in progetto di costruire una nuova conduttura che passi dal Mar Nero per arrivare in Turchia e da lì in Grecia (Turkish stream, erede di South Stream). Ma l’Europa guarda con attenzione anche ai rigassificatori. Attualmente Spagna e Italia hanno una eccedenza di capacità che però non può essere utilizzata per fornire gas ad altri paesi non essendoci le interconnessioni adeguate.
Sul tema delle linee transfrontaliere la Commissione si è impegnata a incentivare gli investimenti e a mettere mano al portafogli, anche grazie alla Bei. Per Sefcovic paesi come la Spagna non possono continuare ad essere praticamente isolati dal resto dell’Europa.
Non solo infrastrutture, ma anche un mercato interno integrato dove gli operatori possano effettivamente vendere energia in tutti gli Stati, magari con un’unica tassazione (ma su questo punto non c’è ancora un accordo). Sul tavolo c’è anche la possibilità per i Paesi di acquistare energia in maniera comune. Ogni anno l’Europa importa energia per 400 miliardi di euro, essere uniti comporterebbe una maggiore capacità contrattuale.
Ovviamente dal piano della Commissione non mancano le energie rinnovabili, soprattutto considerando che a dicembre a Parigi si terrà il summit sul clima che dovrebbe delineare le politiche energetiche mondiali per i prossimi anni. La ricerca e l’innovazione sono un elemento centrale e da Bruxelles promettono di incentivare lo sviluppo di nuove tecnologie.
