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Armeni, il Parlamento Ue riconosce il genocidio

Dopo le dure parole di Papa Francesco, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione non vincolante con cui chiede alla Turchia di “continuare i suoi sforzi per il riconoscimento del genocidio armeno”

Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione non vincolante con cui chiede alla Turchia di “continuare i suoi sforzi per il riconoscimento del genocidio armeno,” secondo quanto si legge nel testo che commemora il centenario dell’inizio del genocidio dell’Armenia.

Il documento ha accolto due emendamenti presentati dal Movimento 5 Stelle, che aggiungono al testo un riferimento e una lode al discorso del Papa sul genocidio armeno dello scorso 12 aprile.

Gli eurodeputati chiedono alla Turchia anche “l’apertura degli archivi per accettare il passato.” Il testo del Parlamento usa esplicitamente il termine “genocidio” in riferimento allo sterminio degli armeni avvenuto tra il 1915 e il 1917 ad opera dei turchi ottomani e chiede l’istituzione di una giornata mondiale per il ricordo dei genocidi. E tuttavia, il testo e’ meno duro di altre risoluzioni approvate in passato in cui esplicitamente si definiva il riconoscimento turco del genocidio armeno come una “pre-condizione” per l’adesione della Turchia all’Ue. Questo riferimento e’ assente nel testo approvato oggi. Il documento accoglie come “un passo nella giusta direzione” le dichiarazioni delle massime autorita’ turche con cui sono state offerte le condoglianze agli armeni e sono state riconosciute “le atrocita’” commesse contro gli armeni. ERDOGAN SFIDA ANCHE L’UE – La polemica sullo sterminio degli armeni coinvolge anche l’Europa, nuovo bersaglio di Recep Tayyp Erdogan. “Qualunque decisione prenda, mi entrera’ da un orecchio e mi uscira’ dall’altro”, ha avvertito il presidente islamico-conservatore turco poco prima che il Parlamento europeo votasse la risoluzione.

Erdogan ha anche minacciato di cacciare gli oltre 100mila armeni che risiedono in Turchia. “Li potremmo espellere anche se ancora non lo abbiamo fatto”, ha osservato in una dichiarazione ripresa dal giornale Hurriyet. Contro Papa Francesco e’ invece tornato a tuonare il premier turco, Ahmet Davutoglu, che aprendo la campgna elettorale dell’Akp ha accusato il pontefice di essersi unito al “fronte del male” contro la Turchia. “Non permetteremo che la nostra Nazione sia insultata attraverso la storia”, ha affermato il premier turco, “un fronte del male si sta formando davanti a noi, ora il Papa ha aderito a queste trame contro il partito (Akp) e contro la Turchia”. Intanto nella sessione plenaria a Bruxelles l’Europarlamento dovrebbe chiedere alla Turchia di “continuare nei suoi sforzi per il riconoscimento del genocidio armeno” e anche “l’apertura degli archivi per accettare il passato”. Il testo sostiene che per l’Europa i turchi ottomani commisero “un genocidio” ai danni degli armeni anche se non pone il riconoscimento turco del genocidio armeno come una “pre-condizione” per l’adesione della Turchia all’Ue.

Anche gli Usa hanno sottolineato che il massacro di un milione e mezzo di armeni e’ “un fatto storico”, ribadendo che il chiarimento di quel periodo storico e’ nell’interesse di tutti, “della Turchia, dell’Armenia e dell’America”: “Le nazioni sono piu’ forti e possono progredire riconoscendo e facendo i conti con elementi dolorosi del loro passato”, ha detto la portavoce del Dipartimento di Stato, Marie Harf.

Nel frattempo, un gruppo di hacker turchi ha rivendicato di aver attaccato nella notte tra lunedi’ e martedi’ il sito ufficiale della Santa Sede (www.vatican.va), messo fuori gioco per alcune ore e tornato alla normalita martedi’ mattina.

Secondo la testata specializzata ‘Techworm’, si e’ trattato di una rappresaglia – ufficiosa – di Ankara alle parole del Papa. La rivendicazione e’ arrivata sul profilo @YouAnonGlobal2, che fa riferimento a una delle tante sigle dell’organizzazione Anonymous, che sul sito ha presentato anche una nuova minaccia: “Continueremo”.