Di Lorena Cotza
Sono il francese José Bové e la tedesca Ska Keller i vincitori delle Primarie Verdi, il primo progetto di democrazia online su scala europea per scegliere i candidati del Partito Verde Europeo (Egp) alle elezioni del maggio 2014.
Attraverso il voto sul sito greenprimary.eu, sino al 28 gennaio tutti i cittadini e residenti dell’Unione Europea al di sopra dei 16 anni hanno avuto la possibilità di esprimere la loro preferenza tra una rosa di quattro candidati. In totale hanno votato 22.656 persone: 11.791 per la Keller, 11.726 per Bové, 8.170 per la capogruppo al Parlamento Europeo Rebecca Harms e 5.851 per la candidata italiana e attuale co-presidente del partito Monica Frassoni.
A differenza degli altri partiti, dove sono i gruppi dirigenti a indicare i futuri leader, i Verdi hanno voluto lasciare ai cittadini il ruolo di decidere chi guiderà la campagna elettorale nei prossimi mesi. Reinhard Bütikofer, la co-presidente del gruppo, ha definito l’esperimento un grande successo, che ha dimostrato come sia possibile portare avanti una discussione pan-europea che coinvolga tutti i cittadini.
Per due mesi e mezzo i candidati hanno tenuto dibattiti in diverse città europee, promuovendo un programma basato innanzitutto sul tema ecologista, ma anche sulla lotta anti-globalizzazione e l’opposizione al programma di austerità della troika. Chi sono dunque i volti che rappresenteranno i Verdi alle europee? E quali sono i principali punti del loro programma?

La Keller, attivista tedesca di 32 anni, è un’eurodeputata del partito Alleanza ’90 – I Verdi. I pilastri della sua politica sono l’anti-razzismo e l’internazionalismo. Sin dal 2001 è membro del movimento giovanile del partito verde tedesco e per due anni è stata la portavoce della Federazione dei Giovani Verdi Europei.
Commentando la sua vittoria alle primarie, la Keller ha dichiarato che il suo gruppo sarà chiaro sulle tematiche su cui battersi: “Una strada verde ed equa per l’uscita dalla crisi, portare la disoccupazione giovanile tra i primi punti dell’agenda politica europea, proteggere i diritti di rifugiati e migranti, commercio equo invece di commercio libero, obbiettivi per la lotta al cambiamento climatico più ambiziosi, e più democrazia.”
Con pochi voti di distanza, Bové è stato nominato come secondo capolista dei Verdi. L’eurodeputato francese, del partito Europe Ecologie, è un allevatore, attivista e sindacalista. Nel 2007 fu uno dei dodici candidati alle elezioni presidenziali francesi. E’ un agguerrito esponente del movimento no global e portavoce di Via Campesina, un movimento internazionale che promuove politiche agricole eque e sostenibili. Tra le sue battaglie civili e ambientali più famose, vi sono la campagna per la protezione dei terreni agricoli di Larzac (dove riuscì a mobilitare i pastori locali e opporsi all’espansione di una base militare), la lotta contro gli OGM e quella contro il fracking.
Nel 1995 salì a bordo della Rainbow Warrior, la nave di Greenpeace su cui venne lanciata una campagna contro gli esperimenti nucleari nel Pacifico. In una delle azioni che lo rese più famoso, nel 1999 Bové smantellò un McDonald che stava per essere inaugurato a Millau, nel sud-ovest della Francia.
“Guiderò questa campagna per difendere un’Europa che protegga le donne e gli uomini da una globalizzazione che sta distruggendo lavoro e ambiente”, ha detto Bové nel suo discorso a conclusione delle primarie. “Mi impegnerò per un’Europa che condivida i valori – spesso minacciati – della democrazia, della solidarietà e dei diritti umani (…). Abbiamo bisogno di più Europa e di un’Europa migliore”.
La Keller e Bové hanno entrambi un curriculum d’eccezione, ma con la candidatura di Tsipras, il leader greco appoggiato da numerosi esponenti del PD e di SEL, la battaglia per i Verdi alle elezioni europee si fa ancora più dura. In un articolo su Green Italia, Monica Frassoni ha per questo cercato di ricordare che il partito di Tsipras “è lungi dall’essere ambientalista (vogliamo discutere dei voti sul nucleare e il carbone?)” ed il fatto che ci sia “ancora bisogno di un soggetto ambientalista forte e autonomo”.
