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Canale di Panama, bloccati i lavori. Mediazione di Tajani

Canale di Panama, bloccati i lavori. Mediazione di Tajani
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Il mancato accordo fra il consorzio che lavora all’allargamento del canale e le autorità locali è “una notizia inattesa” per il vicepresidente della Commissione Ue, Antonio Tajani, impegnato in una mediazione fra le parti in causa da qualche settimana

L’Autorita’ del Canale di Panama annuncia di aver interrotto la trattativa per negoziare gli extra-costi richiesti da GUPC, il consorzio internazionale incaricato dei lavori di ingrandimento. E’ quanto trapela in una nota dell’Autorita’ panamense. GUPC (Grupo Unidos por el Canal), guidato dalla spagnola Sacyr e composto anche dall’italiana Salini-Impregilo, dalla belga Jan de Nul e dalla panamense Constructora Urbana, aveva chiesto un’intesa per il cofinanziamento degli extra-costi, dopo aver fissato in 1,6 miliardi di dollari il costo del finanziamento supplementare. GUPC fa sapere che la rottura della trattativa mette a rischio oltre 10 mila posti di lavoro. Il consorzio sta continuando a ricercare una via di uscita. Le azioni di Sacyr sono scese del 7% e quelle di Salini Impregilo del 2%.

Sacyr precisa che, in assenza di un’intesa, il completamento dei lavori del canale rischiano di subire un rinvio che potrebbe oscillare tra i tre e i cinque anni, mettendo a rischio oltre 10 mila posti di lavoro. I lavori avrebbero dovuto terminare l’anno prossimo, ma sono stati interrotti per appianare la disputa sull’aumento dei costi. Quest’anno scatta il centenario dell’inaugurazione del canale, il quale unisce l’Oceano Pacifico con l’Oceano Atlantico ed e’ lo sbocco del 5% dei traffici navali mondiali. I lavori di ampliamento avrebbero dovuto consentire il raddoppio del trasporto merci, permettendo alle navi di trasportare fino a 12 mila container. La richiesta del consorzio incaricato della costruzione dei nuovi moli, era di incrementare i costi totali di 1,6 miliardi di dollari, rispetto agli iniziali 3,2 miliardi di dollari.

TAJANI – Il mancato accordo fra il consorzio che lavora all’allargamento del canale di Panama (di cui fa parte anche l’italiana Impregilo) e le autorita’ locali e’ “una notizia inattesa” per il vicepresidente della Commissione Ue Antonio Tajani, impegnato in una mediazione fra le parti in causa da qualche settimana. “Confido e spero che le parti rivedano le loro posizioni nei prossimi giorni – ha commentato – perche’ un’interruzione dei lavori sarebbe una cattiva notizia per l’occupazione, l’economia globale, l’ampliamento del canale e per le stesse parti”.